sabato 2 luglio 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta IX L'Eremita


Arcani Maggiori - L'Eremita



Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 9, la carta dell'Eremita, la nona tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 9: L'EremitaIl Matto in questa fase apprende l’introversione, il significato di conoscere sé stesso, impara l’importanza del guardarsi dentro e del seguire la propria guida interiore, del meditare e del riflettere in compagnia solo di sé stesso. All’Eremita viene associato il prudente e servizievole segno della Vergine.




Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






Questa è una carta di transizione e indica che il viaggiatore/il Matto sta per entrare in una fase più enigmatica e complessa del suo viaggio. Indica anche che molte delle nostre più profonde intuizioni e rivelazioni si ottengono attraverso la solitudine e la contemplazione, lontani dai rumori del mondo, apprezzando la compagnia di sé stessi.


La barba bianca dell’Eremita simboleggia età e maturità. Egli ha gli occhi concentrati su dove vanno i suoi piedi – guarda dove va e ciò indica saggezza ed esperienza. A differenza del Matto che non si cura di dove sta andando e rischia persino di cadere da un precipizio, l’Eremita invece è preoccupato del suo progresso, usa il bastone e la lanterna per supportare sé stesso e per rischiarare il suo cammino. La lanterna simboleggia anche la luce che usa per illuminare il cammino degli altri e anche il suo mondo interiore che egli, invecchiando, impara ad apprezzare sempre di più.


La carta indica chiaramente che i tempi sono maturi per ritirarsi dal mondo esteriore allo scopo di rifugiarsi e nutrirsi del proprio mondo interiore. I propri pensieri hanno bisogno di trovare chiarezza, che le distrazioni del mondo esterno non fanno che confondere invece di ispirare. 


L’Eremita insegna l’importanza del tempo che passa e di saper cogliere i tempi giusti. Insegna inoltre l’inevitabilità della vecchiaia. Il tempo e i costanti cambiamenti nella vita vanno accettati come parte di un ciclo naturale che occorre accettare e vivere con grazia. 


Non si può frenare il passare del tempo. Un’altra lezione dell’Eremita ha a che fare con la solitudine che molte persone temono. La verità però è che noi siamo sempre soli, nasciamo  tali e tali moriamo e quindi questa verità deve smettere di destare preoccupazioni, angosce e paure. 


Del resto non è che Crono fosse contento di tollerare il suo esilio solitario e il suo invecchiamento, ma alla fine egli trovò pace interiore e lasciò che il tempo trascorresse, aspettando serenamente che l’Età d’Oro della sua epoca ritornasse. L’accettazione, la pazienza e la comprensione della propria psiche sono le lezioni che il Matto apprende dall’Eremita.


La Prudenza, una delle quattro nobili virtù illustrata dall’Eremita, evoca essenzialmente uno dei doni dello Spirito Santo, cioè quello della Sapienza, che è la possibilità di vedere ogni cosa terrena alla luce della Mente Divina, facendosi istruire dal Proprio Io Superiore circa le decisioni da prendere per agire nel bene. Più concretamente, la Prudenza può essere definita come il discernimento, come la capacità di distinguere il vero dal falso, il bene dal male e smascherare così tutto quanto c’è di falso e di malvagio al mondo e in noi stessi.


Quando appare questa carta, c’è l’indicazione che occorre ritirarsi dalle scene per un po’ e contemplare le cose in modo saggio e distaccato per poter prendere decisioni e fare le mosse successive. 


Questa è una fase meditativa durante la quale occorre avere pazienza e lasciare che alcune cose facciano semplicemente il loro corso senza aver fretta di ottenere risultati che sarebbero comunque prematuri. Occorre anche abbracciare una fase di solitudine e di riflessione. Non è permanente, ma è necessaria ora.



Parole chiave:  Solitudine. Silenzio. Meditazione. Abnegazione.

 Consapevolezza. Moderazione. Io Superiore. Guida Interiore. 

Ricerca Interiore. Contemplazione. Scoperta di sé. Pazienza. 

Discrezione. Riflessione Prudente. Pianificazione Attenta. 

Deliberare. Attenzione al Dettaglio. Rivalutazione. Scoperta. 

Saggezza. Accortezza. Attesa Paziente. Consigliere Spirituale. 

Isolamento Volontario.


                                                                     

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sabato 25 giugno 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta VIII La Forza


Arcani Maggiori - La Forza






Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 8, la carta della Forza, l'ottava tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 8: La Forza. Questa parte del viaggio del Matto porta allo sviluppo di autostima e forza interiore, di equilibrio tra la propria parte maschile e femminile. Spesso la carta della Forza viene vista come energia di estroversione e creatività e di espressione del proprio bambino interiore, quindi l’associazione con il segno del Leone è piuttosto naturale.




Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






LA FORZA




A volte questa carta indica che occorre contare sulla propria forza interiore e pazienza, nonché gentilezza, per risolvere i propri problemi. Indica anche che è un ottimo momento per avere fede in sé stessi e affrontare chi ha cercato di manipolarci, incanalando le proprie passioni più animalesche in modo costruttivo per raggiungere salute e successo. In altre parole, un approccio diplomatico e pieno di tatto porterà al successo

A volte indica coloro che lavorano col corpo fisico tipo ginnasti e atleti, coloro che affrontano regolarmente l’aspetto più oscuro della propria personalità e usano la propria sessualità in modo consapevole o persino coloro che lavorano con gli animali.


E’ interessante notare che in quasi tutti i mazzi di carte viene dipinta o una fanciulla che sottomette un leone oppure si vede chiaramente un’amicizia e supporto tra i due. Il messaggio quasi sempre è che la vera forza sta nella la capacità di conoscere sé stessi e diventare il capitano della propria nave e il padrone/la padrona della propria anima.


La carta mostra il Sé Superiore, simboleggiato dalla ragazza, che ha la meglio sulla propria natura emotiva. Il leone non è il nemico, ma per essere utile e per crescere psicologicamente e spiritualmente, deve essere domato e così anche la nostra natura più animale ed emotiva. Anche l’intelletto deve trovare la giusta collocazione però, in quanto non è sempre attraverso l’intelletto che si arriva a conoscere i misteri della vita. Sia l’intelletto che le emozioni, in altre parole, devono occupare una posizione di servitori del sé e non farla da padroni.


Il mito Greco narra di un tempo in cui Apollo, il dio Sole, incontrò Cyrene, una ancella  della dea lunare Artemide, mentre combatteva con un leone a mani nude. Cyrene vinse e Apollo fu così colpito dal suo coraggio, dalla sua forza e dalla sua bellezza femminile che le concesse di vivere per sempre in un paradiso dove l’armonia e la pace regnavano sovrane. In alcuni miti, Apollo condusse Cyrene in Libia, dove sorse una città col suo stesso nome in onore della sua forza e del suo coraggio.
Un altro modo di vedere questa carta è considerare il suo ruolo tra le quattro virtù cardinali. Una delle nobili quattro virtù, “La Fortezza”, cristianamente parlando, è quella virtù cardinale che ci assicura, in casi di difficoltà ed avversità, la fermezza nella ricerca del bene senza scoraggiarsi davanti a qualsiasi altra cosa e tirare dritto per la nostra strada di perfezionamento spirituale. 

La pigrizia, la viltà, la paura e la pusillanimità sono tutte nostre nemiche nel cammino di bene e bontà, ma la “Fortezza” ci aiuta ad opporci a tutte queste debolezze dello spirito. 


Il leone sta a rappresentare i desideri, le aspirazioni e gli istinti che non sempre possiamo soddisfare e che a volte dobbiamo imparare a controllare, specie in giovane età. L’autodisciplina è una cosa ottima da sviluppare. Questa carta indica che è necessario conoscere, dosare ed addestrare la propria forza e il proprio autocontrollo per guadagnare coraggio e padronanza di sé. Occorre anche equilibrare l’espressione delle proprie energie maschili e di quelle femminili con saggezza.


