domenica 10 luglio 2016

I Viaggi dell'Anima - Caratteristiche e Funzioni delle Regressioni Ipnotiche


I Viaggi dell'Anima









 Introduzione


“Ci sono più cose in Cielo e in Terra di quante ne sogni la tua filosofia, Orazio”


(William Shakespeare – Amleto)



Per quanto riguarda la vita e specialmente il cervello ed il potenziale umano, poche sono le cose che persino i più grandi possono davvero vantare di poter spiegare senza ombra di dubbio e con totale certezza, purtroppo. Tra questo considerevole numero di cose per cui non si hanno risposte esaustive, si annovera sia la cosiddetta “terapia delle vite precedenti”, sia il motivo per cui sia così efficace nel rimuovere vecchi traumi, complessi, fobie e a volte persino dolori fisici che non rispondono ad altre cure e trattamenti, ma che sembrano sparire come per magia dopo una o più regressioni.

Questo breve articolo, quindi, non offre tanto risposte certe sul perché funzionano i Viaggi dell’Anima (come definisco io le regressioni), quanto sul come funzionano, cosa aspettarsi durante un trattamento. Ulteriori informazioni e dettagli saranno contenuti nel mio libro di prossima pubblicazione, nel quale racconterò anche cosa i ricercatori e professionisti ed operatori del settore sono riusciti a scoprire sull’argomento negli ultimi decenni.

In altre parole, questo breve articolo si prefigge di dare informazioni pratiche per soddisfare le curiosità dei non addetti ai lavori interessati all’argomento e che stanno forse contemplando la possibilità di investire del denaro per fare una regressione.

A coloro che sono mossi dalla curiosità di sapere se sono stati Cleopatra o Napoleone, mi affretto a comunicare l’ovvio, e cioè che la stragrande maggioranza di coloro che fanno Viaggi dell’Anima/Inconscio, o sedute regressive, oltre il 99% rivedono/rivivono vite molto ordinarie e persino noiose – quindi comunico senza mezzi termini che, se motivati solo dalla curiosità, meglio cercare eccitazione altrove risparmiando il proprio denaro, direi.

Ma qualora una regressione fosse motivata dal desiderio di riportare a galla vecchi talenti già maturati e sepolti nell’inconscio o dal desiderio di acquisire maggior benessere ed autostima in questa esistenza attuale (che, in ultima analisi, forse è ciò che conta di più), esorterei il lettore a continuare la sua lettura, cercando delle potenziali risposte ad eventuali quesiti nelle pagine che seguono.









Come si Accede alle Memorie e Come Funziona una Seduta Ipnotica Regressiva


Questo breve articolo si svilupperà attraverso una serie di domande e risposte che si spera possano soddisfare la curiosità di una persona potenzialmente interessata ad esplorare i Viaggi della propria anima (nell’inconscio) attraverso la regressione.



D: Cos’è l’ipnosi?


L’Ipnosi è uno stato di attenzione e concentrazione focalizzata sulla propria interiorità ad esclusione di tutto il resto, nonché uno stato di coscienza automatico e naturale in cui ci si trova diverse volte al giorno, a seconda di quali attività occupano la propria mente e coscienza.

In realtà è uno stato di profondo rilassamento fisico molto piacevole, una trance in cui sprofondiamo automaticamente mentre leggiamo un bel libro o guardiamo un bel film, per capirci. E’ anche uno stato nel quale siamo più aperti alle suggestioni e quindi una condizione ideale per riprogrammare in modo positivo e sano il proprio inconscio (volendo), influenzando quindi positivamente sia il proprio presente che il futuro.

E’ bene sapere che qualora si sprofondasse in uno stato ipnotico molto profondo e ci si addormentasse, ci si risveglierebbe riposati e vigili come sempre, senza conseguenze negative. La realtà è che l’ipnosi è sempre auto-ipnosi poiché non è uno stato che si può imporre – occorre avere la volontà di ascoltare e seguire le direttive e le suggestioni altrui.



D: Qual è la differenza tra ipnosi e meditazione?


Sebbene l’ipnosi sia uno stato molto simile alla meditazione, mentre la meditazione è uno stato prettamente passivo nel quale ci si focalizza sul respiro, su un pensiero o una immagine per raggiungere la totale tranquillità interiore, la trance ipnotica è uno stato più attivo durante il quale possiamo guidare la mente attraverso un processo che facilita l’emergere dall’inconscio di alcune informazioni e alcune risposte a varie problematiche.

Nella trance ipnotica si opera e si procede con uno scopo ben preciso, per esempio con la volontà di scoprire informazioni o di far emergere talenti e convinzioni positive su sé stessi. Come detto, nello stato ipnotico non si perde mai il controllo, sia che sia qualcuno a guidarci, sia quando pratichiamo l’auto-ipnosi.



D: Credere nella reincarnazione e nel karma è condizione essenziale per poter usufruire dei benefici delle regressioni?


Assolutamente no. Il punto forte delle regressioni è che hanno un effetto positivo indipendentemente dalle proprie filosofie e dai propri credo. Per quel che ne sappiamo, ciò che emerge dall’inconscio in una seduta regressiva potrebbero essere metafore usate dall’anima per comunicare ciò che è rimasto inesplorato, non del tutto sviluppato oppure bloccato nelle memorie collettive dell’umanità e la cui programmazione continua nel tempo (come un disco incantato) se non fermata o riprogrammata e che influenza le nostre vite.

Detto ciò, milioni di persone nel mondo, specie in India e in Tibet, credono nella reincarnazione ed esistono studi seri fatti da professionisti occidentali le cui ricerche sono a disposizione e si possono facilmente leggere (ved. per esempio le ricerche tradotte in italiano del dottor Ian Stevenson sulle memorie di altre vite dei bambini – link qui sotto)



D: E’ sempre necessario usare ipnosi formale per regredire a ricordi di vite precedenti o memorie dall’inconscio collettivo, che dir si voglia?


