domenica 18 settembre 2016

GLI INDACO E LE NUOVE GENERAZIONI - UNA NUOVA UMANITA'?

Ragazzi e adulti Indaco




UNA NUOVA UMANITA'?


Il fenomeno Indaco è un fenomeno controverso che attira l’attenzione da circa un ventennio ma che, nonostante ciò, ha attratto poca attenzione in accademia. Che io sappia, esistono solo due studi a livello di dottorato su questo fenomeno, incluso il mio. I libri a disposizione del pubblico, inoltre, sono stati scritti da terapisti e consulenti che spesso promuovo i loro corsi innovativi e alternativi; per questo motivo, vengono spesso accusati dai detrattori di approfittarsi di un fenomeno sociale crescente che, almeno per il momento, non può essere standardizzato, universalmente definito, né (per ora) scientificamente misurato.

Un aiuto potrebbe fornirlo la ricerca dello psichiatra e genetista Robert Cloninger ed il suo TCI (Temperament and Character Inventory), che “misura” il benessere degli individui e le componenti umanistiche e transpersonali insite nel carattere, ai fini di determinare il grado di auto-determinazione mentale degli individui. Secondo la sua ricerca, testata in molti Paesi, l’autodeterminazione, la cooperazione e la trascendenza di sé (attualizzazione trascendente, cioè una coscienza espansa che contempla il benessere di tutto il creato e non solo i propri interessi personali – ultimo gradino della scala di Maslow qui sotto) sono essenziali per il benessere e possono essere scientificamente misurati.




























Gli Indaco vengono generalmente descritti come individui 
fortemente intuitivi, non conformisti e ribelli, non portati a tollerare 
ipocrisie o gerarchie imposte; sono molto attivi e creativi, 
indipendenti, esigenti, veloci e non lineari. A detta di molti, essi sono 
individui il cui compito è quello di introdurre una nuova coscienza 
collettiva emergente. I risultati del primo dei miei due studi sono stati 
comparati ad uno studio accademico precedente sul fenomeno Indaco 
(ricerca quantitativa) ed anche alle informazioni disponibili 
al grande pubblico attraverso libri ed articoli.

Le caratteristiche Indaco descritte sopra sono state sostanzialmente 
confermate. Il mio studio ha inoltre esplorato sistemi educativi usati 
con successo con gli Indaco, applicati dagli educatori interpellati, 
provenienti da diverse nazioni europee e tutti divenuti esperti sugli 
Indaco dopo molti anni di lavoro con loro. 

Due di queste persone, insegnanti elementari, nemmeno conoscevano 
il fenomeno prima di incontrare una classe “ingestibile”, che più tardi, 
grazie alle loro ricerche, hanno imparato a classificare come Indaco. 
Hanno scelto, inoltre, di esplorare e scartare i pochi libri disponibili 
allora (circa 15 anni fa), mettendo anzitutto in discussione il loro 
sistema educativo usato per decenni, rivoluzionandolo insieme a 
questi bambini.



Ecco in sintesi ciò che il mio studio ha rilevato sui bisogni educativi
 degli Indaco:


a) La creatività in tutte le sue forme sembra essere un elemento 
essenziale nella formazione degli Indaco, specialmente se associata 
al lavoro energetico, usando immaginazione creativa e onorando e 
dando spazio al pensiero non lineare e intuitivo

b) Forme dinamiche di percezione multi-modale nel sentire e 
integrare a livello sensoriale, anche attraverso il corpo, le energie 
sottili presenti nel cosmo e in tutte le forme di vita. Incoraggiare il 
radicamento e le discipline che coinvolgono mente e corpo sono viste 
come forme di educazione da integrare a tutti i livelli

c) Gli educatori sono invitati a mettere in discussione i loro metodi 
obsoleti, integrando nuovi approcci con l’aiuto dei bambini, a cui va 
assegnato il compito di insegnare agli adulti come interagire con loro 
e la responsabilità di rispettarsi a vicenda. Ad opinione degli 
educatori intervistati, occorrerebbe fornire stimoli e qualche forma di 
guida ai bambini, per incoraggiare l’espressione dei loro talenti 
naturali, preferibilmente in forma creativa, in modo da aiutarli ad 
individuare i loro talenti naturali da sviluppare nel futuro. In questo 
modo, gradualmente, bambini e giovani verranno naturalmente 
indirizzati ad individuare il loro scopo nella vita e a perseguirlo con 
chiarezza

