venerdì 15 aprile 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio - La Papessa/Sacerdotessa




Arcani Maggiori:  La Papessa/Sacerdotessa






Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.

Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.

IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!


Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 2, la carta della Papessa, la seconda tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita:



Carta 2 La Papessa: Tutta la logica del Mago e la capacità di manipolare il mondo materiale ha una sola pecca – manca tutta la sfera spirituale, inconscia ed intuitiva della vita e dell’universo, tanto è vero che le due figure sono complementari. Associata alla Papessa è la Luna, colei che governa la notte, ciò che è e rimane nascosto, l’inconscio. Qui il Matto è esposto a queste realtà più nascoste.


Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






LA PAPESSA/SACERDOTESSA





La qualità eterea della Papessa appare in contrasto con quella pratica e sensuale dell’Imperatrice che incontreremo tra poco, ma in realtà le loro energie si combinano e formano la natura femminile nella sua interezza sotto entrambi gli aspetti, sia spirituale che materiale. Ciascun aspetto deve convivere in maniera armoniosa, in equilibrio e senza eccessi. A dire il vero, La Papessa rappresenta un aspetto più sottile dell’energia femminile, un aspetto più oscuro e misterioso. Il suo lato virginale è connesso con la Vergine Maria, con l’aspetto della Dea, di Shekinah, nella sua espressione di figlia (Shekinah può rappresentare madre, moglie o figlia). 

La Papessa è anche associata all’incantatrice Hecate, dea della magia e del potenziale femminile distruttivo che emerge quando il proprio potenziale rimane insoddisfatto e irrealizzato troppo a lungo per via della mancanza di azione. Prendere una posizione è quindi consigliato quando appare questa carta.


Dopo aver conosciuto Il Mago, è giunto il momento per il Matto di prendere in considerazione le energie femminili applicate a questioni psicologiche e spirituali.  Il Matto qui impara che ascoltare la propria voce interiore che ci svela il contenuto del nostro inconscio è necessario, così come è necessario imparare a riflettere, pregare e meditare in modi diversi. Sogni ed intuizioni daranno i consigli migliori in questa fase, ma anche tutto ciò che tratta di psicologia e psiche ed altri aspetti più nascosti dell’esistenza. 

La Papessa può essere paragonata alla virginale energia di Persefone (regina dell’aldilà) prima del ratto di Ade. La vergine simboleggia il potenziale non ancora raggiunto ed i tesori interiori che attendono di emergere dall’inconscio

La Papessa è inoltre associata ad Artemide, la dea vergine della Luna. Se in questo periodo la nostra libido è ad un picco molto basso, non occorre spaventarsi – è semplicemente un sintomo che la nostra attenzione è diretta principalmente all’interno di noi stessi. A volte un aspetto nascosto o segreto di una situazione tende ad emergere se abbiamo scelto questa carta, oppure una figura di sesso femminile ci può aiutare nella rivelazione di tale aspetto nascosto, magari perché è psicologa o counsellor o particolarmente intuitiva oppure è a capo di un corso di sviluppo personale e ci incoraggia nell’esplorazione dei nostri talenti.


Questa carta è connessa all’occulto e all’esoterico e pone l’enfasi su talenti e potenziali che devono essere portati alla luce. Tutta la vita inizia nell’oscurità, che sia nell’utero o nella terra come nel caso di un seme. Un periodo di gestazione è sempre necessario affinché nuova vita sia formata e venga alla luce. Questo vale anche per una idea creativa. L’artista o l’autore deve nutrire la scintilla creativa molto prima che l’immagine o l’idea prenda forma e diventi un libro o un dipinto o altro. 

La Papessa simboleggia sia il nutrimento di idee spirituali, sia la conoscenza di questioni occulte ed esoteriche. E’ connessa anche con la magia che può essere usata per il bene o per il male. C’è una certa dualità insita nella natura sottile e discreta della Papessa e i suoi segreti non vengono facilmente rivelati, bensì custoditi nel mare del suo inconscio nascosto dietro il velo. La lezione qui è che esplorando i confini della propria coscienza ciò che è concepito nell’oscurità può trovare la luce. 

Occorre accettare che alcune cose nella vita sono semplicemente misteriose e, anche se non possiamo conoscerle, non occorre averne paura. Per quanto riguarda il nostro potenziale ancora non sviluppato, questa carta ci ricorda che l’azione nella vita è indispensabile e la passività ad oltranza non porta a nulla di buono.


In sintesi, quando appare questa carta di solito indica potenziale non ancora realizzato, segreti non ancora svelati, la saggezza che può essere derivata dalla conoscenza di questioni esoteriche e di conoscenze occulte e antiche, nonché la necessità di sviluppare o usare le proprie facoltà intuitive e psichiche e di prestare attenzione a sogni e messaggi che arrivano direttamente dall’inconscio.





Parole chiave: Misticismo. Iniziazione. Il Femminile. 

L’Esoterismo. L’Intuizione. La Segretezza. La Saggezza. 

Emozioni Nascoste. Verginità. Relazioni Platoniche. 

Talenti Nascosti. Saggezza. Conoscenza. Apprendimento. Purezza. 

Virtù. Una insegnante o Mentore.





Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:



e su Mondadori Store per cartaceo DISPONIBILE QUI

lunedì 11 aprile 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio


Arcani Maggiori: Il Mago







Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.

Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.

IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!


Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.


Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 1, la carta del Mago, la prima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita:


Carta 1 Il Mago: Qui il Mago è una figura che istruisce il Matto (o gli fa da specchio indicando su cosa focalizzare la sua attenzione) e gli mostra come usare strumenti ed energia creativa per manifestare i suoi desideri. Il Mago mostra adattabilità, obiettività, logica e consapevolezza di sé e ricorda  Ermete/Mercurio e le figure alchemiche del Rinascimento.


Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






IL MAGO




Il Mago è la prima persona che il Matto incontra sul suo percorso di vita – il versatile e flessibile messaggero degli Dei, protettore di tutti i viaggi. Gli oggetti sul suo tavolo corrispondono ai semi degli Arcani Minori e ai quattro elementi che nell’antichità si credeva formassero il mondo. Essi corrispondono alle quattro funzioni della psiche: intuizione, sentimento, pensiero e sensazione.

A parte tutti i simboli esoterici mostrati in questa carta, già la posizione delle mani del Mago indica l’assioma Ermetico per eccellenza: COME IN CIELO COSì IN TERRA. E’ interessante notare che la mano che punta verso l’alto riceve potere spirituale, mentre quella che punta verso la Terra dirige il potere per trasformarlo in manifestazione; entrambe sono importanti. La carta del Mago indica prima di tutto la consapevolezza del potere che si ha nella vita, o per meglio dire del potere che ha il proprio spirito. A volte indica il potere che un’altra persona ha su di sé, in altre parole su chi consulta le carte. 

L'altro assioma Ermetico fondamentale e da non sottovalutare è:

COME DENTRO, COSì FUORI - in altre parole, la nostra realtà di tutti i giorni è lo specchio della nostra psiche e delle nostre convinzioni e credo. In quanto tale, ovviamente si può cambiare, ma poche persone hanno voglia di assumersene la responsabilità, preferendo di gran lunga dare la colpa al Creatore, alle circostanze oppure alle altre persone invece di guardare a sé stesse come ai creatori del proprio destino, purtroppo!

Ermete ricevette in dono il potere della divinazione dal dio Apollo. Egli era visto come una guida non solo dei morti (in qualità di “psicopompo”), ma anche dei vivi – era un ottimo insegnante, un educatore che portava i suoi allievi all’illuminazione. 


La carta simboleggia l’energia dell’iniziazione, 
dell’azione con uno scopo ben preciso, guidata dalla volontà. 

Se si è reduci da un periodo di addestramento disciplinato, per esempio in un corso di apprendimento o durante un tirocinio, la carta indica che questo è un buon momento per dare inizio a nuovi progetti che beneficiano di una nuova professionalità acquisita e di nuovi talenti.

Il Mago ci insegna che le idee sono utili solo se trasformate in azione. Ci incoraggia anche ad accettare che le cose non sono sempre ciò che appaiono, che c’è una realtà più profonda e che la verità, la nostra verità, si può solo trovare sondando la nostra mente. Per questo motivo, il Mago ci invita a valutare bene cosa considerare realtà e cosa illusione.

In sintesi, quando abbiamo estratto questa carta, possiamo contare su un importante nuovo inizio, su tempi di grande potenziale e di azione, di iniziativa creativa. Coltivare il proprio potenziale ed espandere i propri confini è d’uopo. Nuove possibilità intellettuali creative e il potenziale di iniziative nuove sono presenti, accompagnate da grande potere ed energia. Sta a noi decidere se e come usare questa energia. 


Parole chiave: Originalità. Creatività. Talento. Volontà. 

Autostima. Abilità Manuale. Giochi di Prestigio. Illusione/Realtà. 
Infinito. Trasformazione. Apparenze. La Mente. L’Apprendimento. 
Abilità. Unicità. L’Inventore. Capacità di Persuasione. 


Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:




e su Mondadori Store per cartaceo DISPONIBILE QUI




(Nota sui diritti d’autore relativi ai Tarocchi Rider Waite Smith (RWS) illustrati in questa sede:

Le illustrazioni dei Tarocchi RWS qui di seguito riportate sono entrate legalmente a far parte del dominio pubblico (in Europa e in Gran Bretagna) nel 2012, cioè nel 70esimo anno dopo la morte di A.E. Waite, l’ideatore del mazzo, nonché colui che commissionò il lavoro illustrativo a Pamela Smith, sua allieva. Arthur Edward Waite morì nel 1942.)

giovedì 7 aprile 2016

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio





Arcani Maggiori: Il Matto










Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.

Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.


Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 

I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi 22 post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.


Ma prima di iniziare, è opportuno esplorare una lecita domanda.

Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, cominciamo con la conoscenza iniziale degli Arcani Maggiori, iniziando dalla carta numero 0, la carta del Matto, il nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita:


Carta 0 Il Matto: Il viaggio inizia con un giovane baldanzoso, innocente e pieno di potenziale che si avventura verso un viaggio che richiede coraggio, indipendenza e uno spirito libero. Il Matto è il viandante ed è associato al pianeta Urano; l’archetipo spesso ad esso affiliato è quello del Bambin Divino, il mito associato ad un dio o una dea che inviano un infante sulla Terra per illuminare l’umanità.

Le illustrazioni qui usate derivano dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 





IL MATTO




In un consulto, Il Matto ci parla di coraggio e ottimismo nato dalla fede in noi stessi e nella vita; nei momenti difficili, esso ci ricorda che il nostro sé interiore sa cosa è meglio per noi meglio di chi ci circonda e tenta di influenzarci e manipolarci. Non è sempre saggio ascoltare gli altri. Spesso il Matto simboleggia nuovi inizi spesso dettati da un profondo sentimento o sensazione interiore piuttosto che da un’attenta  progettazione. E a volte va bene così.

Se con l’aiuto di miti e archetipi vediamo negli Arcani Maggiori una trama, come nelle sceneggiature dei Misteri di cui sopra, imparare a comprendere ed usare i tarocchi diventa più facile. 

Come detto, le storie di solito iniziano con la nascita di un eroe e continuano con il suo viaggio attraverso la vita. Le prime cinque carte si occupano del reame del Conscio. Nella fattispecie, il nostro eroe è rappresentato dal Matto (Dioniso) e la prima parte della sua vita e la sua formazione è contemplata attraverso il maestro e guida delle anime, cioè il Mago (Ermete). Il Matto, come tutti gli eroi, ha genitori mortali (l’Imperatrice/Demetra e l’Imperatore/Zeus) e genitori divini (la Papessa/Persefone e il Papa/Chirone) e nel suo percorso di vita è alla ricerca della sua parte migliore, della sua parte divina se vogliamo, il che lo porta ad affrontare molte situazioni non sempre facili. Presto il Matto si imbatte nella dimensione dell’amore (Gli Amanti/Afrodite), in quella del farsi valere e a volte dei conflitti (Il Carro/Ares). Il viaggio del Matto contempla parecchie fasi e dimensioni e lo porta gradualmente verso la realizzazione del suo Sé divino, in sintonia col proprio sé umano.

Quando in un consulto appare questa carta, indica che sta per emergere una influenza inaspettata, una possibilità di un viaggio, di una fuga anche temporanea, di una avventura o di una nuova fase nella propria vita. Una opportunità inaspettata che spesso richiede una decisione importante potrebbe apparire all’improvviso. 

Il Matto è come un bambino che scopre la vita per la prima volta e rappresenta anche un adulto che cerca un significato nuovo e uno scopo nuovo nella vita. Il Matto cerca la verità e rivolge la sua attenzione alla ricerca dello spirito. 

Il Matto rappresenta il bisogno di abbandonare la strada vecchia per la nuova e di iniziare qualcosa che non abbiamo precedentemente fatto, un percorso nuovo e non necessariamente privo di rischi o pericoli. 

Qualsiasi cosa potrebbe accadere, ma a volte occorre rischiare un po’ nella vita. A volte sembra quasi che la sua follia lo connetta al divino in quanto egli è semplice, innocente e ignaro di ciò che lo aspetta, ma il Matto è pronto ad abbandonare ciò che ha già provato e non lo soddisfa più, rischiando di gettarsi nello sconosciuto per continuare il suo viaggio, la sua avventura di vita. Lo sviluppo del nostro sé e della nostra consapevolezza a volte ci chiede di esplorare territori nuovi. Il Matto ci invita a farlo. Qui inizia la prima fase del viaggio del Matto – il viaggio attraverso il mondo della vita terrena di tutti i giorni, attraverso la cosiddetta normalità e i dettami della società che ci circonda regolata dall’ortodossia.


Parole chiave: Illusione. Speranza. Lo Sconosciuto. I pericoli. 

L’Innocenza. L’Immaginazione. Il Divertirsi. I Propri Punti Forti. 

La Saggezza. Nuove Opportunità. Piacere. Passione. Libertà.


Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:





e su Mondadori Store per cartaceo DISPONIBILE QUI



(Nota sui diritti d’autore relativi ai Tarocchi Rider Waite Smith (RWS) illustrati in questa sede:

Le illustrazioni dei Tarocchi RWS qui di seguito riportate sono entrate legalmente a far parte del dominio pubblico (in Europa e in Gran Bretagna) nel 2012, cioè nel 70esimo anno dopo la morte di A.E. Waite, l’ideatore del mazzo, nonché colui che commissionò il lavoro illustrativo a Pamela Smith, sua allieva. Arthur Edward Waite morì nel 1942.)

lunedì 4 aprile 2016

L’Enigma della Terra Sommersa di Atlantide



L’Enigma della Terra Sommersa di Atlantide



       


La magica terra di Atlantide cattura l’immaginazione di poeti, archeologi, ricercatori, geologi, esoteristi e viaggiatori da oltre due millenni. Ispirati dal concetto di una grande civiltà isolana tecnologicamente e spiritualmente avanzata, teoricamente esistita millenni fa, coloro che hanno creduto e credono alla leggenda di Atlantide sono stati spinti a cercarne i resti in ogni angolo del mondo. Occasionali ritrovamenti, quasi sempre nei fondali oceanici, danno regolarmente adito a nuove teorie sulle origini e sulla fine di Atlantide. In realtà, però, nessuno ha prove storiche ed archeologiche definitive.

Per quanto riguarda l’aspetto architettonico della civiltà sull’immensa isola di Atlantide, come narra la leggenda, il Dio Poseidone, essendosi innamorato di Clito, una fanciulla di Atlantide, “recinse la collina dove ella viveva, alternando tre zone di mare e di terra in cerchi concentrici di diversa ampiezza; due erano fatti di terra e tre d’acqua …” Chi sembra convinto di aver visitato Atlantide nel regno astrale e ha lasciato alcuni disegni di ciò che crede di aver visto (ved. link sotto) sembra confermare questa descrizione.

Tra le diverse teorie, alcuni esoteristi sembrano propensi a collegare Atlantide con Lemuria (un antichissimo continente spirituale dal quale teoricamente derivava Atlantide), la quale, ad opinione di alcuni, si trova tuttora in un piano di esistenza diverso dal nostro e quindi non sarebbe comunque visibile agli occhi umani.

Ma vediamo da dove derivano le informazioni che abbiamo su Atlantide, e per farlo dobbiamo scomodare un famoso filosofo greco, cioè Platone. In due suoi brevi dialoghi risalenti  al quarto secolo a.C., il Timeo e l’incompiuto Crizia (ved. link sotto), Platone narra la storia di come la città di Atene, nella sua magnificenza, fu in grado di opporsi alle mire espansionistiche di Atlantide, una potenza navale situata “oltre le Colonne d’Ercole” (Stretto di Gibilterra) che aveva già conquistato altre parti d’Europa e Africa. Questa storia, risalente a quasi 10000 prima del tempo della sua narrazione originale,  fu raccontata dal sacerdote egizio Sonchis (presso il Tempio di Neith) a Solone, un lontano parente di Platone, il quale si trovava in quel di Sais in visita alla corte di un re dell’antico Egitto. 

Secondo la storia/leggenda, poco dopo aver fallito nel tentativo di invadere Atene, pare che l’enorme isola di Atlantide sprofondò in un solo giorno e in una sola notte per mano di Poseidone, uno dei dodici déi dell’Olimpo che nella mitologia greca controllava oceani e mare, terremoti e maremoti. Sempre secondo la leggenda e secondo i racconti di alcuni esoteristi (ved. per esempio Edgar Cayce), la storia di Atlantide finì in tragedia per via di chi abusò di potere e iniziò ad usare male la magia nera e il potere dei cristalli, grazie ai quali gli Atlantidei derivavano energia e potere. 

E’ interessante notare che l’isola stessa di Atlantide, così come l’oceano che la circondava,  prese il nome dal suo primo re, cioè Atlante, governatore dell’Oceano Atlantico e figlio dello stesso Poseidone.

Platone fornì dettagli sull’organizzazione fisica e politica della mitica isola, la quale fu descritta come un luogo inizialmente idilliaco, ricco di risorse naturali e di flora e fauna in abbondanza. Ogni città aveva il suo re, ma la capitale, governata dai discendenti di Atlante, era di gran lunga la più spettacolare. Secondo il racconto, il tempio principale dedicato a Poseidone era tre volte più grande dell’attuale e antico Partenone di Atene ed era rivestito interamente d’argento, eccezion fatta per le cime che erano invece ricoperte d’oro. All’interno del tempio, si trovavano decorazioni in avorio, oro, argento e altre fatte di un mitico metallo chiamato oricalco (che letteralmente significa rame dorato), ai tempi considerato secondo per valore soltanto all’oro. Pare che nessuna arma riuscisse a penetrare o ad infrangere gli scudi fatti di questo metallo.

Un altro famoso filosofo, Proclo, commentò sulla realtà di Atlantide, dichiarando che l’isola regnò per molte ere sulle altre isole dell’Atlantico, e aggiunse che il filosofo Crantor, la prima persona a commentare le opere di Platone nel quarto secolo a.C., in visita a Sais in Egitto vide una colonna d’oro con geroglifici scolpiti che testimoniavano la storia di Atlantide. Secondo Claudius Aelianus, uno scrittore romano del secondo secolo d.C., l’isola di Atlantide era già conosciuta dai Fenici e dai Cartaginesi come una città antica che si trovava sulle coste sudoccidentali spagnole.

Qualsiasi sia la verità, per secoli la storia di Atlantide fu quasi dimenticata, fino ad un revival, ad un nuovo interesse  per l’argomento nel 19esimo secolo ad opera dello scrittore americano Ignatius Donnelly, il quale espresse la sua convinzione che tutte le antiche civiltà, incluse quella Egiziana e Maya, fossero colonie che derivavano originariamente dall’impero marittimo Atlantideo (ved. lista libri sotto).

In sintesi, resta ancora da stabilire se Atlantide vada vista come una storia mitica, magari allegorica, usata per illustrare le idee politiche di colui che la raccontò molti secoli fa, come molti pensano, oppure se la sua esistenza abbia qualche fondamento nella realtà. Non è da escludere che forse l’eterna ricerca di Atlantide serva in realtà a rappresentare la ricerca del divino e della magia che rifiorirono nel Rinascimento, ma che disperatamente mancano nella nostra attuale società e di conseguenza nella nostra psiche.




Qui di seguito segnalo una serie di link, libri ed ebook relativi ad Atlantide di potenziale interesse:

http://www.ndonio.it/Atlantide.htm (che accenna all’esperienza del pittore Dovilio Brero, il quale, in uno stato alterato di coscienza, pare abbia visitato la realtà di Atlantide su un altro piano esistenziale e che lo abbia poi dipinto; il sito mostra anche alcuni disegni rappresentativi)

Cuori in Atlantide - Ecco il link ad un romanzo (ebook per kindle) da cui è stato tratto un gran bel film con Anthony Hopkins



Sognando Atlantide Di seguito il link ad un libro a metà tra fantasia e realtà scaricabile gratis per kindle su Amazon




Atlantide, Atlantidei, Tavole Smeraldine - alcune teorie dalla controversa figura di Vladimir Antonov nell’ebook per kindle (costa pochi euro):




La Storia Proibita – I misteri delle antiche civiltà di J Douglas Kenyon (libro di ricerca in cartaceo)



Timeo e Crizia – I dialoghi di Platone (ebook per kindle a poco più di un euro l'uno)




Platone, l‘Atlantide e il Diluvio – il libro tradotto di Ignatius Donnelly (cartaceo)



Atlantis the Antidiluvian World – libro originale di Donnelly in inglese disponibile per il download gratuito in ebook per kindle




Atlantis and the Cycles of Time - Splendido libro di ricerca di Joscelyn Godwin, purtroppo non tradotto in italiano ma caldamente raccomandato (versione in inglese - ebook per kindle)



I Misteri di Atlantide - dalle teorie e cosiddette "letture" di Edgar Cayce





venerdì 1 aprile 2016

Caratteristiche Psicologiche dei Segni - Pesci



Caratteristiche Psicologiche dei Segni


                                          


Pesci


Eccoci giunti alla fine del nostro viaggio attraverso lo zodiaco, questa volta al cospetto del potente e mistico Nettuno, splendido e misterioso pianeta blu che governa l’altrettanto mistico segno dei Pesci. Si dice che in questo segno, spesso incompreso, siano racchiuse tutte le lezioni dello zodiaco. Terzo segno d’Acqua e ultimo segno mobile, nei Pesci troviamo ipersensibilità, forte emotività e grande flessibilità.

Questa flessibilità conferisce ai nati del segno la capacità di sconfinare in dimensioni spazio-temporali irraggiungibili dalla maggioranza dei comuni mortali, le quali donano loro una splendida creatività e visioni profetiche. Il rovescio della medaglia è spesso confusione e incapacità di portare a termine gli impegni presi. Non è cattiveria – molti Pesci sono semplicemente poco interessati alla realtà terrena così come viene concepita al giorno d’oggi.

Questo avviene per molti motivi – il primo è che i figli di Nettuno sono consapevoli, più di altri, delle condizioni, spesso tristi, in cui ancora vivono molti dei loro simili. Percependo il dolore degli umani, molti nati del segno sono pronti a sacrificare il loro ego per servire il prossimo con compassione, per esempio nel sociale, nel campo della medicina e talvolta agendo da tramite (medium) tra questo regno e l’aldilà.

L’altro motivo per cui molti Pesci mostrano scarso interesse per la realtà terrena è l’innata consapevolezza che i loro simili, così interessati a consumismo e ambizione, siano diventati un po’ miopi e abbiano perso di vista il quadro globale della loro vera natura e potenzialità. In altre parole, i Pesci sanno che non siamo corpi con un’anima ma il contrario e, essendo loro stessi in continuo contatto con altre dimensioni sottili e meno tangibili di quella tridimensionale, faticano a comprendere il motivo per cui gli umani mostrino tanto attaccamento ad una sola realtà, dimenticando e ignorando le gioie di tutte le altre.

Sì, quello dei Pesci è un segno mistico, nel senso più completo del termine. Questo, per intenderci, non significa che non si possano trovare tra i figli di Nettuno luminari della finanza e grandi imprenditori, ma state certi che molti seguiranno la solo splendida intuizione anche per gli affari, o avranno riposto in qualche angolo segreto un libro che esplora argomenti un po' più esoterici. Qualche raro Pesci segue incallito la sua ambizione senza alcun riguardo per il benessere altrui, ma questa non è la sua vera natura, la quale farà capolino prima o poi, magari sotto forma di crisi mistica più avanti negli anni.

Le donne Pesci sono molto femminili, le “sirene” ammaliatrici dello zodiaco, irresistibili al sesso opposto. Ma attenzione uomini! Non fatevi incantare da tanta apparente passività – non essendo legate alle apparenze e all’ego, queste donne in realtà sono molto più indipendenti delle loro sorelle di Fuoco e Aria! E’ altrettanto vero che la dolcezza, l’innata gentilezza e la sensibilità dell’uomo Pesci non può che far capitolare molte donne, che attualmente hanno tanto bisogno di sentirsi amate, coccolate e capite. Attenzione però ai “geni creativi” incompresi che si rifiutano di guadagnarsi da vivere con professioni tediose e tipicamente umane e cercano chi li mantenga e creda nel loro genio. E attenzione a salvare quegli “ipersensibili” (cosiddetti) che si rifugiano in droghe ed alcol per annebbiare i sensi e fuggire dal mondo – vi trascinerebbero in un vortice buio che non vi appartiene e da cui solo loro possono uscire. Nettuno è un mago delle illusioni!

Per concludere, se romanticismo, gentilezza e sensibilità è ciò che cercate in un partner, gli amici Pesci ve ne daranno in abbondanza, ma se amate affidabilità e fedeltà, oppure dinamismo e praticità vi consiglio di cercare altrove nello zodiaco, onde evitare cocenti delusioni.



Come Trattare i Pesci

Con carezze, candele, molta gentilezza e con frasi dolci e romantiche, come se tutto fosse magico e perfetto, creando un mondo immaginario dove lo squallore non esiste. La cruda realtà è troppo deprimente e se insistete nel presentargliela, l’amato Pesci sparirà all’improvviso!

Se tenete ai vostri misteriosi partner del segno, cercate di tollerare la loro evasività, a volte snervante. Cercate inoltre di capirli quando sono in preda alle loro eccessive emozioni – non dimenticate la loro ipersensibilità verso il dolore e i limiti della condizione umana. Per quanto talvolta vi appaiano strani gli atteggiamenti dei vostri partner Pesci, non razionalizzate – coccolateli ed amateli! Avrete molto in cambio, ve lo garantisco.

L’inconscio dei Pesci

Come dicevamo, i figli di Nettuno sono “fluidi” e flessibili, ecco perché sono spesso attori di talento. Hanno la naturale capacità di diventare qualcun altro, quindi talvolta riesce difficile capire quale sia la loro vera personalità. La verità è che non esiste un tipico “Pesci”; questa creatura incarna un po’ di tutto poiché la sua empatia e identificazione con la razza umana è considerevole. Non è un destino facile, quindi non prendetevela troppo se appaiono talvolta evasivi!

I Pesci vengono spesso accusati di passività e indecisione e il loro comportamento è spesso enigmatico poiché sono consapevoli che tutto è relativo e che qualsiasi scelta contiene soluzioni positive e negative. Essere in grado di comprendere la relatività di ogni cosa è un grande dono poiché implica tolleranza, ma talvolta la loro tolleranza è così estrema che i figli di Nettuno vengono accusati di eccesso di passività - alcuni sembrano tollerare così bene il dolore inferto dalla vita e dai propri simili da apparire quasi masochisti. Non dimentichiamo che si tratta di un segno mistico, la cui realtà non comprende solo la vita terrena - i Pesci sanno che è “maya”, tutta un’illusione. Questa saggezza un po’ strana, talvolta persino cinica, li accompagna sin dall’infanzia.

Essendo un segno d’Acqua, quindi creatura dalle forti emozioni, il Pesci è capace di “leggere” l’anima e le intenzioni del prossimo, ma, a differenza di Cancro e Scorpione, non sempre usa questa consapevolezza per proteggersi e prevenire, ma “concede” gli abusi. Perché? Fidandosi del destino e di un disegno divino, si arrende con una certa facilità all’inevitabile poiché sa che nulla avviene per caso. Ecco l’ennesima conferma che gli amici Pesci abitano nella nostra realtà, ma non ci vivono completamente.

In altre parole, non condividendo le regole di questo freddo mondo materialista ed essendo poco attenti ai dettagli della vita quotidiana, i figli di Nettuno hanno poca dimestichezza con limiti e confini, non sono particolarmente bravi a discriminare, né ad imporsi, e talvolta sanno essere poco pratici e razionali e non proprio affidabili. In compenso gli amici Pesci sono adattabili, malleabili, camaleontici e pieni di compassione; inoltre, la loro splendida immaginazione li conduce oltre i limiti della realtà, e il loro romanticismo permea tutte le aree della loro vita. Se è la mancanza di praticità a causare loro il maggior numero di problemi, è anche vero che un Pesci illuminato, che sia quindi riuscito ad accettare e vivere sia la propria natura divina che quella mortale, sarà veramente una creatura illimitata e completa.

Forse se ci lasciassimo condurre per mano dai nostri gentili amici verso uno stile di vita più mistico, meno rigido e controllato, chissà, prima o poi potremmo trovarci faccia a faccia con il nostro Io divino, ed imparare a vivere finalmente in pace con noi stessi, con meno stress e meno ipocrisie.




         


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