In un consulto, l’apparire di questa carta mostra coraggio, forza e determinazione. Offre la possibilità di guadagnare in autoconsapevolezza ed autoconoscenza. Uno dei messaggi principali insiti in questa carta è il bisogno di sviluppare ed usare disciplina ed autocontrollo, specie in una situazione che ci si trova ad affrontare in questo momento.



Parole chiave: Abilità/Padronanza. Sottomissione. Orgoglio spirituale. Emozioni/Intelletto. Ego. 

Autorizzazione/Acquisizione di potere. Gentilezza. Agilità Fisica e Mentale. Persona Gentile Ma 

Decisa. Coraggio. Forza Morale. Azione. Pazienza. Saggezza. Affermazione. Forza Gentile. Auto-

disciplina. Eroismo. Protezione. Non Violenza. Energia. Vitalità. Virilità. Buona salute. Gentilezza. 

Sopportazione. Riconciliazione. Tatto.





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lunedì 30 maggio 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta VII Il Carro


Arcani Maggiori - Il Carro


Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 7, la carta del Carro, la settima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 7 Il Carro: E’ ora di imparare ad essere indipendenti, ad 

equilibrare forze opposte e ad affrontare compromessi, confronti e a volte inevitabilmente conflitti. Il Matto deve iniziare ad affrontare l’oscurità, senza la quale non ci sarebbe la luce, e deve imparare che tutti noi conteniamo e dobbiamo integrare anche una parte oscura. Il Carro viene tradizionalmente associato al segno protettivo del Cancro. Si può. però. associare a questa dinamica carta l’energia di Marte, mentre è all’Imperatore, la carta 4, che, volendo,  si può associare l’energia del protettivo Cancro.


Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 








IL CARRO



Generalmente parlando, quando si estrae questa carta, la situazione per cui stiamo consultando i tarocchi tenderà a risolversi in nostro favore se manteniamo la nostra determinazione e una intenzione chiara. Le difficoltà verranno conquistate e si raggiungerà la vittoria. A volte si tratta di un viaggio o di acquistare un’auto nuova o altro mezzo di trasporto.

Il Carro era il veicolo mitico preferito del Re Sole nell’antico Egitto, Ra. La sua presenza negli Arcani Maggiori indica che il Matto è pronto a procedere nella sua ricerca, ma che ha anche già perso parecchia della sua stoltezza giovanile. Il suo processo di trasformazione può ora iniziare. Il Carro, inoltre, rappresenta anche l’archetipo dell’ascesa dello spirito al paradiso, garantendo ai mortali che il percorso spirituale porti alla vita eterna. 

Dante descriveva le due ruote del carro in modi diversi – una ruota conteneva desiderio e volontà, mentre l’altra beneficenza/generosità e prudenza e in teoria queste quattro qualità vanno coltivate per raggiungere l’apice del nostro progresso spirituale. A volte questa carta simboleggia anche la possibilità che qualcun altro ci dia una mano e ci “trasporti” temporaneamente se o quando siamo in difficoltà. A volte l’aiuto arriva da solo, mentre a volte occorre chiederlo.

Un’altra dimensione di questa carta dimostra che dopo le complicazioni dell’amore, il Matto deve ora affrontare le battaglie. Il Carro può anche essere associato ad Ares/Marte, l’appassionato ed impetuoso dio della guerra che era sempre coinvolto in qualche lotta di qualche tipo. Il suo sistema di battaglia era quello di usare la forza bruta e fu forse la sua forza mascolina ed il suo orgoglio ad aver attratto a lui Afrodite, la Dea dell’amore. Il guerriero e l’amante camminano mano nella mano e nel mito Ares ed Afrodite erano amanti. Dalla loro unione nacque una figlia chiamata Armonia a simboleggiare i risultati positivi dell’unire e riconciliare gli opposti.

Il Carro descrive il conflitto che gli opposti creano. La carta spesso mostra un carro con due cavalli fuori controllo che tentano di condurlo in direzioni opposte e questo rappresenta aspetti opposti dentro di noi che ci confondono e ci portano a comportamenti che sabotano ciò che un’altra parte di noi sta cercando di ottenere. E’ il caso che il conduttore porti i cavalli ad un equilibrio vitale per evitare disastri. 

A volte dentro di noi ci sono conflitti tra i nostri bisogni carnali e quelli spirituali. A volte invece si tratta di sentire il bisogno di esplorare nuove vie lasciando indietro quelle vecchie e la resistenza e il rifiuto di abbandonare la strada vecchia per la nuova. Emozioni, pensieri e desideri non vanno sempre in direzioni univoche dentro di noi ma, per quanto sia scomoda questa confusione, può anche essere creativa e a volte il conflitto è necessario per portare al cambiamento e alla crescita. 

Non c’è di certo crescita o cambiamento quando c’è stagnazione e quindi non occorre temere il conflitto, ma saperlo affrontare con coraggio poiché una risoluzione del conflitto potrebbe invece essere molto positiva. In un consulto, il Carro indica la qualità di energia necessaria a combattere per raggiungere uno scopo desiderato. Mostra una battaglia o un conflitto di interessi e può anche indicare a volte che combattere per far valere sé stessi è necessario in questa specifica istanza. 

Va però anche detto che se questa carta è circondata da altre carte positive, tende ad indicare che il successo è garantito e che vi sarà un trionfo su ostacoli o difficoltà incontrate sul nostro percorso.




Parole chiave: Il Dio Sole o Ares. L’Ascesa. La Motivazione. La Forza. L’Amore. La Compassione. La Volontà. Il Desiderio. La Beneficenza. La Prudenza. Dare una mano. Superamento di Ostacoli. Grande Forza e Potere Mentale. Capacità di Concentrazione. Determinazione. Iniziativa. Conquista. Successo. Forza di Volontà. Pace Interiore. Progresso Trionfale. Ambizione. Padronanza. Coraggio. Capacità. Grande Sforzo. Scopo. Un viaggio. Novità. Vittoria. Onori. Riconoscimenti. Lotta Interiore. Auto-disciplina. Conflitto di Interessi. Trasporto. Comunicazioni. Veicoli. Un’auto nuova.








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mercoledì 18 maggio 2016

Regressioni e Reincarnazione – Un Altro Caso Eclatante







Regressioni e Reincarnazione – Un Altro Caso Eclatante

La persona in questione stavolta si chiama Jenny Cockell, una normalissima donna inglese con una sua famiglia e figli, la quale però  riteneva di essere la reincarnazione di Mary Sutton, una madre irlandese che morì a 32 anni, 21 anni prima che Jenny si reincarnasse, e i cui figli (più anziani di Jenny), salvo qualcuno, accettarono la sua storia ed  erano ancora vivi quando ella la scrisse nel suo libro I Figli di Ieri (Yesterday’s Children ). 

Il libro narra dei suoi sogni, delle sue memorie frammentarie che emergevano spontaneamente da decenni e di quelle ottenute sotto ipnosi, del suo viaggio nel villaggio irlandese dove visse Mary e della sua ricerca di quei figli lasciati senza una presenza materna stabile. Pare che a questi presunti figli Jenny fosse in grado di raccontare dettagli della sua vita precedente come loro madre che sembravano convalidare la sua tesi reincarnazionista.

Verità o fantasia e coincidenze? Ciascuno di noi dovrà personalmente decidere in cosa credere. Resta però aperta e senza una spiegazione scientifica la questione delle cosiddette “regressioni” di vite precedenti, ottenute sotto ipnosi, attraverso la meditazione e visualizzazione guidata, spontaneamente e in diversi altri modi spontanei, inclusi sogni e coincidenze e sensazioni di déjà vu.

La verità è che forse è tempo di dedicare alle regressioni una attenzione speciale, in quanto molto spesso le persone che “rivisitano” il loro passato vedono sintomi di malattie, disturbi, dolori, eccetera, di cui soffrono da anni sparire immediatamente dopo. In altre parole, è il lato terapeutico della regressione ad essere particolarmente interessante.

La reincarnazione è una teoria ed un credo millenario diffuso specie in Oriente, tra gli Indiani, tra i Buddisti ma non solo. Nulla di nuovo sotto il sole. C’è chi sostiene che anche la Bibbia prima di essere modificata da Costantino & co. nei primi secoli dopo Cristo si riferisse ripetutamente alle sue teorie e anche chi sostiene che nella Bibbia si trovano ancora cenni reincarnazionisti se si legge bene tra le righe. Qualcosa è rimasto. Una cosa è certa. Troppi lati della storia dell’umanità sono e restano oscuri e di conseguenza troppe verità relative al potenziale umano restano pilotate, nascoste, celate e offuscate da chi non ha convenienza a vedere la razza umana liberata, emancipata ed evoluta. Quindi l’onere di evolvere cade sul singolo, su ciascuno di noi. E c’è chi ha scoperto tante cose e tante risposte sul trascendente, sulla ricerca spirituale e sul potenziale umano esplorando le dimensioni transpersonali, incluse le esplorazioni e le regressioni di vite precedenti.

Alcuni nomi di professionisti seri diventati famosi per la loro ricerca nel campo della reincarnazione, specie attraverso ipnosi, spiccano in questo settore – tra i tanti, forse il più diffuso resta forse quello dello psichiatra americano ed ex scettico Brian Weiss, i cui racconti di suoi clienti regrediti in altre vite, della morale, delle guarigioni e del potenziale di crescita spirituale che tali regressioni possono facilitare sono molto ben raccontati nei suoi libri citati qui di seguito. Weiss ha parecchi sostenitori, ma anche qualche detrattore tra i professionisti italiani. 

Va detto che leggendo i libri di Weiss con occhio critico, frequentando i suoi seminari oppure acquistandone le registrazioni (vedi sotto) è piuttosto facile desumere i livelli del suo operato, la qualità della sua formazione e la serietà e compassione con cui opera. Leggendo cosa scrivono i suoi pochi denigratori, personalmente mi pare impossibile non notare l’invidia e l’ottusità che motivano alcune critiche – non perché Weiss sia perfetto. Senza dubbio Weiss, come  molti psichiatri, psicologi, eccetera, non disdegna il denaro e la ricchezza, ma sono sempre molto sospettosa di chi getta immondizia sui colleghi di successo mentre si erge ad esperto ma continua a creare dipendenze o guadagna dalle nevrosi altrui senza esplorare abbastanza la dimensione transpersonale/spirituale e senza attivamente ricercare modi per rendere i propri clienti più liberi da terapie ed indipendenti prima possibile. Dopotutto, chi ha bisogno di clienti sani, ragionano molti psicologi/analisti/psichiatri, eccetera? 

C’è una questione che non si può più ignorare e cioè che l’umanità sta cambiando e sarebbe ora che altrettanto facessero molti operatori, olistici o ortodossi che siano…

A Varese e provincia si tengono corsi per chi ha un interesse verso le tematiche menzionate sopra, autoipnosi inclusa. I corsi sono facilitati da Patrizia Trotta, Dottore di Ricerca in Scienza dell'Educazione specializzata nel transpersonale, ed esplorano tematiche transpersonali – l’accento è sul contatto con la propria intuizione, con il Sé Superiore e sullo sviluppo del potenziale umano. 

Il prossimo seminario si terrà il 26 giugno 2016. Chi fosse interessato può scrivere a psicoenergeticaermetica@gmail.com
e visitare il sito http://patriziatrotta.com



Ecco di seguito alcuni libri raccomandati che trattano degli argomenti di cui sopra:



sabato 14 maggio 2016

I Tarocchi La Voce dell'Inconscio - Carta VI - Gli Amanti


Arcani Maggiori - Gli Amanti







Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!


Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 6, la carta degli Amanti, la sesta tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.



Carta 6 Gli Amanti: Con questa carta inizia la successiva fase di sette carte, la dimensione importantissima che porta verso la costruzione del proprio ego, prima di arrivare a capire e a comunicare con l’inconscio, il subconscio ed il Superconscio nella fase successiva. Il Matto/Viandante ha raggiunto una fase che lo porta ad apprendere lezioni su yin e yang, sulle tentazioni, sulla dualità, sull’attrazione, la scelta, le amicizie e le unioni, romantiche o meno. Egli deve imparare l’importanza del prendere decisioni a volte difficili e della scelta, la quale comporta sempre delle conseguenze di cui dovrà prendersi la responsabilità. Il doppio segno dei Gemelli viene tendenzialmente associato a questa carta.


Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 





GLI AMANTI




Avendo completato la sua infanzia attraverso la guida del Mago e dei suoi genitori terreni e  di quelli ultraterreni, ora il Matto è pronto ad affrontare le prime difficoltà sentimentali nella vita, cioè le lezioni d’amore e le scelte che si troverà ad affrontare. 


Se nella disposizione delle carte scelte appare anche il 2 di Coppe, possiamo stare certi che si tratta di una relazione, anche se magari con una scelta connessa. A volte questa carta invece enfatizza una scelta importante nella vita, senza scomodare Venere. 


Il mito connesso con questa carta è quello di Paride che si trovò nella scomoda posizione di dover fare il giudice in una gara e dover scegliere e decidere chi fosse la più bella tra Hera, Atena e Afrodite. Tutte e tre cercarono di ingraziarselo in tutti i modi leciti ed illeciti, ma Afrodite usò la sua cintura magica ed Eros lo colpì con le sue frecce in modo tale che a Paride non rimase scelta, donando ad Afrodite la mela d’oro per aver vinto la gara. Egli finì quindi per soccombere alla magia di Afrodite che, per ringraziarlo, gli concesse l’amore e la mano della donna più bella sulla Terra, cioè Elena di Troia, però già sposa di Menelao, e quindi causa indiretta della guerra di Troia. Ciò indica che le scelte nell’amore possono avere conseguenze disastrose e quindi non vanno fatte alla leggera, poiché occorre fare i conti con le conseguenze, le ripercussioni di qualsiasi scelta – non solo quelle in amore – ed eventuali complicazioni. 


In sintesi, il Matto deve comprendere che l’amore non è una semplice questione di attrazione fisica e che le considerazioni da fare nelle questioni di cuore non sono né semplici né particolarmente chiare e dirette. 


Qui non si tratta però solo del potere dell’amore. C’è anche la questione della necessità di riconciliare gli opposti, sia nella nostra psiche che nella vita al di fuori della nostra mente.


E’ possibile che aspetti apparentemente opposti della nostra natura o delle nostre circostanze possano essere riconciliati e integrati in armonia, fornendoci un modo più equilibrato di gestire le nostre esperienze di vita? Ci stiamo facendo influenzare da altri nelle nostre scelte o siamo finalmente diventati consapevoli di quale sia la nostra verità e le nostre preferenze, agendo di conseguenza?


La carta degli Amanti ha a che fare con scelte di qualsiasi tipo, tra vizi e virtù, tra amore ed ambizione eccetera. Le scelte portano a cambiamenti, spesso irrevocabili, allo status quo


Come ampiamente detto, la cosa più importante associata a questa carta è che qualsiasi sia la nostra scelta finale in qualsiasi area avrà conseguenze di vasta portata, che è il motivo per cui occorre che qualsiasi decisione venga esaminata da tutte le possibili angolazioni prima di giungere ad una conclusione e ad una scelta oculata. A volte la presenza di questa carta in un consulto indica letteralmente una scelta da fare in amore o qualche difficoltà all’orizzonte di una storia d’amore. Magari occorrerà scegliere tra amore cosiddetto sacro o profano. A volte invece indica una scelta di altro tipo in altri campi, ma si tratta di una scelta che ha conseguenze fortemente sentite a livello emotivo.





Parole chiave: Il Potenziale. L’Unione. La Sfida. Dualità. 

Castità/Sensualità. Scelta. Opposti. Armonia. Decisioni Basate 

Sulle Proprie Preferenze e Non Influenzate. Sincronie Tra Due 

Persone. Attrazione. Sessualità. Amore Romantico. Una società. 

Una scelta molto importante. Fidanzamento. Viaggi Brevi. 

Comunicazioni.

























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