d) E’ importante che gli Indaco diventino consapevoli degli effetti 
dei loro pensieri, atteggiamenti ed emozioni sulle loro vite e sulle 
loro relazioni interpersonali (ciò che ho già descritto 
come Psicoenergetica -vedi prossimo articolo qui sul blog)

e) Lavorare attivamente con le energie (“energy work”) va integrato 
nell’educazione scolastica a tutti i livelli, suggeriva una educatrice in 
particolare, pioniera del lavoro con gli Indaco in Gran Bretagna. 
Tali pratiche, a quanto pare, sembrano aumentare l’autostima, il 
coraggio e la fiducia in sé stessi, portando al sentirsi liberi ed 
auto-determinati e a liberarsi da pensieri limitanti, paure e sensi di 
colpa ereditati o indotti.


Il punto su cui tutti i partecipanti allo studio concordano caldamente 
è l’assoluto bisogno di rispettare l’individualità e le differenze 
(neurologiche o psicologiche che siano) di questi individui, evitando 
di costringerli a conformarsi ad un sistema comportamentale e di 
pensiero che li soffoca e li limita. Essenzialmente, tutte le attività che 
stimolino la loro espressione creativa e rispettino quella intuitiva e 
che dimostrino in modo tangibile ed evidente affetto, rispetto ed 
accettazione reciproca delle diverse sensibilità e talenti sembrano 
avere grande rilevanza nell’educazione degli Indaco (adulti e bambini).


Dopo il primo studio, avendo nel frattempo anche esplorato teorie e
ricerche relative ad un nuovo archetipo emergente nell’inconscio 
collettivo (incluse le teorie dello storico culturale Richard Tarnas 
e di vari sociologi), ho iniziato a sospettare che il cosiddetto 
fenomeno Indaco potesse, in realtà, far parte di un movimento molto 
più vasto, e che gli individui con le cosiddette caratteristiche Indaco 
(elencate sopra) potessero essere potenzialmente molto più numerosi, 
specie tra giovani e individui “multi-etichettati” per determinare le 
loro neurodiversità.

Seguendo le osservazioni costantemente ripetute in tutte le fonti di 
informazione sugli Indaco, accademiche e non,  ho seguito le 
ricerche già esistenti  sulle caratteristiche della generazione dei 
“Millennials” (nati negli anni ’80 e la generazione più numerosa in 
America, forse sul pianeta), sulle caratteristiche degli individui con 
deficit di attenzione, su quelle dei “Creativi” e su quelle degli 
individui etichettati come spiritualmente dotati.

Queste aree sono attinenti poiché le informazioni, teorie ed 
osservazioni sugli Indaco sottolineano ripetutamente che essi sono 
nati in numero molto più elevato dagli anni ’80 in poi (Generazione 
Millennials), che spesso vengono diagnosticati ADD/ADHD (deficit 
di attenzione ed iperattività) e che altrettanto spesso vengono 
considerati intuitivi, creativi e spiritualmente dotati.  Accumulando 
e paragonando i risultati di tali ricerche ai miei, i dati ottenuti 
avrebbero potenzialmente potuto indicarmi se le cosiddette 
caratteristiche Indaco fossero effettivamente in comune con una 
popolazione più vasta di quella designata Indaco e, in tal caso, 
avrebbero anche confermato o smentito l’effettiva emergenza di 
nuovi archetipi e valori a livello collettivo (Trotta, 2012)*.

Il mio prossimo passo è quindi stato quello di paragonare i risultati 
del  lavoro di Strauss & Howe,  Elmore, Armstrong, Piechowski e 
Lovecky, tra gli altri. I risultati sembrano indicare che gli Indaco, 
la generazione Millennials, gli ADD/ADHD e i giovani 
(spiritualmente) dotati hanno in comune:


a) sostenibilità ecologica

b) senso di missione o predestinazione

c) una certa sensibilità

d) una certa irrequietezza

e) resistenza al conformismo

f) personalità fortemente individualizzate

g) auto-determinazione, cioè tendenza a seguire una fonte di autorità 
interiore, con scarsa propensione a seguire autorità esterne a sé o 
gerarchie imposte


Tali tendenze sembrano effettivamente rispecchiare non solo le
caratteristiche dei Creativi Culturali (ved. ricerche di Ray & 
Anderson), ma anche ciò che la ricercatrice Jenny Wade (1996), nel 
suo modello di evoluzione della coscienza dell’umanità, definisce 
livelli di Coscienza Autentici (ved. mio sito), che hanno iniziato a 
trascendere la fase precedente Conformista, che ancora predomina. 

La Coscienza Autentica indica tendenze di attualizzazione e 
trascendenza del sé, gli ultimi due stadi del modello della scala dei 
valori e dei bisogni di Maslow.

In altre parole, viste le forti similitudini trovate tra Indaco, 
Millennials ed altri “neurodiversi” diversamente etichettati, 
specialmente le tendenze alla ribellione, all’iperattività e 
all’acutezza trascendente e intuitiva, e la sete di giustizia e 
sostenibilità ecologica, si può concludere a livelli speculativi che 
sembra davvero esserci un archetipo nell’inconscio collettivo che 
si sta manifestando in modo più evidente tra le Nuove Generazioni 
per emergere e trovare espressione nella vita di tutti i giorni **.




* Trotta, P. (2012). The Indigo phenomenon and the New 
Generations: Are they symbolic of an emerging consciousness and 
paradigm? The International Journal of Arts and Sciences, Vol. 5, 
Issue 3, pp.127–154. Online: 
http://www.universitypublications.net/ijas/0503/html/RMA110.xml


Trotta, P. (2013). The potential contribution of psychosynthesis to 
education: an interview-based exploration of educators’ experiences 
of working with members of the ‘New Generations’ who are 
developing towards self-actualisation and self-transcendence. 
Doctoral Thesis submitted to Exeter University, UK, for the degree 
of Doctor of Philosophy in Education. Retrieved from Open 
Research Exeter (ORE): http://hdl.handle.net/10871/11561


** Trotta, P. (2015). Transpersonally informed educational 
projects for an emerging Authentic Integral Consciousness. 
Journal of Transpersonal Research, Vol. 7, Issue 2, pp.132-143




Per chi dovesse essere interessato ad approfondire la propria 
conoscenza sui Creativi Culturali, cioè sulle nuove tendenze
di molte generazioni trasversali degli ultimi decenni, ecco
dove poter leggere di più:





Oppure qui per chi legge in lingua originale:


lunedì 12 settembre 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta XIV La Temperanza

Arcani Maggiori - La  Temperanza





Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.



Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.

 

IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!



Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 


I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 14, la carta della Temperanza, quattordicesima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 14: Temperanza. Dopo aver affrontato chiusura, abbandono, morte e rinascita, il Matto è molto cresciuto e si ritrova con un nuovo senso di integrità, di prospettiva, equilibrio e moderazione, cosa che apprende in questa fase attraverso questa carta. La Temperanza è una delle quattro virtù cardinali, a cui corrisponde non solo moderazione, ma anche emozioni equilibrate, indipendenza e un cuore saggio che cerca di farsi guidare dalla giustizia e dalla tolleranza. Questa è talvolta vista anche come una carta medica. A questa carta si associa il Sagittario.


L'illustrazione che introduce la carta qui di seguito deriva dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 





CARTA XIV LA TEMPERANZA






(In questa occasione ho tralasciato di citare possibili problemi di salute indicati da questa carta in concomitanza con altre carte di Bastoni, lasciando queste informazioni a disposizione solo di coloro che hanno letto o hanno a disposizione il mio libro, onde evitare di creare malintesi o dare adito a previsioni sciagurate per sé stessi o altre persone - cosa che sarebbe alquanto fuorviante ed errata se estrapolata dal giusto contesto)

La carta della Temperanza è presente anche quando si tratta di problemi emotivi. In questi casi, però, ci saranno altre carte afflitte presenti, come per esempio l’Imperatrice, il Carro, la Luna e le Stelle. Il 5 di Denari vicino ad una Carta di Corte può indicare le caratteristiche della persona che presenta un problema indicato dalle carte. 

L’Arcano Maggiore della Temperanza privo di carte afflitte, però, è un bel vedere in quanto indica buona salute, sia emotivamente che fisicamente, e la sua presenza in una posizione futura indica che l’esito sarà positivo e la propria vita tornerà presto in ordine.

E’ anche interessante notare che la Temperanza è una delle carte più artistiche dei Tarocchi. Quando scegliamo la Temperanza, che secondo qualcuno è associata alla Bilancia, secondo altri all’Acquario, siamo spesso in una fase di riequilibrio e rivalutazione delle nostre priorità, durante la quale cerchiamo equilibrio ed armonia. Questa carta spesso indica anche un guaritore o velleità in quel senso. Il Sole sulla fronte dell’angelo sulla carta simboleggia l’ispirazione che giunge dal proprio Io Superiore. Il triangolo contenuto nel quadrato sul petto dell’angelo, invece, mostra lo spirito contenuto nella materia.

Temperanza indica moderazione e assenza di estremi. Questa carta indica la capacità di collaborare pazientemente ed in modo armonioso con gli altri, incluse persone di razze e culture diverse. Se ci sono stati eccessi nel comportamento di recente, questa carta indica il bisogno di rallentare e tenerli sotto controllo, scegliendo sempre la moderazione e rimanendo aperti al compromesso.


Così come la Giustizia parlava di una mente razionale ed 

equilibrata, la Temperanza parla di un cuore equilibrato e della 

necessità di non perdere mai né la discriminazione, né il senso di 

proporzione e di equilibrio. 


Le virtù cardinali, già note ai tempi dei filosofi greci, costituivano il pilastro della vita dell’uomo, punti fondamentali da seguire per una vita dedita al bene. La virtù della Temperanza cristianamente intesa è quella particolare virtù che ci rende capaci di resistere e moderare i piaceri dei sensi, mettendoci in grado di equilibrare le nostre vite con giudizio.






Nella mitologia greca, Iride era la messaggera, dea dell’arcobaleno che serviva sia Zeus (Giove) che Hera (Giunone). L’arcobaleno agisce da ponte tra cielo e terra e Iride lo usava per raggiungere la Terra dal Monte Olimpo dove risiedevano gli dei. Iride era a suo agio sulla Terra, nel cielo e persino nelle profondità dell’Ade, ove quando si recava senza esitazione per portare messaggi per gli dei era sempre la benvenuta. Iride era una dea gentile e compassionevole e sempre pronta a dare una mano a chiunque gliela chiedesse o ne avesse bisogno e quindi era molto amata da dei e umani allo stesso modo.

Il Matto deve imparare dalla Temperanza come unire gli opposti di conscio e inconscio, di successo e sconfitta, di crescita e decadenza, di gioia e mestizia e mondo interiore e mondo esteriore. A volte il raziocinio trae beneficio da una dose in più di compassione, che va applicata alle varie situazioni in modo saggio ed equo. La Temperanza offre le qualità di compassione e perdono e considera le emozioni degli altri. Questa carta indica che anche le emozioni e non solo il pensiero razionale devono trovare calma e serenità.

La presenza di questa carta segnala che c’è il bisogno di cooperazione, in amicizia o in una unione di affari o sentimentale. La carta indica anche che, grazie a compromessi, gli opposti si possono unire e i matrimoni o le unioni possono funzionare. Siamo in presenza di emozioni e di un cuore che devono trovare equilibrio.


Parole chiave: Moderazione. Trovare il Proprio Percorso. Equilibrio. Proporzione. Pace. Virtù. Guarigioni. Guida Interiore. Corpo, Mente e Anima che Operano in Armonia. Tolleranza. Tempismo. Assenza di Pregiudizio. Compromesso. La Mistura Giusta. Creazione artistica. Compatibilità. Calma. Pace. Equilibrio Armonioso. Coordinazione. Pazienza. Perdono. Adattamento. Frugalità. Ragionevolezza. Compassione. Amicizia. Cooperazione. Riconciliazione. Gentilezza. Alchimisti. Mediatori. Bravi cuochi. Diritti Civili. Artisti. Guaritori.





Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:









           
           e su Mondadori Store per cartaceo DISPONIBILE QUI

domenica 4 settembre 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta XIII La Morte

Arcani Maggiori - La  Morte







Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.



Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.

 

IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!



Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 


I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 13, la carta della Morte, tredicesima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.



Carta 13: La Morte. Con questa carta inizia per il Matto la terza fase, cioè l’esplorazione del Superconscio dopo aver affrontato il conscio e l’inconscio nel suo viaggio verso la realizzazione di Sé e della propria divinità. Questa carta parla di transizione, trasformazione, rinnovamento, morte del vecchio, chiusura di un ciclo finito, purificazione e cambiamento significativo. A volte persone ed eventi (amicizie, nuovo lavoro, ecc.) indicano che è necessaria una chiusura ed una evoluzione e quindi lasciano la nostra vita per fare spazio al nuovo. Qui il Matto apprende che si tratta sempre di profonda guarigione, trasformazione e rigenerazione e quindi la carta è associata al segno dello Scorpione.



L'illustrazione che introduce la carta qui di seguito deriva dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 





CARTA XIII LA MORTE (Rinascita)




Ora il Matto si trova a dover metaforicamente morire per rinascere spogliato di tutte le pretese, di inutile bagaglio mentale ed emotivo, di finzioni e vuote ambizioni. All’orizzonte si vede un nuovo giorno e una vita nuova che dà il benvenuto al giorno dopo la lunga e buia notte della morte.


Questa carta raramente rappresenta la morte stessa. Tende però a rappresentare i grossi cambiamenti, anche quelli felici. Per esempio, se ci apprestiamo a diventare padre o madre, stiamo dicendo addio al nostro status di persona che può legittimamente pensare solo a sé stessa e quindi non è così strano attrarre questa carta nel proprio consulto. Lo stesso vale per matrimoni, divorzi e cose del genere.


Alla morte importa poco della posizione sociale, della ricchezza, della santità del ruolo che si ricopre o della propria età. Abbiamo tutti una “data di scadenza” e c’è un tempo per tutto sulla Terra, c’è un tempo per la morte e un tempo per la vita. Nel mito, le anime dei morti dovevano attraversare il fiume Acheronte in barca e pagare una moneta a Caronte, il traghettatore di anime. Se non pagavano il dazio, rimanevano per sempre fantasmi intrappolati tra il regno dei vivi e quello dei morti. Psicologicamente, tale moneta indica la necessità di pagare pegno e concedere a sé stessi lo spazio necessario per sentire ed esprimere il proprio lutto per le proprie perdite e per poter continuare a vivere la propria vita con onore e dignità. Durante la fase e lezione offerta dall’Appeso, quando il Matto acconsente di arrendersi e di viaggiare consapevolmente nell’Ade alla presenza delle divinità dell’oltretomba, in realtà egli va gradualmente verso la propria Iniziazione e conseguente Illuminazione.









La carta della Morte simboleggia il cambiamento, la fine di un ciclo vecchio e la nascita di una nuova vita, sia per gli esseri umani, sia nei cicli della natura, la quale mostra chiaramente i cambiamenti nei suoi costanti cicli di morte e rinascita. E’ uno sviluppo naturale nella vita di ogni essere umano, sia a livello fisico che psicologico. La Morte semplicemente contrassegna le fasi di transizione. 


Lo scheletro si può paragonare all’albero che ha perso le foglie in attesa dei germogli nuovi della primavera. Rappresenta il lasciarsi indietro il desueto e superato, che siano pensieri, emozioni, stati d’animo o desideri. Ciò che non è più utile va scartato.



Il Matto apprende ciò dalla sua madre terrena, L’Imperatrice. Ogni età umana ha la sua fase e ogni fase ha una fine, una volta che l’abbiamo vissuta. Qualsiasi genitore si aspetta che il proprio figlio cresca dall’adolescenza alla maturità dell’adulto. La Morte può significare la fine di situazioni in molteplici modi e contesti diversi, come già illustrato. Può simboleggiare lasciare la scuola, lasciare casa, lasciare un lavoro, lasciare la propria nazione e nessuna di queste cose indica una morte fisica, né necessariamente indica una fase negativa. Anzi è spesso il contrario. La carta della Morte, come detto, indica trasformazione e cambiamento molto più spesso di quanto indichi la morte del corpo. Emozioni, pensieri, valori si trasformano in quanto, la carta  dice, i cicli che li governavano giungono ad una fine.


In un consulto questa carta segnala la fine di qualcosa, di una specifica situazione, ma con la promessa di un nuovo inizio che sta emergendo. Il dolore che sentiamo durante le fasi di cambiamento ha più a che fare con il nostro desiderio di mantenere lo status quo di quanto sia connesso ad un dolore effettivo ed oggettivo o persino necessario. 

Il cambiamento è l’unica costante nella vita e quindi tutto dipende da come uno affronta l’inevitabilità del cambiamento.




Parole chiave: Liberazione. Transizione. Lasciar andare. 

Perdita/Guadagno. Rivalutazione.


 Ottimismo. Rinascita. Catarsi. Rinnovamento. Inevitabile 


cambiamento improvviso. Purificazione. 





Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:







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