In teoria no, anche se in pratica c’è chi asserisce che tutti i metodi 

usati siano forme ipnotiche. Una tecnica molto usata con successo, 

per esempio, nota agli addetti ai lavori come “bridging” 

(ridurre le distanze), prevede che ci si focalizzi sulle emozioni 

connesse ad un problema o su una particolare frase che descrive un 
problema – la ripetizione di questa frase facilita l’apertura delle 
porte dell’inconscio, con conseguenti ricordi e memorie che 
affiorano.

Un facilitatore in gamba, ascoltando ciò che dice il/la cliente, sa trovare il filo conduttore e, cavalcando l’onda emotiva, per così dire, è in grado di trovare le frasi adatte da ripetere per sollecitare le reazioni giuste con conseguenti memorie emergenti, anche provenienti da diverse vite, connesse tra di loro da un tema comune da esplorare e risolvere. Una volta emerso il ricordo e rivissuta l’emozione ad esso connessa, si perde gradualmente sensibilità verso tale emozione, la quale, essendo meno “carica”, perde di importanza e di capacità di influenzare la propria psiche.

Bisogna tenere in considerazione che l’inconscio in realtà è un chiacchierone e se gli si dà la possibilità di esprimersi, lo farà in molteplici modi: attraverso sogni, emozioni improvvise, sensazioni di dejà vu, odori o persino canzoncine e motivetti che riportano a galla certe memorie. 

Per esempio, se una persona prova angoscia e panico ogni volta che si avvicina all’acqua con la convinzione interiore che recita “Non sono al sicuro, non sono al sicuro”, una volta in stato di rilassamento, con o senza l’aiuto di un facilitatore, la persona può focalizzarsi sulle sue sensazioni e ripetere nella sua testa “non sono al sicuro, non sono al sicuro” diverse volte finché non affiorano specifiche immagini che spiegano da dove deriva il problema o la convinzione originariamente.

Facendo ciò, la persona potrebbe rivedere sé stessa da bambina, a galla in un mare molto freddo, con di fronte una nave che affonda di fronte a lei mentre lei tenta di mantenersi a galla senza smettere di cercare con gli occhi il fratellino ed i suoi genitori. Dopo una serie di tentativi di gridare aiuto o portare in salvo sé stessa e il fratellino, alla fine vede sé stessa perdere la vita affogando, mentre la convinzione che l’acqua non sia un elemento sicuro e sia in realtà pericolosa si solidifica nella sua psiche e nel suo inconscio.

Una volta riemersa questa specifica memoria, la persona può conservare un sano atteggiamento di cautela nei confronti del mare, senza però percepirlo come una minaccia per lei nell’attuale esistenza, alleggerendo notevolmente la carica emotiva ed irrazionale che le aveva causato tanta angoscia in presenza dell’acqua o del mare in precedenza. In certi casi è consigliabile rivivere prima qualche memoria positiva e leggera per prendere confidenza con i Viaggi nell’inconscio, prima di avventurarsi nell’esplorazione di situazioni più complicate e/o emotivamente più pesanti.



D: Occorre cedere il controllo in stato di ipnosi?


A differenza dei tristemente diffusi equivoci e delle idee sbagliate promosse anche dai film di Hollywood, nessuno perde il controllo in uno stato di ipnosi, che è in realtà non solo una condizione normalissima in cui ci si ritrova diverse volte al giorno, ma che è, a dire il vero, uno stato di attenzione molto concentrata diretta all’interno di noi stessi. Volendo si può mentire in trance (sotto ipnosi) e si può uscire dalla trance in un istante semplicemente aprendo gli occhi. In qualsiasi momento. Quando guidiamo pensando alle nostre cose o laviamo i piatti in modo automatico mentre la mente vaga, siamo in realtà in uno stato di leggera trance.


D: Quali sono i benefici dell’ipnosi e cosa implica la trance ipnotica?

La ricerca medica, con l’avvento dell’elettroencefalogramma, ha stabilito non soltanto che ci sono diverse frequenze nelle onde cerebrali, le quali tendono ad essere associate ad attività diverse, ma anche che in uno stato di ipnosi c’è un cambiamento benefico nel modo in cui funziona il cervello. Inoltre, misurando l’attività elettrica dell’encefalo (nel cervello) con l’elettroencefalogramma, si è notato che la trance/ipnosi e la meditazione hanno molti fattori e molte caratteristiche in comune.

Anzitutto, in entrambi i casi ci si può trovare sia in stato Alfa che Theta, e a volte, anche se più raramente, anche in Delta poiché quasi sempre in Delta si è passati dall’ipnosi al sonno. La cosa interessante è che in stati di rilassamento regolarmente vissuti e percepiti, alla lunga si acquisisce maggiore capacità di concentrazione e di apprendimento, un abbassamento di pressione e maggiore serenità nell’affrontare le sfide quotidiane, per esempio. Passiamo ad una breve descrizione delle onde cerebrali, le frequenze elettriche del cervello.

Le onde cerebrali si distinguono principalmente in Beta, Alfa, Theta, Delta e Gamma. Quando una persona è impegnata in una normale attività fisica o in un’attività cerebrale che richiede logica e ragionamento, le onde Beta, che rappresentano la capacità di elaborare coscientemente i pensieri, saranno dominanti, mentre in condizioni di maggior riposo mentale e/o fisico, saranno le onde Alfa ad essere dominanti. Le onde cerebrali Alfa denotano un equilibro tra l’emisfero destro e quello sinistro del cervello, favorendo qualsiasi attività creativa, inclusa l’attivazione del proprio immaginario interiore; in teoria le onde Alfa agevolano la creatività e la connessione con la Coscienza Collettiva. La visualizzazione è più facile e la capacità di immaginare è acuita, così come lo sono le facoltà di apprendimento e di memorizzazione. Inoltre, la nostra intuizione alza il volume quando il cervello è in Alfa.

Si registra una preponderanza di onde Theta nel cervello quando il corpo è fermo, si è concentrati sulla realtà interiore, si hanno gli occhi chiusi e si è in uno stato di intensa attenzione interiore, rendendo poco sicuro operare o muoversi nella realtà fisica. Questo è lo stato principalmente connesso con l’Inconscio Collettivo e si dice che le onde Theta favoriscano in teoria l’attivazione di aree del cervello precedentemente inutilizzate. Le onde Theta, da 4 a 7 cicli per secondo, sono associate con le più profonde esperienze di ipnosi, meditazione e di creatività. E’ stato scoperto che il ritmo di un tamburo percosso quattro volte e mezzo al secondo (a mò di onde Theta) facilita la trance sciamanica e le esperienze meditative dei Buddisti Tibetani.

Va sottolineato che non occorre per forza raggiungere trance profonde per far riaffiorare le cosiddette memorie di vite precedenti – in realtà bastano le onde alfa ed una condizione di leggerissima trance, facilmente raggiungibile con qualche profonda inspirazione, qualche musica che ricrea ambienti naturali o persino con il suono delle campane tibetane. Però è interessante notare che lo stato di dormiveglia che porta dalla veglia al sonno (detto stato ipnagogico) o dal sonno alla veglia (stato ipnopompico) ), molto simile all’ipnosi, è caratterizzato da una preponderanza di onde Theta.

Le onde Delta dalla frequenza più lenta, da 5 a 4 cicli per secondo, saranno preponderanti in condizioni di sonno profondo, ad onde lente. Esse sono associate alla guarigione, alle esperienze premorte, al coma e alla cosiddetta Coscienza/Energia Universale, al Superconscio, al Sé Multidimensionale e all’Unità del Tutto. Le onde Gamma dalla frequenza velocissima sono associate a lampi di genio e a funzioni cognitive superiori; uno studio sui monaci Tibetani ha dimostrato che le onde Gamma sono molto presenti mentre in profondo stato meditativo.

Molto resta ancora da scoprire riguardo alle onde Gamma, Iper Gamma, Lambda ed Epsilon e alle percezioni ed al potenziale umano ad esse connesso. Per tornare alla domanda in questione, lo stato di trance può dare accesso ad ogni tipo di memoria sepolta nell’inconscio, sia essa positiva (come per esempio un talento non ancora emerso o totalmente sviluppato), sia essa traumatica, che in questo caso dà invece adito ad una serie di problemi nell’attuale incarnazione, spesso apparentemente senza spiegazione.

Una memoria traumatica in realtà è paragonabile ad una registrazione rimasta attiva da molto tempo, ma da molto tempo non più necessaria e spesso pure priva di uno scopo utile, ma esistente ciononostante – quindi causa di disagio. Occorre quindi trasformarla e riprogrammarla e a questo principalmente servono le sedute di regressione ipnotiche. Inoltre, a volte le regressioni assistite da uno stato di trance aiutano persino a gettare luce e quindi a capire e a realizzare lo scopo principale della propria attuale incarnazione.

Nonostante la pessima reputazione e la considerevole disinformazione relativa all’ipnosi ed al suo scopo e potenziale, guadagnata anche grazie agli ipnotisti da palcoscenico, gli stati ipnotici offrono in realtà molti benefici oltre a quelli evidenti, in quanto si acquisisce una maggiore chiarezza e pace interiore e si permette al corpo di rilasciare stress e tensioni, liberando energia da usare in modo più proficuo in futuro. Inoltre, il cliente acquisisce maggiore consapevolezza e controllo su sé stesso e sul proprio comportamento. Il facilitatore può ricoprire il ruolo di un navigatore, per intenderci, ma è il cliente alla guida, sempre e comunque. Resta lucido e, come detto, può anche mentire se così desidera. Non perde assolutamente il controllo in nessun caso.



D: E’ vero che non tutti possono essere ipnotizzati?


Secondo alcune teorie, circa il 10% degli esseri umani non risponde all’ipnosi, specialmente le persone eccessivamente razionali, coloro che faticano a seguire le istruzioni, a rilassarsi o a concentrarsi. Dal momento però che la trance ipnotica è uno stato di coscienza così naturale per un essere umano (vedi lo stato ipnagogico e ipnopompico spiegati sopra), direi che sarebbe più corretto dire che non tutti possono essere ipnotizzati dagli stessi metodi e dalle stesse persone!

Uno dei fattori più importanti e favorevoli al processo ipnotico è la fiducia. Se c’è qualsiasi dubbio nella propria mente sul potersi fidare della persona che è lì per facilitare la trance in noi, difficilmente seguiremo le istruzioni date o daremo a noi stessi il permesso di rilassarci completamente.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono le proprie aspettative. Se ci si aspetta che accada qualcosa di soprannaturale e la propria voce interiore continuerà a domandarsi quando ciò avverrà, non solo si rimarrà molto delusi, ma non ci si rilasserà a sufficienza per facilitare la trance. La stessa situazione si incontrerà se ci si preoccupa troppo di riuscire a visualizzare. Non tutti “vedono” – le situazioni che emergono dall’inconscio a volte si percepiscono, si “sentono”, eccetera. 

A volte si hanno i dettagli senza necessariamente essere visivi o sapere come; è una certezza e basta. Siamo tutti diversi, per fortuna. La cosa importante è mantenere un atteggiamento di curiosità senza eccessive aspettative. Ma per rispondere alla domanda, è davvero molto, molto raro non riuscire ad avere accesso alle memorie che si vogliono esplorare.



D: Cosa succede durante una seduta esattamente?


Il cliente di solito è in una posizione molto comoda su una poltrona o un lettino che permette l’estensione delle gambe e della schiena, ma preferibilmente non del tutto stesa, in quanto ricorda troppo il sonno e lo scopo di una seduta non è dormire. Ad occhi chiusi il cliente focalizza la propria attenzione sul respiro. Il facilitatore gradualmente e gentilmente induce un profondo stato di rilassamento fisico ma di allerta mentale, nel quale le distrazioni vengono estromesse dallo spazio psichico del momento.

Si tratta di istruzioni molto semplici da seguire con l’immaginazione e che inducono in modo semplice e sicuro uno stato di trance ipnotica. Una esperienza molto comune in ipnosi è la percezione distorta del tempo che passa. Anche se dovessero emergere memorie spiacevoli o difficili, una volta guidati attraverso alcuni esercizi di guarigione e trasformazione, le memorie alla fine vengono rese emotivamente neutrali e quindi la carica negativa svanisce alla fine della seduta. E’ normale percepire un senso di sollievo dopo una seduta regressiva.

Una volta fisicamente rilassato e mentalmente concentrato, il cliente viene incoraggiato attraverso alcuni semplici esercizi a descrivere le proprie percezioni, che siano visive, uditive o cinestesiche (sensazioni ed emozioni). Spesso ciò viene premesso dalla richiesta di una breve descrizione del proprio compagno di banco preferito, oppure della propria porta di casa o della propria camera o salotto – di qualsiasi cosa/memoria aiuti il cliente a decifrare in quale modo “visualizza” o registra e percepisce le proprie memorie. In questo modo, dopo questa breve conferma, sarà più facile per il cliente rilassarsi e lasciar fluire le esperienze che emergono.

Quasi sempre le istruzioni che seguono poi conducono il cliente alla visualizzazione di una gradinata, di una scalinata con gradini o di una scala mobile che porta giù, sempre più giù nel suo mondo interiore, rilassando ulteriormente il sistema nervoso e approfondendo lo stato di trance ipnotica. Una volta in fondo, la persona crea con la propria immaginazione un posto magico e sicuro nel quale rifugiarsi, tutte le volte che lo desidera e quando vuole, per guarire o per rivisitare altre vite e consultare il proprio Inconscio e/o Io Superiore o le proprie Guide.

Questo sarà anche il luogo dove il cliente potrà rifugiarsi qualora le memorie diventassero troppo traumatiche; in quei rarissimi casi, il cliente potrà decidere di continuare la seduta senza emozioni, in modo distaccato, volando al di sopra della scena mentale, mentre si rifugia nel luogo magico appena creato nel suo spazio psichico. Dopotutto si tratta di uno spazio psichico con regole diverse da quelle del mondo materiale – tanto vale crearne di nuove come si vuole. A onor del vero, le memorie o il materiale che emerge dall’Inconscio è talmente interessante che sarà molto raro decidere di interrompere la seduta.

Ci penserà il facilitatore a tenere il cliente entro spazi psichicamente sicuri e ad evitargli traumi inutili. Spesso le sedute iniziano chiedendo all’Inconscio o al Superconscio di mostrare dettagli che portino alla situazione nel passato che ha dato luogo ad un determinato problema o disagio attuale che si vuole risolvere nella propria vita.



D: E’ possibile rivedere in diverse sedute la stessa vita passata?


Assolutamente sì – anzi è una cosa molto diffusa. Una volta aperta la porta a memorie di vite precedenti, è molto comune che 5 o 6 specifiche incarnazioni “spingano” per salire a galla ed essere rivissute/ricordate e tornano a galla quasi a sottolineare che occorre esplorare le diverse tematiche ad esse relative  e in diverse angolazioni prima di poter passare ad esaminare altri argomenti, per così dire.



D: E’ possibile che il cliente si stia immaginando tutto?


Per quanto sembri strana la risposta, la sensazione che avrà il cliente sarà esattamente quella in quanto la mente logica, che non dorme, non comprende come sia possibile avere consapevolezza di certe immagini o informazioni!

Chiariamo che l’immaginazione, tanto bistrattata dalla civiltà occidentale, è la lingua dell’Inconscio e dell’emisfero destro del cervello ed è una facoltà preziosa, senza la quale moltissime scoperte scientifiche non avrebbero mai avuto luogo.

Durante una regressione ci si sente esattamente come ci sentiremmo se una persona ci dovesse chiedere di ricordare una nostra vacanza di qualche anno fa e descrivergliela e raccontargliela. L’esperienza è quasi identica. Una volta iniziato il racconto, si aggiungono mano a mano memorie e dettagli e così accade anche durante una regressione. Salvo rari casi, non si tratta assolutamente di una percezione come in un film – sono più immagini a volte disgiunte, ma che piano piano hanno un senso, anche se a volte occorre “viaggiare” avanti e indietro nel tempo con la mente e l’immaginazione.

Persino le persone che dicono di non vedere nulla sembrano in grado di rispondere a domande relative al personaggio che stanno visitando, al periodo storico o geografico e ad altri dettagli – non sanno come lo sanno, ma conoscono i dettagli; li conoscono o perché le risposte arrivano rapide, perché magari le percepiscono emotivamente o in qualche caso le vedono chiaramente, oppure per una combinazione di fattori. La cosa importante resta quella di ottenere il maggior numero di dettagli ed informazioni senza stimolare troppo la mente logica, la quale porterebbe immediatamente fuori dallo stato Alfa e quindi fuori dalla trance.



D: E se si trattasse di pura fantasia, come nel caso della criptomnesia?


Non è tanto importante verificare storicamente i dettagli emersi in una regressione ai fini di dimostrare che la memoria emersa sia una memoria “vera”, quanto la rimozione di vecchi traumi o la trasformazione di convincimenti errati o promesse e contratti antichi e desueti che non occorre più rispettare e onorare. Dopotutto, anche se in parte si trattasse di criptomnesia (frammenti di memorie di film o favole o rappresentazioni teatrali viste o udite molti anni prima, ma puntualmente dimenticate), per quale motivo sarebbero emersi determinati “ricordi” e dettagli e non altri? C’è sempre un motivo se i Viaggi nell’Inconscio della nostra Anima rivelano certe dinamiche e non altre e la cosa importante, il vero scopo di queste sedute, è la trasformazione e la guarigione da vecchi traumi, il vivere meglio e lo sviluppo del nostro potenziale positivo, dopotutto.



D: Vista la terribile storia dell’umanità, esiste una connessione tra le varie fobie, traumi e comportamenti apparentemente deviati di cui certe persone sembrano essere vittime in questa esistenza e le tragedie occorse nei secoli, le barbarie commesse da umani contro altri esseri umani in altre parole?



Un elenco dei temi e delle storie comuni e dei complessi emersi durante le regressioni si trova nel mio libro in preparazione. Uscirà verso la fine dell’anno sia in versione kindle che in cartaceo su amazon.it






















Patrizia Trotta si è formata in Inghilterra ed è Dottore di Ricerca specializzata in Scienza dell'Educazione (PhD Ed) con specializzazione in Educazione Transpersonale e in Psicologia Transpersonale attraverso la sua Laurea Triennale in Psicologia (BSc) seguita da un Master of Science (MSc) in Consciousness and Transpersonal Psychology (Studi sulla Consapevolezza Umana e sulla Psicologia Transpersonale), quindi in ricerche per lo Sviluppo del Potenziale Umano e della Sovranità del Sé.

Le sue ricerche continuano nel campo della Psicoenergetica, l’emergente quinta forza in Psicologia che si occupa di energie (le altre quattro forze sono: psicoanalisi, comportamentismo, psicologia umanistica e transpersonale).


L’autrice inoltre si occupa da oltre 30 anni di astrologia psicologica ed esoterica (Certificato e Diploma della White Eagle School of Astrology) e dal 1991 anche di cristalloterapia (Diploma International College of Crystal Healing) ed altre discipline relative all'esoterismo occidentale e allo sviluppo del potenziale umano. 

Attualmente sta aggiornando e completando la sua formazione come ipnologa e come ipnologa specializzata in regressione alle vite precedenti, argomento su cui presto pubblicherà due libri (di cui uno sulla reincarnazione) e sul quale discuterà anche in questa sede, aggiungendo ulteriori post a tale proposito.

http://patriziatrotta.com/libri-ed-ebook-consigliati/


Qualche libro utile oltre a quelli già precedentemente segnalati in questo blog:













sabato 2 luglio 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta IX L'Eremita


Arcani Maggiori - L'Eremita



Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 9, la carta dell'Eremita, la nona tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 9: L'EremitaIl Matto in questa fase apprende l’introversione, il significato di conoscere sé stesso, impara l’importanza del guardarsi dentro e del seguire la propria guida interiore, del meditare e del riflettere in compagnia solo di sé stesso. All’Eremita viene associato il prudente e servizievole segno della Vergine.




Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






Questa è una carta di transizione e indica che il viaggiatore/il Matto sta per entrare in una fase più enigmatica e complessa del suo viaggio. Indica anche che molte delle nostre più profonde intuizioni e rivelazioni si ottengono attraverso la solitudine e la contemplazione, lontani dai rumori del mondo, apprezzando la compagnia di sé stessi.


La barba bianca dell’Eremita simboleggia età e maturità. Egli ha gli occhi concentrati su dove vanno i suoi piedi – guarda dove va e ciò indica saggezza ed esperienza. A differenza del Matto che non si cura di dove sta andando e rischia persino di cadere da un precipizio, l’Eremita invece è preoccupato del suo progresso, usa il bastone e la lanterna per supportare sé stesso e per rischiarare il suo cammino. La lanterna simboleggia anche la luce che usa per illuminare il cammino degli altri e anche il suo mondo interiore che egli, invecchiando, impara ad apprezzare sempre di più.


La carta indica chiaramente che i tempi sono maturi per ritirarsi dal mondo esteriore allo scopo di rifugiarsi e nutrirsi del proprio mondo interiore. I propri pensieri hanno bisogno di trovare chiarezza, che le distrazioni del mondo esterno non fanno che confondere invece di ispirare. 


L’Eremita insegna l’importanza del tempo che passa e di saper cogliere i tempi giusti. Insegna inoltre l’inevitabilità della vecchiaia. Il tempo e i costanti cambiamenti nella vita vanno accettati come parte di un ciclo naturale che occorre accettare e vivere con grazia. 


Non si può frenare il passare del tempo. Un’altra lezione dell’Eremita ha a che fare con la solitudine che molte persone temono. La verità però è che noi siamo sempre soli, nasciamo  tali e tali moriamo e quindi questa verità deve smettere di destare preoccupazioni, angosce e paure. 


Del resto non è che Crono fosse contento di tollerare il suo esilio solitario e il suo invecchiamento, ma alla fine egli trovò pace interiore e lasciò che il tempo trascorresse, aspettando serenamente che l’Età d’Oro della sua epoca ritornasse. L’accettazione, la pazienza e la comprensione della propria psiche sono le lezioni che il Matto apprende dall’Eremita.


La Prudenza, una delle quattro nobili virtù illustrata dall’Eremita, evoca essenzialmente uno dei doni dello Spirito Santo, cioè quello della Sapienza, che è la possibilità di vedere ogni cosa terrena alla luce della Mente Divina, facendosi istruire dal Proprio Io Superiore circa le decisioni da prendere per agire nel bene. Più concretamente, la Prudenza può essere definita come il discernimento, come la capacità di distinguere il vero dal falso, il bene dal male e smascherare così tutto quanto c’è di falso e di malvagio al mondo e in noi stessi.


Quando appare questa carta, c’è l’indicazione che occorre ritirarsi dalle scene per un po’ e contemplare le cose in modo saggio e distaccato per poter prendere decisioni e fare le mosse successive. 


Questa è una fase meditativa durante la quale occorre avere pazienza e lasciare che alcune cose facciano semplicemente il loro corso senza aver fretta di ottenere risultati che sarebbero comunque prematuri. Occorre anche abbracciare una fase di solitudine e di riflessione. Non è permanente, ma è necessaria ora.



Parole chiave:  Solitudine. Silenzio. Meditazione. Abnegazione.

 Consapevolezza. Moderazione. Io Superiore. Guida Interiore. 

Ricerca Interiore. Contemplazione. Scoperta di sé. Pazienza. 

Discrezione. Riflessione Prudente. Pianificazione Attenta. 

Deliberare. Attenzione al Dettaglio. Rivalutazione. Scoperta. 

Saggezza. Accortezza. Attesa Paziente. Consigliere Spirituale. 

Isolamento Volontario.


                                                                     

Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:






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sabato 25 giugno 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta VIII La Forza


Arcani Maggiori - La Forza






Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 8, la carta della Forza, l'ottava tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 8: La Forza. Questa parte del viaggio del Matto porta allo sviluppo di autostima e forza interiore, di equilibrio tra la propria parte maschile e femminile. Spesso la carta della Forza viene vista come energia di estroversione e creatività e di espressione del proprio bambino interiore, quindi l’associazione con il segno del Leone è piuttosto naturale.




Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






LA FORZA




A volte questa carta indica che occorre contare sulla propria forza interiore e pazienza, nonché gentilezza, per risolvere i propri problemi. Indica anche che è un ottimo momento per avere fede in sé stessi e affrontare chi ha cercato di manipolarci, incanalando le proprie passioni più animalesche in modo costruttivo per raggiungere salute e successo. In altre parole, un approccio diplomatico e pieno di tatto porterà al successo

A volte indica coloro che lavorano col corpo fisico tipo ginnasti e atleti, coloro che affrontano regolarmente l’aspetto più oscuro della propria personalità e usano la propria sessualità in modo consapevole o persino coloro che lavorano con gli animali.


E’ interessante notare che in quasi tutti i mazzi di carte viene dipinta o una fanciulla che sottomette un leone oppure si vede chiaramente un’amicizia e supporto tra i due. Il messaggio quasi sempre è che la vera forza sta nella la capacità di conoscere sé stessi e diventare il capitano della propria nave e il padrone/la padrona della propria anima.


La carta mostra il Sé Superiore, simboleggiato dalla ragazza, che ha la meglio sulla propria natura emotiva. Il leone non è il nemico, ma per essere utile e per crescere psicologicamente e spiritualmente, deve essere domato e così anche la nostra natura più animale ed emotiva. Anche l’intelletto deve trovare la giusta collocazione però, in quanto non è sempre attraverso l’intelletto che si arriva a conoscere i misteri della vita. Sia l’intelletto che le emozioni, in altre parole, devono occupare una posizione di servitori del sé e non farla da padroni.


Il mito Greco narra di un tempo in cui Apollo, il dio Sole, incontrò Cyrene, una ancella  della dea lunare Artemide, mentre combatteva con un leone a mani nude. Cyrene vinse e Apollo fu così colpito dal suo coraggio, dalla sua forza e dalla sua bellezza femminile che le concesse di vivere per sempre in un paradiso dove l’armonia e la pace regnavano sovrane. In alcuni miti, Apollo condusse Cyrene in Libia, dove sorse una città col suo stesso nome in onore della sua forza e del suo coraggio.
Un altro modo di vedere questa carta è considerare il suo ruolo tra le quattro virtù cardinali. Una delle nobili quattro virtù, “La Fortezza”, cristianamente parlando, è quella virtù cardinale che ci assicura, in casi di difficoltà ed avversità, la fermezza nella ricerca del bene senza scoraggiarsi davanti a qualsiasi altra cosa e tirare dritto per la nostra strada di perfezionamento spirituale. 

La pigrizia, la viltà, la paura e la pusillanimità sono tutte nostre nemiche nel cammino di bene e bontà, ma la “Fortezza” ci aiuta ad opporci a tutte queste debolezze dello spirito. 


Il leone sta a rappresentare i desideri, le aspirazioni e gli istinti che non sempre possiamo soddisfare e che a volte dobbiamo imparare a controllare, specie in giovane età. L’autodisciplina è una cosa ottima da sviluppare. Questa carta indica che è necessario conoscere, dosare ed addestrare la propria forza e il proprio autocontrollo per guadagnare coraggio e padronanza di sé. Occorre anche equilibrare l’espressione delle proprie energie maschili e di quelle femminili con saggezza.


In un consulto, l’apparire di questa carta mostra coraggio, forza e determinazione. Offre la possibilità di guadagnare in autoconsapevolezza ed autoconoscenza. Uno dei messaggi principali insiti in questa carta è il bisogno di sviluppare ed usare disciplina ed autocontrollo, specie in una situazione che ci si trova ad affrontare in questo momento.



Parole chiave: Abilità/Padronanza. Sottomissione. Orgoglio spirituale. Emozioni/Intelletto. Ego. 

Autorizzazione/Acquisizione di potere. Gentilezza. Agilità Fisica e Mentale. Persona Gentile Ma 

Decisa. Coraggio. Forza Morale. Azione. Pazienza. Saggezza. Affermazione. Forza Gentile. Auto-

disciplina. Eroismo. Protezione. Non Violenza. Energia. Vitalità. Virilità. Buona salute. Gentilezza. 

Sopportazione. Riconciliazione. Tatto.





Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:








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lunedì 30 maggio 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta VII Il Carro


Arcani Maggiori - Il Carro


Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.


Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.



IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!

Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 7, la carta del Carro, la settima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 7 Il Carro: E’ ora di imparare ad essere indipendenti, ad 

equilibrare forze opposte e ad affrontare compromessi, confronti e a volte inevitabilmente conflitti. Il Matto deve iniziare ad affrontare l’oscurità, senza la quale non ci sarebbe la luce, e deve imparare che tutti noi conteniamo e dobbiamo integrare anche una parte oscura. Il Carro viene tradizionalmente associato al segno protettivo del Cancro. Si può. però. associare a questa dinamica carta l’energia di Marte, mentre è all’Imperatore, la carta 4, che, volendo,  si può associare l’energia del protettivo Cancro.


Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 








IL CARRO



Generalmente parlando, quando si estrae questa carta, la situazione per cui stiamo consultando i tarocchi tenderà a risolversi in nostro favore se manteniamo la nostra determinazione e una intenzione chiara. Le difficoltà verranno conquistate e si raggiungerà la vittoria. A volte si tratta di un viaggio o di acquistare un’auto nuova o altro mezzo di trasporto.

Il Carro era il veicolo mitico preferito del Re Sole nell’antico Egitto, Ra. La sua presenza negli Arcani Maggiori indica che il Matto è pronto a procedere nella sua ricerca, ma che ha anche già perso parecchia della sua stoltezza giovanile. Il suo processo di trasformazione può ora iniziare. Il Carro, inoltre, rappresenta anche l’archetipo dell’ascesa dello spirito al paradiso, garantendo ai mortali che il percorso spirituale porti alla vita eterna. 

Dante descriveva le due ruote del carro in modi diversi – una ruota conteneva desiderio e volontà, mentre l’altra beneficenza/generosità e prudenza e in teoria queste quattro qualità vanno coltivate per raggiungere l’apice del nostro progresso spirituale. A volte questa carta simboleggia anche la possibilità che qualcun altro ci dia una mano e ci “trasporti” temporaneamente se o quando siamo in difficoltà. A volte l’aiuto arriva da solo, mentre a volte occorre chiederlo.

Un’altra dimensione di questa carta dimostra che dopo le complicazioni dell’amore, il Matto deve ora affrontare le battaglie. Il Carro può anche essere associato ad Ares/Marte, l’appassionato ed impetuoso dio della guerra che era sempre coinvolto in qualche lotta di qualche tipo. Il suo sistema di battaglia era quello di usare la forza bruta e fu forse la sua forza mascolina ed il suo orgoglio ad aver attratto a lui Afrodite, la Dea dell’amore. Il guerriero e l’amante camminano mano nella mano e nel mito Ares ed Afrodite erano amanti. Dalla loro unione nacque una figlia chiamata Armonia a simboleggiare i risultati positivi dell’unire e riconciliare gli opposti.

Il Carro descrive il conflitto che gli opposti creano. La carta spesso mostra un carro con due cavalli fuori controllo che tentano di condurlo in direzioni opposte e questo rappresenta aspetti opposti dentro di noi che ci confondono e ci portano a comportamenti che sabotano ciò che un’altra parte di noi sta cercando di ottenere. E’ il caso che il conduttore porti i cavalli ad un equilibrio vitale per evitare disastri. 

A volte dentro di noi ci sono conflitti tra i nostri bisogni carnali e quelli spirituali. A volte invece si tratta di sentire il bisogno di esplorare nuove vie lasciando indietro quelle vecchie e la resistenza e il rifiuto di abbandonare la strada vecchia per la nuova. Emozioni, pensieri e desideri non vanno sempre in direzioni univoche dentro di noi ma, per quanto sia scomoda questa confusione, può anche essere creativa e a volte il conflitto è necessario per portare al cambiamento e alla crescita. 

Non c’è di certo crescita o cambiamento quando c’è stagnazione e quindi non occorre temere il conflitto, ma saperlo affrontare con coraggio poiché una risoluzione del conflitto potrebbe invece essere molto positiva. In un consulto, il Carro indica la qualità di energia necessaria a combattere per raggiungere uno scopo desiderato. Mostra una battaglia o un conflitto di interessi e può anche indicare a volte che combattere per far valere sé stessi è necessario in questa specifica istanza. 

Va però anche detto che se questa carta è circondata da altre carte positive, tende ad indicare che il successo è garantito e che vi sarà un trionfo su ostacoli o difficoltà incontrate sul nostro percorso.




Parole chiave: Il Dio Sole o Ares. L’Ascesa. La Motivazione. La Forza. L’Amore. La Compassione. La Volontà. Il Desiderio. La Beneficenza. La Prudenza. Dare una mano. Superamento di Ostacoli. Grande Forza e Potere Mentale. Capacità di Concentrazione. Determinazione. Iniziativa. Conquista. Successo. Forza di Volontà. Pace Interiore. Progresso Trionfale. Ambizione. Padronanza. Coraggio. Capacità. Grande Sforzo. Scopo. Un viaggio. Novità. Vittoria. Onori. Riconoscimenti. Lotta Interiore. Auto-disciplina. Conflitto di Interessi. Trasporto. Comunicazioni. Veicoli. Un’auto nuova.








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mercoledì 18 maggio 2016

Regressioni e Reincarnazione – Un Altro Caso Eclatante







Regressioni e Reincarnazione – Un Altro Caso Eclatante

La persona in questione stavolta si chiama Jenny Cockell, una normalissima donna inglese con una sua famiglia e figli, la quale però  riteneva di essere la reincarnazione di Mary Sutton, una madre irlandese che morì a 32 anni, 21 anni prima che Jenny si reincarnasse, e i cui figli (più anziani di Jenny), salvo qualcuno, accettarono la sua storia ed  erano ancora vivi quando ella la scrisse nel suo libro I Figli di Ieri (Yesterday’s Children ). 

Il libro narra dei suoi sogni, delle sue memorie frammentarie che emergevano spontaneamente da decenni e di quelle ottenute sotto ipnosi, del suo viaggio nel villaggio irlandese dove visse Mary e della sua ricerca di quei figli lasciati senza una presenza materna stabile. Pare che a questi presunti figli Jenny fosse in grado di raccontare dettagli della sua vita precedente come loro madre che sembravano convalidare la sua tesi reincarnazionista.

Verità o fantasia e coincidenze? Ciascuno di noi dovrà personalmente decidere in cosa credere. Resta però aperta e senza una spiegazione scientifica la questione delle cosiddette “regressioni” di vite precedenti, ottenute sotto ipnosi, attraverso la meditazione e visualizzazione guidata, spontaneamente e in diversi altri modi spontanei, inclusi sogni e coincidenze e sensazioni di déjà vu.

La verità è che forse è tempo di dedicare alle regressioni una attenzione speciale, in quanto molto spesso le persone che “rivisitano” il loro passato vedono sintomi di malattie, disturbi, dolori, eccetera, di cui soffrono da anni sparire immediatamente dopo. In altre parole, è il lato terapeutico della regressione ad essere particolarmente interessante.

La reincarnazione è una teoria ed un credo millenario diffuso specie in Oriente, tra gli Indiani, tra i Buddisti ma non solo. Nulla di nuovo sotto il sole. C’è chi sostiene che anche la Bibbia prima di essere modificata da Costantino & co. nei primi secoli dopo Cristo si riferisse ripetutamente alle sue teorie e anche chi sostiene che nella Bibbia si trovano ancora cenni reincarnazionisti se si legge bene tra le righe. Qualcosa è rimasto. Una cosa è certa. Troppi lati della storia dell’umanità sono e restano oscuri e di conseguenza troppe verità relative al potenziale umano restano pilotate, nascoste, celate e offuscate da chi non ha convenienza a vedere la razza umana liberata, emancipata ed evoluta. Quindi l’onere di evolvere cade sul singolo, su ciascuno di noi. E c’è chi ha scoperto tante cose e tante risposte sul trascendente, sulla ricerca spirituale e sul potenziale umano esplorando le dimensioni transpersonali, incluse le esplorazioni e le regressioni di vite precedenti.

Alcuni nomi di professionisti seri diventati famosi per la loro ricerca nel campo della reincarnazione, specie attraverso ipnosi, spiccano in questo settore – tra i tanti, forse il più diffuso resta forse quello dello psichiatra americano ed ex scettico Brian Weiss, i cui racconti di suoi clienti regrediti in altre vite, della morale, delle guarigioni e del potenziale di crescita spirituale che tali regressioni possono facilitare sono molto ben raccontati nei suoi libri citati qui di seguito. Weiss ha parecchi sostenitori, ma anche qualche detrattore tra i professionisti italiani. 

Va detto che leggendo i libri di Weiss con occhio critico, frequentando i suoi seminari oppure acquistandone le registrazioni (vedi sotto) è piuttosto facile desumere i livelli del suo operato, la qualità della sua formazione e la serietà e compassione con cui opera. Leggendo cosa scrivono i suoi pochi denigratori, personalmente mi pare impossibile non notare l’invidia e l’ottusità che motivano alcune critiche – non perché Weiss sia perfetto. Senza dubbio Weiss, come  molti psichiatri, psicologi, eccetera, non disdegna il denaro e la ricchezza, ma sono sempre molto sospettosa di chi getta immondizia sui colleghi di successo mentre si erge ad esperto ma continua a creare dipendenze o guadagna dalle nevrosi altrui senza esplorare abbastanza la dimensione transpersonale/spirituale e senza attivamente ricercare modi per rendere i propri clienti più liberi da terapie ed indipendenti prima possibile. Dopotutto, chi ha bisogno di clienti sani, ragionano molti psicologi/analisti/psichiatri, eccetera? 

C’è una questione che non si può più ignorare e cioè che l’umanità sta cambiando e sarebbe ora che altrettanto facessero molti operatori, olistici o ortodossi che siano…

A Varese e provincia si tengono corsi per chi ha un interesse verso le tematiche menzionate sopra, autoipnosi inclusa. I corsi sono facilitati da Patrizia Trotta, Dottore di Ricerca in Scienza dell'Educazione specializzata nel transpersonale, ed esplorano tematiche transpersonali – l’accento è sul contatto con la propria intuizione, con il Sé Superiore e sullo sviluppo del potenziale umano. 

Il prossimo seminario si terrà il 26 giugno 2016. Chi fosse interessato può scrivere a psicoenergeticaermetica@gmail.com
e visitare il sito http://patriziatrotta.com



Ecco di seguito alcuni libri raccomandati che trattano degli argomenti di cui sopra: