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martedì 20 settembre 2016

L'EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA COLLETTIVA


I GIOVANI E LA COSCIENZA COLLETTIVA





L’aspetto interessante delle Nuove Generazioni è che probabilmente stanno svolgendo la funzione di Prometeo, rendendo evidente agli adulti che tutti gli esseri umani dovrebbero attualizzare e sviluppare il loro potenziale, anche attraverso modi autentici ed empatici di interagire col mondo, incarnando così un archetipo e un tipo di coscienza che rappresentano la prossima fase di evoluzione collettiva e cosmica. Non si può difatti sottovalutare il fatto che l’irrequietezza delle Nuove Generazioni potrebbe stare ad indicare che esse stiano manifestando sintomi di trascendenza dell’ego (transcendent actualization) – l’espressione di un campo di coscienza molto più espanso, attraverso il quale percepiscono una diversa relazione tra sé, gli altri e tutte le forme di vita (Trotta, 2012).

Forse è meglio sottolineare la differenza tra le ultime due fasi identificate da Maslow, cioè l’autorealizzazione (self-actualization) e i bisogni di trascendenza . Mentre la prima descrive un desiderio di realizzazione del proprio potenziale, la seconda cerca di promuovere una causa che va oltre l’ego e il sé, che includa per esempio il bisogno di assistere altre persone o servire cause collettive, la devozione quindi ad un ideale o a una causa (maggiore equità e giustizia sociale, ambientalismo, ecc.), allo scopo di vivere una vera comunione con il tutto che si spinga oltre i confini del sé e dei propri interessi personali (Krippner, 1972, Maslow, 1970, 1971).

Se vogliamo assistere davvero le Nuove Generazioni, come sottolineano anche gli esperti Sisk & Torrance (2001), nuovi modi di apprendere e di educare vanno introdotti ed integrati ai curricula di scuole tradizionali e olistiche e la tendenza ad isolare ed etichettare le neurodiversità va rivista con urgenza.

E’ il sistema educativo nella sua totalità a fallire, non le Nuove Generazioni! Vanno educati diversamente anche gli educatori e i genitori. Una volta ci si rivolgeva a consulenti vari per far integrare i figli “neurodiversi” nei sistemi tradizionali. Oggi ai consulenti i genitori dei neurodiversi ed ipersensibili chiedono per quali scuole optare che offrano garanzie di saper accettare ed educare i loro figli! Non ci si conforma più e non si accetta più tanto passivamente un destino educativo che soffoca i propri figli, determinato da un Ministero dell’Istruzione centralizzato, invece di essere locale.  Sempre di più, sia in America che in molti altri Paesi, si ricorre a istruire i figli in casa o privatamente attraverso scuole speciali e innovative. Ma non tutti se lo possono permettere, quindi interviene l’esperto di turno con prescrizioni mediche sempre crescenti. Come detto, non può essere questa la soluzione. E nemmeno ci si può aspettare che siano solo le scuole a fornire una educazione integrale per i propri figli! “Che anche i genitori si prendano maggiori responsabilità!” – tuonavano gli educatori intervistati nella mia prima ricerca. Una cosa è certa – occorrono nuove forme di educazione, una nuova Educazione Integrale per una Coscienza Integrale che sta emergendo a livello globale (Gidley, 2007). 






UNA NUOVA COSCIENZA INTEGRALE E AUTENTICA

Il ricercatore Ken Wilber è un eminente transpersonalista. Il suo modello postmoderno e Integrale studia e descrive l’evoluzione della coscienza collettiva attraverso i secoli; esso descrive le varie fasi progressive attraverso le quali la coscienza evolve ed ascende verso una identificazione con livelli sempre più sottili e spirituali del creato. Secondo la sua visione, è dalla pura coscienza che tutto viene creato (inclusa materia, mente, anima e spirito) e verso cui tutto evolve in tre fasi principali – dalla fase subconscia e pre-personale, alla individualizzazione e consapevolezza di sé, verso una coscienza transpersonale. Si va, infine, verso la realizzazione di realtà sottili, fino a fondere il tutto in una speciale relazione con Dio/Pura Coscienza.

Filosoficamente parlando, questa evoluzione della coscienza può essere compresa in termini Neoplatonici forse. In pratica, si tratta di un tipo di evoluzione che procede da unità archetipica – l’Universo viene visto come uno Spirito Dormiente che gradualmente si risveglia a sé stesso attraverso la creazione e la consapevolezza progressiva, in un viaggio di  ritorno verso il totale risveglio.

E’ però interessante notare che le varie fasi delineate da Wilber (tranne le ultime basate sui Veda indiani) sono in realtà basate sul lavoro del filosofo Jean Gebser, le cui strutture e modalità (storiche evoluzioni della coscienza collettiva) non descrivono la realtà come effettivamente era attraverso le varie epoche, ma indicano come e attraverso quali filtri gli esseri umani in diverse culture e fasi storiche percepivano la cosiddetta realtà e il mondo. Nessuno può definire in modo esaustivo cosa sia esattamente la realtà – per chi vede oltre i raggi ultravioletti (per esempio gli animali) o è affetto da sinestesia, la “realtà” sarà molto diversa da quella percepita più comunemente (o attraverso filtri più comuni), per così dire.

Ciascuno di noi vede un mondo diverso, colorato anche dalla propria consapevolezza.  Ad ogni buon conto, il modello storico di *Gebser (non tradotto in italiano) descrive le caratteristiche dell’evoluzione graduale della coscienza collettiva e le raggruppa in 5 stadi e strutture principali:

a) Arcaica – caratterizzata da saggezza originale, evoluzione spirituale, totale connessione con natura e cosmo, prevalenza di archetipi femminili

b) Magica – caratterizzata da totale interconnessione e fusione telepatica e shamanica con la natura, sviluppo dell’arte, di forme musicali, artistiche e pittografiche

c) Mitica – definita da una mistura tra magico e logico, con orientamento sempre più mentale, aumento di capacità sociali, scambi di oggetti e idee, diffusione di scritture pittografiche, costruzione di templi, consapevolezza dell’anima come mediatrice tra corpo e spirito

d) Mentale – corrente fase storica caratterizzata dal pensiero astratto, da individualismo ed ego sempre più indipendente, dall’operare in modo razionale, da lingue e alfabeti astratti e non pittografici e da misurazioni matematiche e analisi come mezzi attraverso i quali comprendere il mondo e la realtà

e) Integrale – emergente fase caratterizzata da un modus operandi sempre più spirituale, che evolve verso una fusione tra “conoscenza di testa” e “conoscenza di cuore”, tra razionalità e intuizione e tra fusione tra conscio e inconscio, con funzionamento ottimale di entrambi gli emisferi del cervello.

* Gebser, J. (1949-1986). The ever-present origin. OH: Ohio University Press.



E’ interessante notare che l’emergente Coscienza Integrale teoricamente prevede un modo di funzionare multi-modale, che comprende e reintegra tutte le modalità precedenti, senza esclusioni o preclusioni, secondo le circostanze ed i bisogni del momento. In altre parole, essa ripristina e sviluppa multi-sensorialità ed abilità immaginative innate nell’emergente Coscienza, nonché modi e filtri molteplici attraverso cui interpretare la realtà, non confinandosi ad un approccio solo mentale. Razionalità ed intuizione possono e devono essere attivamente integrate per trovare insieme soluzioni alla crisi mondiale in molti settori, soprattutto l’ambiente e la sostenibilità delle risorse.

Non possiamo, come molti fanno, contare solo sui giovani affinché con la loro creatività possano risolvere i problemi creati dalla scarsa lungimiranza di chi li ha preceduti. Tutti noi siamo coinvolti, a qualsiasi età, essendo tutti co-creatori e custodi di questo meraviglioso pianeta. La Coscienza Integrale è anche caratterizzata da una percezione temporale molto più fluida. Oggi siamo schiavi del tempo e ne siamo ossessionati – usiamo espressioni come “investire” del tempo (in quale banca?), “ammazzare” il tempo (con quale arma?), non avere tempo “da perdere”, e così via. In realtà non è così automatico misurare il tempo, né forse necessario.

Avendo libera espressione di tutte le modalità che hanno preceduto la Coscienza Integrale, ci si libera anche da limiti e percezioni strettamente legate al tempo o allo spazio. Steiner, Assagioli e molti altri hanno molto enfatizzato la necessità dell’uso di intuizione e immaginazione per espandere la nostra coscienza. Steiner ha persino lasciato degli scritti in cui esortava le persone ad allenare la mente a funzionare in molte modalità. In particolare in uno stato che possiamo definire ipnagogico, chi è interessato può esplorare ed apprendere anche dai cosiddetti archivi akashici – una specie di serbatoio eterico che “registra” la storia dell’umanità e anche, se vogliamo, un precursore del concetto junghiano di inconscio collettivo. Tornando al modello di Wilber, lo stadio di consapevolezza che porta ai reami trascendenti è definito livello Centauro.

Questo stadio rappresenta l’attualizzazione di sé e rappresenta il sè integrato e totale, che si eleva al di sopra di corpo, mente, persona e “Shadow” (Ombra – cioè ciò che ci caratterizza, ma che non gradiamo, che ignoriamo e quindi tendiamo a proiettare su altre persone), pur integrandole. Questo livello di coscienza si connette alla visione di Maslow di una nuova psicologia e di una nuova consapevolezza nell’umanità, che egli descrisse negli ultimi anni della sua vita.

Gli ultimi due stadi del suo modello di gerarchie dei bisogni umani, come già specificato, Maslow definì autorealizzazione (self-actualization o attualizzazione di sé e del proprio potenziale) e self-transcendence (bisogno di trascendenza). Il primo di questi due stadi era caratterizzato da episodi sporadici di esperienze trascendenti di connessione con il Cosmo chiamate “peak experiences” (che Ferrucci nel suo libro ha tradotto come “esperienza delle vette”).

Queste tipologie di esperienze sono state anche descritte dallo psichiatra Richard Bucke oltre un secolo fa e ripubblicate in italiano nel 1998 – egli le definiva episodi di Coscienza Cosmica.

L’attualizzazione del trascendente (transcendent actualization o self-transcendence), ultimo gradino nella scala di Maslow, invece, è facilmente individuabile, in quanto è uno stato molto più permanente (chiamato “plateau”) degli episodi di coscienza cosmica descritti sopra. Questo stato è caratterizzato da un bisogno di trascendenza che va oltre la semplice acquisizione di benefici personali e include il desiderio di servire una causa più globale, unione con un potere più elevato, qualche forma di servizio alla vita e al prossimo e l’identificazione non più con il semplice ego, ma con il proprio Sé Superiore.

Come già indicato, recenti ricerche indicano che i membri delle Nuove Generazioni manifestano sempre più frequentemente un bisogno di fondersi con livelli più elevati di coscienza e ciò implica che, per il benessere dei giovani, meno giovani e del pianeta, l’emergente Coscienza Integrale collettiva e gli archetipi e nuovi bisogni emergenti non possono più essere né ignorati, né sottovalutati.

Per finire, espongo una breve descrizione del modello di evoluzione di coscienza della ricercatrice transpersonale Jenny Wade (1996), emerso da una combinazione di psicologia ortodossa, di quella esoterica e di quella transpersonale. Il suo modello paragona lo stadio di coscienza che lei chiama Autentica con il concetto di Maslow già discusso sopra, cioè quello dell’attualizzazione di sé e del proprio potenziale (autorealizzazione), visto però non come uno stadio o livello fisso di coscienza, bensì come uno stato progressivo in mutamento costante verso l’attualizzazione del trascendente (self-transcendence), nonché verso la cosiddetta illuminazione.

La Coscienza Autentica è chiamata così poiché descrive il primo livello in cui le proprie percezioni non sono distorte dall’ego e dai suoi bisogni; questo stadio è caratterizzato da grandi cambiamenti interiori che portano ad una integrazione psicologica delle proprie dimensioni interiori, inconscio compreso. Maslow definiva stadi di coscienza precedenti a quello Autentico “nevrotici” e sbagliati, nel senso di  cognitivamente errati. Il livello precedente di coscienza, quello predominante ai giorni nostri, è definito la Coscienza Conformista nel modello di Wade, la quale spiega che tutte le scuole di psicologia lo ritengono idoneo all’ottenimento di una accurata percezione della realtà, tranne la Psicologia Transpersonale.

Roberto Assagioli, padre della Psicosintesi, difatti, considera la Coscienza Conformista come una forma di consapevolezza dettata da un ego ingigantito e costruita su illusioni e false sicurezze; in altre parole, per lui questo è uno stadio da trascendere se si vuole davvero attualizzare il proprio potenziale e allinearsi col proprio Superconscio e Sé Superiore. In altre parole, saranno gli stadi successivi all’attuale Coscienza Conformista, cioè i livelli di coscienza non più dettati dal solo ego, secondo Assagioli, a portare l’umanità a percezioni della realtà molto più accurate e complete.

Anche Wilber ha detto la sua sull’emergente Coscienza Autentica identificata dalla ricerca di Wade e l’ha descritta come un mutamento di consapevolezza che ridà potere all’essere umano, muovendosi dalla frammentazione all’integrazione, da controllo e autorità proiettati all’esterno all’auto-determinazione derivanti dalla propria interiorità.

La Coscienza Autentica equivale allo stadio Centauro di Wilber, cioè all’emergente Coscienza Integrale descritta sia da Wilber che da Gebser. Questo stadio Centauro simboleggia la riunificazione tra mente e corpo, dopo aver superato la coscienza egocentrica. In questa fase, tutte le esperienze multi-modali, soprattutto quelle sensoriali a qualsiasi livello, vengono enfatizzate e finalmente pienamente apprezzate.

In sintesi, Wilber, Gebser e Wade dicono la stessa cosa e descrivono un tipo di coscienza collettiva emergente come Integrale/Autentica. Per concludere, ecco come identificarla attraverso le seguenti caratteristiche (tradotto e adattato dal testo di Wade, 1996, pp. 159-174):

1) L’accettazione di sé, degli altri e del mondo;

2) La capacità di scegliere tra molteplici modalità di comportamento, fino a sfiorare l’androginia;

3) La capacità di usare logica e intuizione, pensiero lineare e non lineare, contemporaneamente, senza escludere una modalità in favore dell’altra;

4) La tendenza ad agire per manifestare i propri desideri, ma non a spese degli altri

5) La capacità di offrire aiuto senza bisogno di “aggiustare”, risolvere gli altrui problemi, modificare o cambiare gli altri

6) La tendenza a pensare “fuori dagli schemi” senza bisogno dell’approvazione sociale

7) La propensione ad assumersi tutte le responsabilità connesse alle proprie scelte

8) Il bisogno di coltivare la propria crescita personale e psico-spirituale a proprio beneficio e per sé stessi e non allo scopo di impressionare e “colpire” favorevolmente gli altri o di ribellarsi all’autorità di figure che teoricamente tentano di impedirlo.



FONTI:

Bucke, R. M. (1901-2009). Cosmic consciousness: A study in the evolution of the
human mind. NY: Dover Publications.

Gebser, J. (1949-1986). The ever-present origin. OH: Ohio University Press.

Gidley, J. (2007a). The evolution of consciousness as a planetary imperative: An
integration of integral views. Integral Review: A Transdisciplinary and Transcultural
Journal for New Thought, Research and Praxis, Issue 5, pp.4–226.

Gidley, J. (2007b). Educational imperatives of the evolution of consciousness: The
Integral visions of Rudolf Steiner and Ken Wilber. International Journal of Children’s
Spirituality, Vol. 12, No 2, August 2007, pp. 117–135.

Krippner, S., ed. (1972). The Plateau experience: A. H. Maslow and others. The
Journal of Transpersonal Psychology, Vol. 4, No. 1, pp.107–120.

Maslow, A.H. (1970). Motivation and personality. NY: Harper and Row

Maslow, A.H. (1971). The farther reaches of human nature. NY: Viking Press.

Sisk, D., Torrance, P. (2001). Spiritual intelligence: Developing higher consciousness.
MA: Creative Education Foundation.

Trotta, P. (2012). The Indigo phenomenon and the New Generations: Are they symbolic
of an emerging consciousness and paradigm? The International Journal of Arts and
Sciences, Vol. 5, Issue 3, pp.127–154.

Wade, J. (1996). Changes of mind: A holonomic theory of the evolution of
consciousness. NY: SUNY.

Wilber, K. (2000). Integral psychology: Consciousness, spirit, psychology, therapy.
MA: Shambhala.

Wilber, K. (2007). The integral vision: A very short introduction to the revolutionary
approach to life, God, the universe and everything. MA: Shambhala.




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domenica 18 settembre 2016

GLI INDACO E LE NUOVE GENERAZIONI - UNA NUOVA UMANITA'?

Ragazzi e adulti Indaco




UNA NUOVA UMANITA'?


Il fenomeno Indaco è un fenomeno controverso che attira l’attenzione da circa un ventennio ma che, nonostante ciò, ha attratto poca attenzione in accademia. Che io sappia, esistono solo due studi a livello di dottorato su questo fenomeno, incluso il mio. I libri a disposizione del pubblico, inoltre, sono stati scritti da terapisti e consulenti che spesso promuovo i loro corsi innovativi e alternativi; per questo motivo, vengono spesso accusati dai detrattori di approfittarsi di un fenomeno sociale crescente che, almeno per il momento, non può essere standardizzato, universalmente definito, né (per ora) scientificamente misurato.

Un aiuto potrebbe fornirlo la ricerca dello psichiatra e genetista Robert Cloninger ed il suo TCI (Temperament and Character Inventory), che “misura” il benessere degli individui e le componenti umanistiche e transpersonali insite nel carattere, ai fini di determinare il grado di auto-determinazione mentale degli individui. Secondo la sua ricerca, testata in molti Paesi, l’autodeterminazione, la cooperazione e la trascendenza di sé (attualizzazione trascendente, cioè una coscienza espansa che contempla il benessere di tutto il creato e non solo i propri interessi personali – ultimo gradino della scala di Maslow qui sotto) sono essenziali per il benessere e possono essere scientificamente misurati.




























Gli Indaco vengono generalmente descritti come individui 
fortemente intuitivi, non conformisti e ribelli, non portati a tollerare 
ipocrisie o gerarchie imposte; sono molto attivi e creativi, 
indipendenti, esigenti, veloci e non lineari. A detta di molti, essi sono 
individui il cui compito è quello di introdurre una nuova coscienza 
collettiva emergente. I risultati del primo dei miei due studi sono stati 
comparati ad uno studio accademico precedente sul fenomeno Indaco 
(ricerca quantitativa) ed anche alle informazioni disponibili 
al grande pubblico attraverso libri ed articoli.

Le caratteristiche Indaco descritte sopra sono state sostanzialmente 
confermate. Il mio studio ha inoltre esplorato sistemi educativi usati 
con successo con gli Indaco, applicati dagli educatori interpellati, 
provenienti da diverse nazioni europee e tutti divenuti esperti sugli 
Indaco dopo molti anni di lavoro con loro. 

Due di queste persone, insegnanti elementari, nemmeno conoscevano 
il fenomeno prima di incontrare una classe “ingestibile”, che più tardi, 
grazie alle loro ricerche, hanno imparato a classificare come Indaco. 
Hanno scelto, inoltre, di esplorare e scartare i pochi libri disponibili 
allora (circa 15 anni fa), mettendo anzitutto in discussione il loro 
sistema educativo usato per decenni, rivoluzionandolo insieme a 
questi bambini.



Ecco in sintesi ciò che il mio studio ha rilevato sui bisogni educativi
 degli Indaco:


a) La creatività in tutte le sue forme sembra essere un elemento 
essenziale nella formazione degli Indaco, specialmente se associata 
al lavoro energetico, usando immaginazione creativa e onorando e 
dando spazio al pensiero non lineare e intuitivo

b) Forme dinamiche di percezione multi-modale nel sentire e 
integrare a livello sensoriale, anche attraverso il corpo, le energie 
sottili presenti nel cosmo e in tutte le forme di vita. Incoraggiare il 
radicamento e le discipline che coinvolgono mente e corpo sono viste 
come forme di educazione da integrare a tutti i livelli

c) Gli educatori sono invitati a mettere in discussione i loro metodi 
obsoleti, integrando nuovi approcci con l’aiuto dei bambini, a cui va 
assegnato il compito di insegnare agli adulti come interagire con loro 
e la responsabilità di rispettarsi a vicenda. Ad opinione degli 
educatori intervistati, occorrerebbe fornire stimoli e qualche forma di 
guida ai bambini, per incoraggiare l’espressione dei loro talenti 
naturali, preferibilmente in forma creativa, in modo da aiutarli ad 
individuare i loro talenti naturali da sviluppare nel futuro. In questo 
modo, gradualmente, bambini e giovani verranno naturalmente 
indirizzati ad individuare il loro scopo nella vita e a perseguirlo con 
chiarezza

d) E’ importante che gli Indaco diventino consapevoli degli effetti 
dei loro pensieri, atteggiamenti ed emozioni sulle loro vite e sulle 
loro relazioni interpersonali (ciò che ho già descritto 
come Psicoenergetica -vedi prossimo articolo qui sul blog)

e) Lavorare attivamente con le energie (“energy work”) va integrato 
nell’educazione scolastica a tutti i livelli, suggeriva una educatrice in 
particolare, pioniera del lavoro con gli Indaco in Gran Bretagna. 
Tali pratiche, a quanto pare, sembrano aumentare l’autostima, il 
coraggio e la fiducia in sé stessi, portando al sentirsi liberi ed 
auto-determinati e a liberarsi da pensieri limitanti, paure e sensi di 
colpa ereditati o indotti.


Il punto su cui tutti i partecipanti allo studio concordano caldamente 
è l’assoluto bisogno di rispettare l’individualità e le differenze 
(neurologiche o psicologiche che siano) di questi individui, evitando 
di costringerli a conformarsi ad un sistema comportamentale e di 
pensiero che li soffoca e li limita. Essenzialmente, tutte le attività che 
stimolino la loro espressione creativa e rispettino quella intuitiva e 
che dimostrino in modo tangibile ed evidente affetto, rispetto ed 
accettazione reciproca delle diverse sensibilità e talenti sembrano 
avere grande rilevanza nell’educazione degli Indaco (adulti e bambini).


Dopo il primo studio, avendo nel frattempo anche esplorato teorie e
ricerche relative ad un nuovo archetipo emergente nell’inconscio 
collettivo (incluse le teorie dello storico culturale Richard Tarnas 
e di vari sociologi), ho iniziato a sospettare che il cosiddetto 
fenomeno Indaco potesse, in realtà, far parte di un movimento molto 
più vasto, e che gli individui con le cosiddette caratteristiche Indaco 
(elencate sopra) potessero essere potenzialmente molto più numerosi, 
specie tra giovani e individui “multi-etichettati” per determinare le 
loro neurodiversità.

Seguendo le osservazioni costantemente ripetute in tutte le fonti di 
informazione sugli Indaco, accademiche e non,  ho seguito le 
ricerche già esistenti  sulle caratteristiche della generazione dei 
“Millennials” (nati negli anni ’80 e la generazione più numerosa in 
America, forse sul pianeta), sulle caratteristiche degli individui con 
deficit di attenzione, su quelle dei “Creativi” e su quelle degli 
individui etichettati come spiritualmente dotati.

Queste aree sono attinenti poiché le informazioni, teorie ed 
osservazioni sugli Indaco sottolineano ripetutamente che essi sono 
nati in numero molto più elevato dagli anni ’80 in poi (Generazione 
Millennials), che spesso vengono diagnosticati ADD/ADHD (deficit 
di attenzione ed iperattività) e che altrettanto spesso vengono 
considerati intuitivi, creativi e spiritualmente dotati.  Accumulando 
e paragonando i risultati di tali ricerche ai miei, i dati ottenuti 
avrebbero potenzialmente potuto indicarmi se le cosiddette 
caratteristiche Indaco fossero effettivamente in comune con una 
popolazione più vasta di quella designata Indaco e, in tal caso, 
avrebbero anche confermato o smentito l’effettiva emergenza di 
nuovi archetipi e valori a livello collettivo (Trotta, 2012)*.

Il mio prossimo passo è quindi stato quello di paragonare i risultati 
del  lavoro di Strauss & Howe,  Elmore, Armstrong, Piechowski e 
Lovecky, tra gli altri. I risultati sembrano indicare che gli Indaco, 
la generazione Millennials, gli ADD/ADHD e i giovani 
(spiritualmente) dotati hanno in comune:


a) sostenibilità ecologica

b) senso di missione o predestinazione

c) una certa sensibilità

d) una certa irrequietezza

e) resistenza al conformismo

f) personalità fortemente individualizzate

g) auto-determinazione, cioè tendenza a seguire una fonte di autorità 
interiore, con scarsa propensione a seguire autorità esterne a sé o 
gerarchie imposte


Tali tendenze sembrano effettivamente rispecchiare non solo le
caratteristiche dei Creativi Culturali (ved. ricerche di Ray & 
Anderson), ma anche ciò che la ricercatrice Jenny Wade (1996), nel 
suo modello di evoluzione della coscienza dell’umanità, definisce 
livelli di Coscienza Autentici (ved. mio sito), che hanno iniziato a 
trascendere la fase precedente Conformista, che ancora predomina. 

La Coscienza Autentica indica tendenze di attualizzazione e 
trascendenza del sé, gli ultimi due stadi del modello della scala dei 
valori e dei bisogni di Maslow.

In altre parole, viste le forti similitudini trovate tra Indaco, 
Millennials ed altri “neurodiversi” diversamente etichettati, 
specialmente le tendenze alla ribellione, all’iperattività e 
all’acutezza trascendente e intuitiva, e la sete di giustizia e 
sostenibilità ecologica, si può concludere a livelli speculativi che 
sembra davvero esserci un archetipo nell’inconscio collettivo che 
si sta manifestando in modo più evidente tra le Nuove Generazioni 
per emergere e trovare espressione nella vita di tutti i giorni **.




* Trotta, P. (2012). The Indigo phenomenon and the New 
Generations: Are they symbolic of an emerging consciousness and 
paradigm? The International Journal of Arts and Sciences, Vol. 5, 
Issue 3, pp.127–154. Online: 
http://www.universitypublications.net/ijas/0503/html/RMA110.xml


Trotta, P. (2013). The potential contribution of psychosynthesis to 
education: an interview-based exploration of educators’ experiences 
of working with members of the ‘New Generations’ who are 
developing towards self-actualisation and self-transcendence. 
Doctoral Thesis submitted to Exeter University, UK, for the degree 
of Doctor of Philosophy in Education. Retrieved from Open 
Research Exeter (ORE): http://hdl.handle.net/10871/11561


** Trotta, P. (2015). Transpersonally informed educational 
projects for an emerging Authentic Integral Consciousness. 
Journal of Transpersonal Research, Vol. 7, Issue 2, pp.132-143




Per chi dovesse essere interessato ad approfondire la propria 
conoscenza sui Creativi Culturali, cioè sulle nuove tendenze
di molte generazioni trasversali degli ultimi decenni, ecco
dove poter leggere di più:





Oppure qui per chi legge in lingua originale: