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sabato 23 luglio 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta X La Ruota della Fortuna


Arcani Maggiori - La Ruota della Fortuna




Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.



Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.

 

IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!



Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 


I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.



Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 10, la carta della Ruota della Fortuna, la decima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.




Carta 10: La Ruota della Fortuna. Qui il Matto si trova ad affrontare l’imprevedibilità della vita, gli alti e i bassi, ai fini di capire che nulla si può prendere per scontato nella vita, dove le forze del destino e del karma hanno la meglio e dove, anche se spesso si raccoglie ciò che si semina, ciò non avviene sempre o se non altro non con immediatezza, e ciò confonde. Non sempre la volontà può dirigere il proprio destino. A volte è il Sé Superiore a manovrare gli eventi e l’ego deve farsene una ragione. Il benefico pianeta Giove è associato a questo Arcano Maggiore.



Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 





LA RUOTA DELLA FORTUNA






Qui ci sono forze in azione che stimolano il cambiamento e la crescita. Si sta per entrare in un nuovo ciclo che indica circostanze positive che promettono progresso e un cambiamento benefico. Cambiamenti rapidi offrono nuove opportunità di migliorare la propria vita. Un evento apparentemente casuale potrebbe significare la fine di difficoltà passate e inaugurare un periodo di buona fortuna e di successi, ma forse ciò potrebbe implicare il dover prendere una decisione importante che influenzerà i prossimi eventi. Un nuovo capitolo sta per iniziare e una fase sta per finire. Il Fato opera in nostro favore.


Il Matto raggiunge un punto di svolta nel suo viaggio ed è a questo punto che comprende che nella vita c’è altro oltre al mondo esterno delle relazioni, della carriera e del successo – c’è un mondo che il Matto ancora non conosce, che deve ancora visitare.


La dea romana Fortuna rappresentava letteralmente la fortuna ma, quando veniva rappresentata bendata, sottolineava il lato capriccioso del Fato e della vita. L’equivalente del mito greco era la dea Tyche, che presiedeva alla prosperità di una città intera e al suo destino. 


Nell’antichità si pensava che il destino consistesse in un potere irresistibile che finiva per determinare il proprio futuro, secondo un ordine naturale delle cose. Nel Medioevo andava di moda incolpare la dea Fortuna per tutto ciò che andava storto nella propria vita. Oggigiorno in teoria siamo più sofisticati e gestiamo la nostra vita in modo più consapevole e responsabile e quindi questa immagine della Ruota della Fortuna che indica sia stabilità che cambiamento è un po’paradossale. 


Il nostro vero sé, nascosto alla nostra mente conscia, spesso è al centro del nostro essere, sebbene le nostre circostanze esteriori siano mutevoli e in costante mutamento. Ciascuno di noi è responsabile del proprio destino ed è il nostro vero sé a determinare in quale direzione proseguiremo il nostro cammino secondo la nostra indole e secondo i dettami dell’Io Superiore. Non siamo rincorsi e perseguitati da un Fato ineluttabile. 


La verità è che a volte è più facile incolpare il destino avverso che prendersi la responsabilità di come sono andate le cose in seguito alle nostre scelte


Ed è in ultima analisi questa la lezione difficile che il Matto impara in questa tappa del suo viaggio – è arrivata l’ora di prendersi la responsabilità della propria vita e del proprio destino, cioè delle proprie scelte che saranno al centro dei prossimi eventi che ci troveremo ad affrontare come conseguenza.


All’apparire di questa carta sapremo che un nuovo capitolo sta per cominciare, che ci toccherà presto prendere una decisione importante o il nostro subconscio ci informa che sta per iniziare un periodo fortunato per noi. Una cosa è certa – più abbiamo le idee chiare circa il ruolo delle nostre decisioni nel nostro destino, più ci sarà chiara l’attuale situazione e come procedere


A volte sentiremo “la mano del destino” riprogrammare la nostra psiche e quindi la nostra vita. Tutto ciò che ci accade offre lezioni da imparare, anche ciò che fatichiamo a comprendere e che richiede quindi una ulteriore apertura mentale ed ulteriori analisi.



Parole chiave: Mutevolezza. Vicissitudini. Cicli. Destino. 

Esperienza. Sfide. Fase Positiva. Piano/Progetto Divino. Karma. 

Miglioramento. Buona Fortuna. Avanzamento. Opportunità. 

Sviluppi Importanti. Cambiamenti Rapidi. Fato. Progresso. Nuove 

Porte Aperte. Il Tao. Risvolti Positivi. Fortuna Improvvisa e 

Inaspettata. 










Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:





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sabato 2 luglio 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta IX L'Eremita


Arcani Maggiori - L'Eremita



Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 9, la carta dell'Eremita, la nona tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 9: L'EremitaIl Matto in questa fase apprende l’introversione, il significato di conoscere sé stesso, impara l’importanza del guardarsi dentro e del seguire la propria guida interiore, del meditare e del riflettere in compagnia solo di sé stesso. All’Eremita viene associato il prudente e servizievole segno della Vergine.




Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






Questa è una carta di transizione e indica che il viaggiatore/il Matto sta per entrare in una fase più enigmatica e complessa del suo viaggio. Indica anche che molte delle nostre più profonde intuizioni e rivelazioni si ottengono attraverso la solitudine e la contemplazione, lontani dai rumori del mondo, apprezzando la compagnia di sé stessi.


La barba bianca dell’Eremita simboleggia età e maturità. Egli ha gli occhi concentrati su dove vanno i suoi piedi – guarda dove va e ciò indica saggezza ed esperienza. A differenza del Matto che non si cura di dove sta andando e rischia persino di cadere da un precipizio, l’Eremita invece è preoccupato del suo progresso, usa il bastone e la lanterna per supportare sé stesso e per rischiarare il suo cammino. La lanterna simboleggia anche la luce che usa per illuminare il cammino degli altri e anche il suo mondo interiore che egli, invecchiando, impara ad apprezzare sempre di più.


La carta indica chiaramente che i tempi sono maturi per ritirarsi dal mondo esteriore allo scopo di rifugiarsi e nutrirsi del proprio mondo interiore. I propri pensieri hanno bisogno di trovare chiarezza, che le distrazioni del mondo esterno non fanno che confondere invece di ispirare. 


L’Eremita insegna l’importanza del tempo che passa e di saper cogliere i tempi giusti. Insegna inoltre l’inevitabilità della vecchiaia. Il tempo e i costanti cambiamenti nella vita vanno accettati come parte di un ciclo naturale che occorre accettare e vivere con grazia. 


Non si può frenare il passare del tempo. Un’altra lezione dell’Eremita ha a che fare con la solitudine che molte persone temono. La verità però è che noi siamo sempre soli, nasciamo  tali e tali moriamo e quindi questa verità deve smettere di destare preoccupazioni, angosce e paure. 


Del resto non è che Crono fosse contento di tollerare il suo esilio solitario e il suo invecchiamento, ma alla fine egli trovò pace interiore e lasciò che il tempo trascorresse, aspettando serenamente che l’Età d’Oro della sua epoca ritornasse. L’accettazione, la pazienza e la comprensione della propria psiche sono le lezioni che il Matto apprende dall’Eremita.


La Prudenza, una delle quattro nobili virtù illustrata dall’Eremita, evoca essenzialmente uno dei doni dello Spirito Santo, cioè quello della Sapienza, che è la possibilità di vedere ogni cosa terrena alla luce della Mente Divina, facendosi istruire dal Proprio Io Superiore circa le decisioni da prendere per agire nel bene. Più concretamente, la Prudenza può essere definita come il discernimento, come la capacità di distinguere il vero dal falso, il bene dal male e smascherare così tutto quanto c’è di falso e di malvagio al mondo e in noi stessi.


Quando appare questa carta, c’è l’indicazione che occorre ritirarsi dalle scene per un po’ e contemplare le cose in modo saggio e distaccato per poter prendere decisioni e fare le mosse successive. 


Questa è una fase meditativa durante la quale occorre avere pazienza e lasciare che alcune cose facciano semplicemente il loro corso senza aver fretta di ottenere risultati che sarebbero comunque prematuri. Occorre anche abbracciare una fase di solitudine e di riflessione. Non è permanente, ma è necessaria ora.



Parole chiave:  Solitudine. Silenzio. Meditazione. Abnegazione.

 Consapevolezza. Moderazione. Io Superiore. Guida Interiore. 

Ricerca Interiore. Contemplazione. Scoperta di sé. Pazienza. 

Discrezione. Riflessione Prudente. Pianificazione Attenta. 

Deliberare. Attenzione al Dettaglio. Rivalutazione. Scoperta. 

Saggezza. Accortezza. Attesa Paziente. Consigliere Spirituale. 

Isolamento Volontario.


                                                                     

Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:






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sabato 25 giugno 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta VIII La Forza


Arcani Maggiori - La Forza






Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 8, la carta della Forza, l'ottava tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 8: La Forza. Questa parte del viaggio del Matto porta allo sviluppo di autostima e forza interiore, di equilibrio tra la propria parte maschile e femminile. Spesso la carta della Forza viene vista come energia di estroversione e creatività e di espressione del proprio bambino interiore, quindi l’associazione con il segno del Leone è piuttosto naturale.




Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






LA FORZA




A volte questa carta indica che occorre contare sulla propria forza interiore e pazienza, nonché gentilezza, per risolvere i propri problemi. Indica anche che è un ottimo momento per avere fede in sé stessi e affrontare chi ha cercato di manipolarci, incanalando le proprie passioni più animalesche in modo costruttivo per raggiungere salute e successo. In altre parole, un approccio diplomatico e pieno di tatto porterà al successo

A volte indica coloro che lavorano col corpo fisico tipo ginnasti e atleti, coloro che affrontano regolarmente l’aspetto più oscuro della propria personalità e usano la propria sessualità in modo consapevole o persino coloro che lavorano con gli animali.


E’ interessante notare che in quasi tutti i mazzi di carte viene dipinta o una fanciulla che sottomette un leone oppure si vede chiaramente un’amicizia e supporto tra i due. Il messaggio quasi sempre è che la vera forza sta nella la capacità di conoscere sé stessi e diventare il capitano della propria nave e il padrone/la padrona della propria anima.


La carta mostra il Sé Superiore, simboleggiato dalla ragazza, che ha la meglio sulla propria natura emotiva. Il leone non è il nemico, ma per essere utile e per crescere psicologicamente e spiritualmente, deve essere domato e così anche la nostra natura più animale ed emotiva. Anche l’intelletto deve trovare la giusta collocazione però, in quanto non è sempre attraverso l’intelletto che si arriva a conoscere i misteri della vita. Sia l’intelletto che le emozioni, in altre parole, devono occupare una posizione di servitori del sé e non farla da padroni.


Il mito Greco narra di un tempo in cui Apollo, il dio Sole, incontrò Cyrene, una ancella  della dea lunare Artemide, mentre combatteva con un leone a mani nude. Cyrene vinse e Apollo fu così colpito dal suo coraggio, dalla sua forza e dalla sua bellezza femminile che le concesse di vivere per sempre in un paradiso dove l’armonia e la pace regnavano sovrane. In alcuni miti, Apollo condusse Cyrene in Libia, dove sorse una città col suo stesso nome in onore della sua forza e del suo coraggio.
Un altro modo di vedere questa carta è considerare il suo ruolo tra le quattro virtù cardinali. Una delle nobili quattro virtù, “La Fortezza”, cristianamente parlando, è quella virtù cardinale che ci assicura, in casi di difficoltà ed avversità, la fermezza nella ricerca del bene senza scoraggiarsi davanti a qualsiasi altra cosa e tirare dritto per la nostra strada di perfezionamento spirituale. 

La pigrizia, la viltà, la paura e la pusillanimità sono tutte nostre nemiche nel cammino di bene e bontà, ma la “Fortezza” ci aiuta ad opporci a tutte queste debolezze dello spirito. 


Il leone sta a rappresentare i desideri, le aspirazioni e gli istinti che non sempre possiamo soddisfare e che a volte dobbiamo imparare a controllare, specie in giovane età. L’autodisciplina è una cosa ottima da sviluppare. Questa carta indica che è necessario conoscere, dosare ed addestrare la propria forza e il proprio autocontrollo per guadagnare coraggio e padronanza di sé. Occorre anche equilibrare l’espressione delle proprie energie maschili e di quelle femminili con saggezza.


In un consulto, l’apparire di questa carta mostra coraggio, forza e determinazione. Offre la possibilità di guadagnare in autoconsapevolezza ed autoconoscenza. Uno dei messaggi principali insiti in questa carta è il bisogno di sviluppare ed usare disciplina ed autocontrollo, specie in una situazione che ci si trova ad affrontare in questo momento.



Parole chiave: Abilità/Padronanza. Sottomissione. Orgoglio spirituale. Emozioni/Intelletto. Ego. 

Autorizzazione/Acquisizione di potere. Gentilezza. Agilità Fisica e Mentale. Persona Gentile Ma 

Decisa. Coraggio. Forza Morale. Azione. Pazienza. Saggezza. Affermazione. Forza Gentile. Auto-

disciplina. Eroismo. Protezione. Non Violenza. Energia. Vitalità. Virilità. Buona salute. Gentilezza. 

Sopportazione. Riconciliazione. Tatto.





Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:








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