martedì 4 ottobre 2016

I Viaggi dell'Anima - Caratteristiche e Funzioni delle Regressioni Ipnotiche


I VIAGGI DELL'ANIMA (post di luglio riproposto)







                                             Introduzione


“Ci sono più cose in Cielo e in Terra di quante ne sogni la tua filosofia, Orazio”


(William Shakespeare – Amleto)



Per quanto riguarda la vita e specialmente il cervello ed il potenziale umano, poche sono le cose che persino i più grandi possono davvero vantare di poter spiegare senza ombra di dubbio e con totale certezza, purtroppo. Tra questo considerevole numero di cose per cui non si hanno risposte esaustive, si annovera sia la cosiddetta “terapia delle vite precedenti”, sia il motivo per cui sia così efficace nel rimuovere vecchi traumi, complessi, fobie e a volte persino dolori fisici che non rispondono ad altre cure e trattamenti, ma che sembrano sparire come per magia dopo una o più regressioni.

Questo breve articolo, quindi, non offre tanto risposte certe sul perché funzionano i Viaggi dell’Anima (come definisco io le regressioni), quanto sul come funzionano, cosa aspettarsi durante un trattamento. Ulteriori informazioni e dettagli saranno contenuti nel mio libro di prossima pubblicazione, nel quale racconterò anche cosa i ricercatori e professionisti ed operatori del settore sono riusciti a scoprire sull’argomento negli ultimi decenni.

In altre parole, questo breve articolo si prefigge di dare informazioni pratiche per soddisfare le curiosità dei non addetti ai lavori interessati all’argomento e che stanno forse contemplando la possibilità di investire del denaro per fare una regressione.

A coloro che sono mossi dalla curiosità di sapere se sono stati Cleopatra o Napoleone, mi affretto a comunicare l’ovvio, e cioè che la stragrande maggioranza di coloro che fanno Viaggi dell’Anima/Inconscio, o sedute regressive, oltre il 99% rivedono/rivivono vite molto ordinarie e persino noiose – quindi comunico senza mezzi termini che, se motivati solo dalla curiosità, meglio cercare eccitazione altrove risparmiando il proprio denaro, direi.

Ma qualora una regressione fosse motivata dal desiderio di riportare a galla vecchi talenti già maturati e sepolti nell’inconscio o dal desiderio di acquisire maggior benessere ed autostima in questa esistenza attuale (che, in ultima analisi, forse è ciò che conta di più), esorterei il lettore a continuare la sua lettura, cercando delle potenziali risposte ad eventuali quesiti nelle pagine che seguono.





Come si Accede alle (cosiddette) Memorie e Come Funziona una Seduta Ipnotica Regressiva


Questo breve articolo si svilupperà attraverso una serie di domande e risposte che si spera possano soddisfare la curiosità di una persona potenzialmente interessata ad esplorare i Viaggi della propria anima (nell’inconscio) attraverso la regressione.



D: Cos’è l’ipnosi?


L’Ipnosi è uno stato di attenzione e concentrazione focalizzata sulla propria interiorità ad esclusione di tutto il resto, nonché uno stato di coscienza automatico e naturale in cui ci si trova diverse volte al giorno, a seconda di quali attività occupano la propria mente e coscienza.

In realtà è uno stato di profondo rilassamento fisico molto piacevole, una trance in cui sprofondiamo automaticamente mentre leggiamo un bel libro o guardiamo un bel film, per capirci. E’ anche uno stato nel quale siamo più aperti alle suggestioni e quindi una condizione ideale per riprogrammare in modo positivo e sano il proprio inconscio (volendo), influenzando quindi positivamente sia il proprio presente che il futuro.

E’ bene sapere che qualora si sprofondasse in uno stato ipnotico molto profondo e ci si addormentasse, ci si risveglierebbe riposati e vigili come sempre, senza conseguenze negative. La realtà è che l’ipnosi è sempre auto-ipnosi poiché non è uno stato che si può imporre – occorre avere la volontà di ascoltare e seguire le direttive e le suggestioni altrui.



D: Qual è la differenza tra ipnosi e meditazione?


Sebbene l’ipnosi sia uno stato molto simile alla meditazione, mentre la meditazione è uno stato prettamente passivo nel quale ci si focalizza sul respiro, su un pensiero o una immagine per raggiungere la totale tranquillità interiore, la trance ipnotica è uno stato più attivo durante il quale possiamo guidare la mente attraverso un processo che facilita l’emergere dall’inconscio di alcune informazioni e alcune risposte a varie problematiche.

Nella trance ipnotica si opera e si procede con uno scopo ben preciso, per esempio con la volontà di scoprire informazioni o di far emergere talenti e convinzioni positive su sé stessi. Come detto, nello stato ipnotico non si perde mai il controllo, sia che sia qualcuno a guidarci, sia quando pratichiamo l’auto-ipnosi.



D: Credere nella reincarnazione e nel karma è condizione essenziale per poter usufruire dei benefici delle regressioni?


Assolutamente no. Il punto forte delle regressioni è che hanno un effetto positivo indipendentemente dalle proprie filosofie e dai propri credo. Per quel che ne sappiamo, ciò che emerge dall’inconscio in una seduta regressiva potrebbero essere metafore usate dall’anima per comunicare ciò che è rimasto inesplorato, non del tutto sviluppato oppure bloccato nelle memorie collettive dell’umanità e la cui programmazione continua nel tempo (come un disco incantato) se non fermata o riprogrammata e che influenza le nostre vite.

Detto ciò, milioni di persone nel mondo, specie in India e in Tibet, credono nella reincarnazione ed esistono studi seri fatti da professionisti occidentali le cui ricerche sono a disposizione e si possono facilmente leggere (ved. per esempio le ricerche tradotte in italiano del dottor Ian Stevenson sulle memorie di altre vite dei bambini – link qui sotto)



D: E’ sempre necessario usare ipnosi formale per regredire a ricordi di vite precedenti o memorie dall’inconscio collettivo, che dir si voglia?


In teoria no, anche se in pratica c’è chi asserisce che tutti i metodi 

usati siano forme ipnotiche. Una tecnica molto usata con successo, 

per esempio, nota agli addetti ai lavori come “bridging” 

(connettere), resa nota da Netherton, prevede che ci si focalizzi sulle emozioni 

connesse ad un problema o su una particolare frase che descrive un  problema 

– la ripetizione di questa frase dal forte contenuto emotivo, a quanto pare, facilita l’apertura delle porte dell’inconscio, con conseguenti ricordi e memorie che 
affiorano dall'inconscio (personale o collettivo).


Un facilitatore in gamba, ascoltando ciò che dice il/la cliente, sa trovare il filo conduttore e, cavalcando l’onda emotiva, per così dire, è in grado di trovare le frasi adatte da ripetere per sollecitare le reazioni giuste con conseguenti memorie emergenti, anche provenienti da diverse vite, connesse tra di loro da un tema comune da esplorare e risolvere. Una volta emerso il ricordo e rivissuta l’emozione ad esso connessa, si perde gradualmente sensibilità verso tale emozione, la quale, essendo meno “carica”, perde di importanza e di capacità di influenzare la propria psiche.

Bisogna tenere in considerazione che l’inconscio in realtà è un chiacchierone e se gli si dà la possibilità di esprimersi, lo farà in molteplici modi: attraverso sogni, emozioni improvvise, sensazioni di dejà vu, odori o persino canzoncine e motivetti che riportano a galla certe memorie. 

Per esempio, se una persona prova angoscia e panico ogni volta che si avvicina all’acqua con la convinzione interiore che recita “Non sono al sicuro, non sono al sicuro”, una volta in stato di rilassamento, con o senza l’aiuto di un facilitatore, la persona può focalizzarsi sulle sue sensazioni e ripetere nella sua testa “non sono al sicuro, non sono al sicuro” diverse volte finché non affiorano specifiche immagini che spiegano da dove deriva il problema o la convinzione originariamente.

Facendo ciò, la persona potrebbe rivedere sé stessa da bambina, a galla in un mare molto freddo, con di fronte una nave che affonda di fronte a lei mentre lei tenta di mantenersi a galla senza smettere di cercare con gli occhi il fratellino ed i suoi genitori. Dopo una serie di tentativi di gridare aiuto o portare in salvo sé stessa e il fratellino, alla fine vede sé stessa perdere la vita affogando, mentre la convinzione che l’acqua non sia un elemento sicuro e sia in realtà pericolosa si solidifica nella sua psiche e nel suo inconscio.

Una volta riemersa questa specifica memoria, la persona può conservare un sano atteggiamento di cautela nei confronti del mare, senza però percepirlo come una minaccia per lei nell’attuale esistenza, alleggerendo notevolmente la carica emotiva ed irrazionale che le aveva causato tanta angoscia in presenza dell’acqua o del mare in precedenza. In certi casi è consigliabile rivivere prima qualche memoria positiva e leggera per prendere confidenza con i Viaggi nell’inconscio, prima di avventurarsi nell’esplorazione di situazioni più complicate e/o emotivamente più pesanti.



D: Occorre cedere il controllo in stato di ipnosi?


A differenza dei tristemente diffusi equivoci e delle idee sbagliate promosse anche dai film di Hollywood, nessuno perde il controllo in uno stato di ipnosi, che è in realtà non solo una condizione normalissima in cui ci si ritrova diverse volte al giorno, ma che è, a dire il vero, uno stato di attenzione molto concentrata diretta all’interno di noi stessi. Volendo si può mentire in trance (sotto ipnosi) e si può uscire dalla trance in un istante semplicemente aprendo gli occhi. In qualsiasi momento. Quando guidiamo pensando alle nostre cose o laviamo i piatti in modo automatico mentre la mente vaga, siamo in realtà in uno stato di leggera trance.


D: Quali sono i benefici dell’ipnosi e cosa implica la trance ipnotica?

La ricerca medica, con l’avvento dell’elettroencefalogramma, ha stabilito non soltanto che ci sono diverse frequenze nelle onde cerebrali, le quali tendono ad essere associate ad attività diverse, ma anche che in uno stato di ipnosi c’è un cambiamento benefico nel modo in cui funziona il cervello. Inoltre, misurando l’attività elettrica dell’encefalo (nel cervello) con l’elettroencefalogramma, si è notato che la trance/ipnosi e la meditazione hanno molti fattori e molte caratteristiche in comune.

Anzitutto, in entrambi i casi ci si può trovare sia in stato Alfa che Theta, e a volte, anche se più raramente, anche in Delta poiché quasi sempre in Delta si è passati dall’ipnosi al sonno. La cosa interessante è che in stati di rilassamento regolarmente vissuti e percepiti, alla lunga si acquisisce maggiore capacità di concentrazione e di apprendimento, un abbassamento di pressione e maggiore serenità nell’affrontare le sfide quotidiane, per esempio. Passiamo ad una breve descrizione delle onde cerebrali, le frequenze elettriche del cervello.

Le onde cerebrali si distinguono principalmente in Beta, Alfa, Theta, Delta e Gamma. Quando una persona è impegnata in una normale attività fisica o in un’attività cerebrale che richiede logica e ragionamento, le onde Beta, che rappresentano la capacità di elaborare coscientemente i pensieri, saranno dominanti, mentre in condizioni di maggior riposo mentale e/o fisico, saranno le onde Alfa ad essere dominanti. Le onde cerebrali Alfa denotano un equilibro tra l’emisfero destro e quello sinistro del cervello, favorendo qualsiasi attività creativa, inclusa l’attivazione del proprio immaginario interiore; in teoria le onde Alfa agevolano la creatività e la connessione con la Coscienza Collettiva. La visualizzazione è più facile e la capacità di immaginare è acuita, così come lo sono le facoltà di apprendimento e di memorizzazione. Inoltre, la nostra intuizione alza il volume quando il cervello è in Alfa.

Si registra una preponderanza di onde Theta nel cervello quando il corpo è fermo, si è concentrati sulla realtà interiore, si hanno gli occhi chiusi e si è in uno stato di intensa attenzione interiore, rendendo poco sicuro operare o muoversi nella realtà fisica. Questo è lo stato principalmente connesso con l’Inconscio Collettivo e si dice che le onde Theta favoriscano in teoria l’attivazione di aree del cervello precedentemente inutilizzate. Le onde Theta, da 4 a 7 cicli per secondo, sono associate con le più profonde esperienze di ipnosi, meditazione e di creatività. E’ stato scoperto che il ritmo di un tamburo percosso quattro volte e mezzo al secondo (a mò di onde Theta) facilita la trance sciamanica e le esperienze meditative dei Buddisti Tibetani.

Va sottolineato che non occorre per forza raggiungere trance profonde per far riaffiorare le cosiddette memorie di vite precedenti – in realtà bastano le onde alfa ed una condizione di leggerissima trance, facilmente raggiungibile con qualche profonda inspirazione, qualche musica che ricrea ambienti naturali o persino con il suono delle campane tibetane. Però è interessante notare che lo stato di dormiveglia che porta dalla veglia al sonno (detto stato ipnagogico) o dal sonno alla veglia (stato ipnopompico) ), molto simile all’ipnosi, è caratterizzato da una preponderanza di onde Theta.

Le onde Delta dalla frequenza più lenta, da 5 a 4 cicli per secondo, saranno preponderanti in condizioni di sonno profondo, ad onde lente. Esse sono associate alla guarigione, alle esperienze premorte, al coma e alla cosiddetta Coscienza/Energia Universale, al Superconscio, al Sé Multidimensionale e all’Unità del Tutto. Le onde Gamma dalla frequenza velocissima sono associate a lampi di genio e a funzioni cognitive superiori; uno studio sui monaci Tibetani ha dimostrato che le onde Gamma sono molto presenti mentre in profondo stato meditativo.

Molto resta ancora da scoprire riguardo alle onde Gamma, Iper Gamma, Lambda ed Epsilon e alle percezioni ed al potenziale umano ad esse connesso. Per tornare alla domanda in questione, lo stato di trance può dare accesso ad ogni tipo di memoria sepolta nell’inconscio, sia essa positiva (come per esempio un talento non ancora emerso o totalmente sviluppato), sia essa traumatica, che in questo caso dà invece adito ad una serie di problemi nell’attuale incarnazione, spesso apparentemente senza spiegazione.

Una memoria traumatica in realtà è paragonabile ad una registrazione rimasta attiva da molto tempo, ma da molto tempo non più necessaria e spesso pure priva di uno scopo utile, ma esistente ciononostante – quindi causa di disagio. Occorre quindi trasformarla e riprogrammarla e a questo principalmente servono le sedute di regressione ipnotiche. Inoltre, a volte le regressioni assistite da uno stato di trance aiutano persino a gettare luce e quindi a capire e a realizzare lo scopo principale della propria attuale incarnazione.

Nonostante la pessima reputazione e la considerevole disinformazione relativa all’ipnosi ed al suo scopo e potenziale, guadagnata anche grazie agli ipnotisti da palcoscenico, gli stati ipnotici offrono in realtà molti benefici oltre a quelli evidenti, in quanto si acquisisce una maggiore chiarezza e pace interiore e si permette al corpo di rilasciare stress e tensioni, liberando energia da usare in modo più proficuo in futuro. Inoltre, il cliente acquisisce maggiore consapevolezza e controllo su sé stesso e sul proprio comportamento. Il facilitatore può ricoprire il ruolo di un navigatore, per intenderci, ma è il cliente alla guida, sempre e comunque. Resta lucido e, come detto, può anche mentire se così desidera. Non perde assolutamente il controllo in nessun caso.



D: E’ vero che non tutti possono essere ipnotizzati?


Secondo alcune teorie, circa il 10% degli esseri umani non risponde all’ipnosi, specialmente le persone eccessivamente razionali, coloro che faticano a seguire le istruzioni, a rilassarsi o a concentrarsi. Dal momento però che la trance ipnotica è uno stato di coscienza così naturale per un essere umano (vedi lo stato ipnagogico e ipnopompico spiegati sopra), direi che sarebbe più corretto dire che non tutti possono essere ipnotizzati dagli stessi metodi e dalle stesse persone!

Uno dei fattori più importanti e favorevoli al processo ipnotico è la fiducia. Se c’è qualsiasi dubbio nella propria mente sul potersi fidare della persona che è lì per facilitare la trance in noi, difficilmente seguiremo le istruzioni date o daremo a noi stessi il permesso di rilassarci completamente.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono le proprie aspettative. Se ci si aspetta che accada qualcosa di soprannaturale e la propria voce interiore continuerà a domandarsi quando ciò avverrà, non solo si rimarrà molto delusi, ma non ci si rilasserà a sufficienza per facilitare la trance. La stessa situazione si incontrerà se ci si preoccupa troppo di riuscire a visualizzare. Non tutti “vedono” – le situazioni che emergono dall’inconscio a volte si percepiscono, si “sentono”, eccetera. 

A volte si hanno i dettagli senza necessariamente essere visivi o sapere come; è una certezza e basta. Siamo tutti diversi, per fortuna. La cosa importante è mantenere un atteggiamento di curiosità senza eccessive aspettative. Ma per rispondere alla domanda, è davvero molto, molto raro non riuscire ad avere accesso alle memorie che si vogliono esplorare - che si tratti di memorie effettive o libere associazioni o contenuti dell'inconscio personale o collettivo... L'importante è l'effetto benefico registrato e non grandi certezze su presunte verità che nessuno può vantare di avere.



D: Cosa succede durante una seduta esattamente?


Il cliente di solito è in una posizione molto comoda su una poltrona o un lettino che permette l’estensione delle gambe e della schiena, ma preferibilmente non del tutto stesa, in quanto ricorda troppo il sonno e lo scopo di una seduta non è dormire. Ad occhi chiusi il cliente focalizza la propria attenzione sul respiro. Il facilitatore gradualmente e gentilmente induce un profondo stato di rilassamento fisico ma di allerta mentale, nel quale le distrazioni vengono estromesse dallo spazio psichico del momento.

Si tratta di istruzioni molto semplici da seguire con l’immaginazione e che inducono in modo semplice e sicuro uno stato di trance ipnotica. Una esperienza molto comune in ipnosi è la percezione distorta del tempo che passa. Anche se dovessero emergere memorie spiacevoli o difficili, una volta guidati attraverso alcuni esercizi di guarigione e trasformazione, le memorie alla fine vengono rese emotivamente neutrali e quindi la carica negativa svanisce alla fine della seduta. E’ normale percepire un senso di sollievo dopo una seduta regressiva.

Una volta fisicamente rilassato e mentalmente concentrato, il cliente viene incoraggiato attraverso alcuni semplici esercizi a descrivere le proprie percezioni, che siano visive, uditive o cinestesiche (sensazioni ed emozioni). Spesso ciò viene premesso dalla richiesta di una breve descrizione del proprio compagno di banco preferito, oppure della propria porta di casa o della propria camera o salotto – di qualsiasi cosa/memoria aiuti il cliente a decifrare in quale modo “visualizza” o registra e percepisce le proprie memorie. In questo modo, dopo questa breve conferma, sarà più facile per il cliente rilassarsi e lasciar fluire le esperienze che emergono.

Quasi sempre le istruzioni che seguono poi conducono il cliente alla visualizzazione di una gradinata, di una scalinata con gradini o di una scala mobile che porta giù, sempre più giù nel suo mondo interiore, rilassando ulteriormente il sistema nervoso e approfondendo lo stato di trance ipnotica. Una volta in fondo, la persona crea con la propria immaginazione un posto magico e sicuro nel quale rifugiarsi, tutte le volte che lo desidera e quando vuole, per guarire o per rivisitare altre vite e consultare il proprio Inconscio e/o Io Superiore o le proprie Guide.

Questo sarà anche il luogo dove il cliente potrà rifugiarsi qualora le memorie diventassero troppo traumatiche; in quei rarissimi casi, il cliente potrà decidere di continuare la seduta senza emozioni, in modo distaccato, volando al di sopra della scena mentale, mentre si rifugia nel luogo magico appena creato nel suo spazio psichico. Dopotutto si tratta di uno spazio psichico con regole diverse da quelle del mondo materiale – tanto vale crearne di nuove come si vuole. A onor del vero, le memorie o il materiale che emerge dall’Inconscio è talmente interessante che sarà molto raro decidere di interrompere la seduta.

Ci penserà il facilitatore a tenere il cliente entro spazi psichicamente sicuri e ad evitargli traumi inutili. Spesso le sedute iniziano chiedendo all’Inconscio o al Superconscio di mostrare dettagli che portino alla situazione nel passato che ha dato luogo ad un determinato problema o disagio attuale che si vuole risolvere nella propria vita.



D: E’ possibile rivedere in diverse sedute la stessa vita passata?


Assolutamente sì – anzi è una cosa molto diffusa. Una volta aperta la porta a memorie di vite precedenti, è molto comune che 5 o 6 specifiche incarnazioni “spingano” per salire a galla ed essere rivissute/ricordate e tornano a galla quasi a sottolineare che occorre esplorare le diverse tematiche ad esse relative  e in diverse angolazioni prima di poter passare ad esaminare altri argomenti, per così dire.



D: E’ possibile che il cliente si stia immaginando tutto?


Per quanto sembri strana la risposta, la sensazione che avrà il cliente sarà esattamente quella in quanto la mente logica, che non dorme, non comprende come sia possibile avere consapevolezza di certe immagini o informazioni!

Chiariamo che l’immaginazione, tanto bistrattata dalla civiltà occidentale, è la lingua dell’Inconscio e dell’emisfero destro del cervello ed è una facoltà preziosa, senza la quale moltissime scoperte scientifiche non avrebbero mai avuto luogo.

Durante una regressione ci si sente esattamente come ci sentiremmo se una persona ci dovesse chiedere di ricordare una nostra vacanza di qualche anno fa e descrivergliela e raccontargliela. L’esperienza è quasi identica. Una volta iniziato il racconto, si aggiungono mano a mano memorie e dettagli e così accade anche durante una regressione. Salvo rari casi, non si tratta assolutamente di una percezione come in un film – sono più immagini a volte disgiunte, ma che piano piano hanno un senso, anche se a volte occorre “viaggiare” avanti e indietro nel tempo con la mente e l’immaginazione.

Persino le persone che dicono di non vedere nulla sembrano in grado di rispondere a domande relative al personaggio che stanno visitando, al periodo storico o geografico e ad altri dettagli – non sanno come lo sanno, ma conoscono i dettagli; li conoscono o perché le risposte arrivano rapide, perché magari le percepiscono emotivamente o in qualche caso le vedono chiaramente, oppure per una combinazione di fattori. La cosa importante resta quella di ottenere il maggior numero di dettagli ed informazioni senza stimolare troppo la mente logica, la quale porterebbe immediatamente fuori dallo stato Alfa e quindi fuori dalla trance.



D: E se si trattasse di pura fantasia, come nel caso della criptomnesia?


Non è tanto importante verificare storicamente i dettagli emersi in una regressione ai fini di dimostrare che la memoria emersa sia una memoria “vera”, quanto la rimozione di vecchi traumi o la trasformazione di convincimenti errati o promesse e contratti antichi e desueti che non occorre più rispettare e onorare. Dopotutto, anche se in parte si trattasse dicriptomnesia (frammenti di memorie di film o favole o rappresentazioni teatrali viste o udite molti anni prima, ma puntualmente dimenticate), per quale motivo sarebbero emersi determinati “ricordi” e dettagli e non altri? C’è sempre un motivo se i Viaggi nell’Inconscio della nostra Anima rivelano certe dinamiche e non altre e la cosa importante, il vero scopo di queste sedute, è la trasformazione e la guarigione da vecchi traumi, il vivere meglio e lo sviluppo del nostro potenziale positivo, dopotutto.



D: Vista la terribile storia dell’umanità, esiste una connessione tra le varie fobie, traumi e comportamenti apparentemente deviati di cui certe persone sembrano essere vittime in questa esistenza e le tragedie occorse nei secoli, le barbarie commesse da umani contro altri esseri umani in altre parole?



Un elenco dei temi e delle storie comuni e dei complessi emersi durante le regressioni si trova nel mio libro in preparazione. Uscirà verso la fine dell’anno sia in versione kindle che in cartaceo su amazon.it


























Patrizia Trotta si è formata in Inghilterra ed è Dottore di Ricerca specializzata in Scienza dell'Educazione Transpersonale (PhD Ed) con specializzazione in Psicologia Transpersonale attraverso la sua Laurea Triennale in Psicologia (BSc) seguita da un Master of Science (MSc) in Consciousness and Transpersonal Psychology (Studi sulla Consapevolezza Umana e sulla Psicologia Transpersonale), quindi in ricerche per lo Sviluppo del Potenziale Umano e della Sovranità del Sé.

Le sue ricerche continuano nel campo della Psicoenergetica, l’emergente quinta forza in Psicologia che si occupa di energie (le altre quattro forze sono: psicoanalisi, comportamentismo, psicologia umanistica e transpersonale).


L’autrice inoltre si occupa da oltre 30 anni di astrologia psicologica ed esoterica (Certificato e Diploma della White Eagle School of Astrology) e dal 1991 anche di cristalloterapia (Diploma International College of Crystal Healing) ed altre discipline relative all'esoterismo occidentale e allo sviluppo del potenziale umano. 

Attualmente sta aggiornando e completando la sua formazione come ipnologa e come ipnologa specializzata in regressione alle vite precedenti, argomento su cui presto pubblicherà due libri (di cui uno sulla reincarnazione) e sul quale discuterà anche in questa sede, aggiungendo ulteriori post a tale proposito.





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Qualche libro utile oltre a quelli già precedentemente segnalati in questo blog:





































































martedì 27 settembre 2016

PSICOENERGETICA – DI COSA SI TRATTA


PSICOENERGETICA


UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE IL PROPRIO SVILUPPO E LA PROPRIA CRESCITA, UTILE SOPRATTUTTO ALLE NUOVE GENERAZIONI





Leggendo le informazioni apparse nei due post precedenti sulle nuove generazioni e la nuova coscienza, si può dedurre che, fino a prova contraria, a differenza di ciò che tendenzialmente si legge in libri, articoli ed interviste, i cosiddetti Indaco (giovani e adulti) non sono presenti in massa sul pianeta per introdurre una nuova coscienza, bensì per accelerare la consapevolezza collettiva di un nuovo archetipo emergente e relativi nuovi bisogni e modi di percepire la realtà, adeguando quindi il modo di operare in essa.
Le ricerche sui vari modelli di sviluppo delle varie coscienze sviluppate attraverso le ere storiche, discussi nei due post precedenti, indicano che l’emergenza di un nuovo modo di percepire la realtà, la famosa “Coscienza Integrale/Autentica” era stata ampiamente prevista. Non si tratta di una sorpresa. E’ chiaro che una nuova coscienza collettiva richiede nuove soluzioni ed approcci non solo all’istruzione delle nuove generazioni, ma in tutte le aree della vita. Dall’istruzione, però, dipendono moltissime cose ed ha un’influenza determinante su come si strutturerà il futuro.
Purtroppo il nostro Paese investe troppo poco sui giovani, sul futuro e sui modelli innovativi di educazione per loro.  La corsa verso potere e denaro, come mostra la ricerca internazionale e la nostra storia attuale, ha portato, e continua a portare, a scelte distruttive sia per il pianeta che per un sano sviluppo psico-fisico e spirituale di massa, ignorato perché non porta guadagni immediati. I giovani in particolare sono sfiduciati e poco incentivati a rispettare gli adulti. Del resto, si trovano ben pochi modelli di sana gestione di potere e saggezza da emulare e i giovani ne hanno un gran bisogno!
Molti contano sulle soluzioni innovative che in teoria porteranno le Nuove Generazioni (soprattutto i “Millennials” – ved. libri dei sociologi Strauss & Howe), ma cosa stiamo dando loro in cambio? Il modello economico basato sul consumismo non solo non funziona, ma toglie futuro e speranze alle Nuove Generazioni.  Questa situazione viene denunciata quasi giornalmente, ma queste tematiche continuano ad essere ignorate!
L’istruzione non funziona e i giovani reclamano il bisogno di avere più etica, guida saggia e nutrimento spirituale (che non è sinonimo di religioso). Questo emerge dalle ricerche di Sohail Inayatullah et al. e di Guy Claxton, tra gli altri. La prevalente risposta o il rimedio, per ora, è sfornare diagnosi di deficit di attenzione. Quale persona dotata di un cervello veloce, nonlineare e spesso multidimensionale, costretta a seguire lezioni noiose e irrilevanti, impartite da insegnanti noiosi  e spesso privi di vitalità e creatività, non svilupperebbe deficit di attenzione e iperattività?
Le persone non sono contenitori vuoti da riempire – hanno diritto ad esplorare sé stesse e a cercare risposte, anche se parziali, al senso della loro vita e del creato. Devono imparare a fare domande e a volte a convivere coi paradossi. L’istruzione è importante e serve ad aprire menti, non a creare robot. Serve ad imparare anche come si vive e su cosa basare le proprie decisioni. E’ inutile imbottire ragazzi e adulti di nozioni scientifiche parziali spacciate per definitive – la scienza continua ad evolvere e quindi teorie e conclusioni sono sempre temporanee, mai da prendere come certezze definitive.
Le fonti di informazione, soprattutto meno ortodosse, forniscono parecchi spunti di riflessione, ma il curriculum scolastico non prevede che si esplori e tende a riciclare ignoranza e risposte molto approssimative fornite dalla scienza ortodossa, soprattutto in aree fondamentali per l’essere umano.   Se la risposta ai bisogni nuovi è tenere bambini, giovani e adulti tranquilli e “sotto controllo”  imbottendoli di farmaci (tipo Xanax, Ritalin, ecc.),  i cui effetti deleteri su corpo e psiche non sono stati nemmeno misurati, siamo nei guai. Occorre avere il coraggio di rivedere tutto e di dare una scossa allo status quo!
Il primo dei due studi che compongono il mio dottorato di ricerca, focalizzato sul fenomeno Indaco e le Nuove Generazioni, ha fornito indicazioni sui loro bisogni e informazioni circa gli interventi educativi già applicati con successo. In sintesi, molti di questi giovani sembrano mostrare tendenze verso ciò che nella Scala dei bisogni e valori di Maslow viene definito “self-actualization” (autorealizzazione o attualizzazione del Sé, cioè lo sviluppo del proprio potenziale) e persino verso l’ultimo gradino identificato da Maslow negli ultimi anni della sua vita e spesso nemmeno citato nei libri di psicologia, cioè la Trascendenza (ved. grafico sotto)

PIRAMIDE (dei bisogni) DI MASLOW
Come detto, quest’ultimo livello ha a che fare con la trascendenza (“self-transcendence” oppure “transcendent actualization”) e con questa si intende un’espansione di coscienza che include dimensioni che trascendono i limitati bisogni dell’ego per includere anche l’ambiente, la sua sostenibilità, e l’universo stesso. E’ chiaro che il proprio potenziale inesplorato e la preoccupazione per il benessere di tutto il creato, in altre parole una sete di giustizia equa e di miglior distribuzione delle risorse, assume gradualmente un’importanza sempre maggiore. Queste non sono tematiche che ci possiamo permettere di ignorare ancora a lungo.
Il secondo dei miei due studi verte su modelli di educazione già esistenti ispirati dal transpersonale. Ho usato una tipologia di ricerca qualitativa per esplorare diversi progetti educativi basati sulla psicosintesi di Roberto Assagioli. Oltre al loro curriculum e alle varie tecniche usate, mi interessava investigare eventuali visioni che accomunano tali progetti e verificare se potessero emergere elementi nuovi che potessero informare sia la scienza dell’educazione olistica che quella ortodossa, per così dire.
In sintesi, è emerso un elemento in particolare, trovato in entrambi i miei studi, che sembra meritevole di attenzione e sviluppo – cioè la Psicoenergetica. La sua rilevanza sembra essere in termini di:
1) Insegnamenti connessi alla consapevolezza che tutto è energia, incluso l’impatto che hanno i propri pensieri, gli atteggiamenti e le emozioni sulla coscienza, sul modus operandi, sulle proprie decisioni, sulla materia (corpo umano incluso) e sulle relazioni interpersonali di tutti i tipi. Questa è una forma di educazione basata sull’accresciuta auto-consapevolezza.
2) Espansione di coscienza che include dimensioni che vanno oltre l’essere umano ed i suoi bisogni immediati apparenti. In altre parole, si educano gli individui a rapportarsi al mondo che li circonda con una coscienza eco-sostenibile, in modalità Integrale/Autentica che necessita di:
3) Usare energie transpersonali e incanalarle attraverso il corpo, sviluppando modalità multisensoriali per ricavare informazioni da diverse dimensioni e forme di vita. Si tratta di un modo diverso di apprendere e di conoscere.
E’ interessante notare che la Psicoenergetica è stata identificata dallo psichiatra Roberto Assagioli (fondatore della Psicosintesi) negli ultimi anni della sua vita (anni ’70)* e prevista come una forma di Psicologia emergente (la “quinta forza”), che avrebbe seguito e trasceso la Psicologia Transpersonale, nota come la quarta forza (dopo il Comportamentismo, Freud e il movimento Umanistico da cui si è sviluppato il Transpersonale – quest’ultima è stata la prima corrente che ha iniziato ad esplorare e a prendere sul serio la dimensione spirituale dell’essere umano).
Questa nuova psicologia emergente, o quinta forza, secondo le previsioni di Assagioli, sarebbe emersa quando l’umanità avesse iniziato a dare segni di accresciuta sensibilità verso le energie sottili (per ulteriori informazioni sulla psicoenergetica ved. il sito http://www.psicoenergetica.it/index.htm )
  • Assagioli, R. (1973). Le Nuove dimensioni della Psicologia. Istituto di Psicosintesi di Firenze: Lezione 1a.









UNA DEFINIZIONE DI PSICOENERGETICA SECONDO LA MIA RICERCA
La Psicoenergetica descrive qualsiasi disciplina o tecnica che aiuti a sviluppare la consapevolezza di come l’energia di pensieri, emozioni e atteggiamenti influiscano sulla propria coscienza, sulla materia (incluso il corpo) e sulle relazioni interpersonali di ogni tipo e quindi sulla propria realtà.
La Psicoenergetica coinvolge tutte le funzioni psicologiche (intuizione, immaginazione, desiderio/impulso, sensazioni, emozioni, pensiero) allo scopo di sviluppare l’auto-consapevolezza e promuovere l’espansione della coscienza. La Psicoenergetica coltiva e aggiunge una accresciuta sensibilità alle energie sottili e consapevolezza del ruolo della coscienza risvegliata.
Molto spesso, però, sia la Psicoenergetica che il modello psicosintetico vengono ancora percepiti e usati a scopo terapeutico piuttosto che come modelli per lo sviluppo indipendente e autonomo dell’essere umano senza l’ausilio di terapisti di varie denominazioni (ved. per esempio gli scritti lasciati da Martha Crampton). Per i miei gusti, questo modo di pensare mostra ancora troppo attaccamento al cosiddetto “modello medico”.
Inoltre, quei pochissimi centri di Psicosintesi in Europa e America che usano sia la Psicosintesi che la Psicoenergetica per favorire lo sviluppo del proprio potenziale (principalmente attraverso nozioni esoteriche e teosofiche), tendono a tenere nascosti tali corsi e ad evitare di associare pubblicamente la Psicoenergetica alla Psicosintesi, forse per timore di perdere di “credibilità”. Anche Jung con la Gnosi e Assagioli con la Teosofia tendevano ad operare in modo più velato in queste aree, ma quelli erano altri tempi.
Oggi occorrono più coraggio e autenticità per essere credibili e stimati, soprattutto dai giovani. A me pare che questi atteggiamenti non solo non favoriscono la diffusione della Psicoenergetica, ma ne mortificano l’effettivo potenziale e l’effettiva utilità per le Nuove Generazioni e per coloro che già manifestano una nuova coscienza. Inoltre, per via del sistema chiuso e nascosto al pubblico, favoriscono anche un atteggiamento elitario (“noi siamo i prescelti”) di cui il mondo, francamente, non ha affatto bisogno.
Ritengo quindi che la Psicoenergetica si debba scindere dal Transpersonale e dalla Psicosintesi, promuovendola allo status previsto da Assagioli – appunto l’emergente quinta forza in Psicologia, ancora tutta da sviluppare, preferibilmente senza modelli medici, né segreti ed elite.
Alla Psicoenergetica, io ho unito gli studi accademici ermetici e le varie ricerche nel campo dell’esoterismo occidentale studiato ormai in accademia (ved. scritti di W. Hanegraaff, N. Goodrick-Clarke, J. Godwin, etc.) e l’ho usata, testata e sviluppata nel tempo e continuo a farlo. Non ritengo difatti saggio continuare a nascondere conoscenze antiche “scartate” dall’accademia cosiddetta ortodossa – lo si è già fatto per secoli e ciò non ha fatto altro che favorire circoli chiusi e culti di vario tipo, che troppo spesso contraddistinguono lo sviluppo spirituale e gli studi transpersonali.
Il fascino delle istituzioni ed il nostro asservimento ad esse (pur di “appartenere” ed avere riconoscimenti) è stato esplorato magnificamente dall’antropologa Mary Douglas; la psicologia cultista (ciò che spinge gli esseri umani, anche persone di grande intelligenza, ad appartenere a sette e culti), invece, è stata esplorata con grande compassione dallo psicologo e ricercatore Arthur Deikman.
In sintesi, tali atteggiamenti sono prettamente umani e nessuno si può davvero ritenere totalmente esente, dal momento che tutti, anche nel piccolo, “appartengono”, sono iscritti o si identificano con qualche forma di istituzione – anche solo attraverso le varie certificazioni a cui ci si sottopone. Queste tendenze, vorrei suggerire, appartengono però ad una vecchia modalità di coscienza.
Una Coscienza Integrale/Autentica è perfettamente consapevole che siamo tutti connessi e tutti noi facciamo parte del tutto – non esistono superiori o prescelti e ciascuno è qui per dare il suo speciale contributo al creato. Indipendenza, libertà, evoluzione di pensiero e responsabilità/sovranità possono finalmente trovare sviluppo ai giorni nostri, senza più rischiare il rogo come l’ermetico Giordano Bruno! Con la libertà di informazione di oggi, limitare il proprio potenziale è una scelta, non più una condanna. I mezzi ci sono e, attraverso Internet, anche disponibili gratuitamente.
In altre parole, la Psicoenergetica è una scelta personale per la propria crescita volontaria e indipendente che trascende il conformismo e non teme l’esplorazione, né abbisogna di eccessive certezze o approvazioni. 


La Psicoenergetica Ermetica in particolare abbraccia la conoscenza acquisita attraverso l’esperienza diretta (così come facevano gli antichi Gnostici).
E’, difatti, esperienziale, si occupa di alchimia/trasformazione personale e contempla la consapevolezza ottenibile da molteplici stati di coscienza. Integra la psiche con l’energia/forza vitale cosmica e questo potenzialmente porta ad una ridefinizione della percezione della realtà, della propria identità ed esperienza. L’esperienza personale e diretta delle energie trasforma e rivoluziona il proprio modo di vedere le cose e il proprio modo di pensare, ed educa e disciplina  le emozioni, elevandole ad un funzionamento più sano e ottimale. In altre parole, essa evita di creare o incoraggiare atteggiamenti vittimistici di chi è privo di potere o tale si percepisce – incoraggia, difatti, la responsabilità e la padronanza di sé e del proprio potenziale.
Essa promuove nuovi modi di relazionarsi e di contribuire alla propria vita e a quella altrui in molteplici dimensioni e favorisce la gestione e l’acquisizione di potere e responsabilità per sé stessi, senza paure o sensi di colpa. Sottolineo che esiste già a livello scientifico un ramo di ricerche chiamato Psicoenergetica, il cui pioniere è il fisico William Tiller, un ricercatore nel campo del potenziale umano. Tiller si focalizza sul ruolo della coscienza umana nel dirigere, attraverso l’intenzione, le energie sottili e studia come queste ultime influenzano la materia (ved. Tiller, 1997, 2007).
La Psicoenergetica Ermetica serve a sviluppare la propria intuizione in modo multidimensionale, allo scopo di ottenere conoscenza e informazioni a tutti i livelli (fisico, emotivo, mentale, spirituale e inter-dimensionale) e di agire in modo saggio, avendo imparato a unire umano e divino; si impara ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte e a seguire il proprio percorso individuale, il personale progetto dell’anima, diretto dal proprio Sé Superiore e non solo dall’ego. La Psicoenergetica Ermetica è influenzata dalla filosofia Ermetica e Neoplatonica e dagli insegnamenti esoterici antichi, riscoperti attraverso il Rinascimento.
La Psicoenergetica Ermetica, inoltre,  abbraccia l’emergente “Archetipo del Rinnovamento” e costruisce il futuro sulla saggezza del passato, integrando tutte le modalità di coscienza del passato (Magica, Mitica, Mentale descritte da Gebser), ma operando con una Coscienza Integrale/Autentica, attraverso la quale umano e divino, microcosmo e macrocosmo interagiscono attivamente.
L’intuizione, le sincronie, la connessione con realtà multidimensionali e interdimensionali ricoprono ruoli chiave in un sistema che abilita gli individui ad operare in modo molto più consapevole, abbracciando il potere e la saggezza di cui sono dotati naturalmente dalla nascita.  Un altro elemento fondamentale è imparare ad usare la propria immaginazione, che nutre considerevolmente la spinta creativa e l’esplorazione del potenziale inesplorato sopito in ciascuno di noi. Il vero potere è dentro di noi e da dentro va sviluppato.
I corsi servono solo a stimolare questa crescita e a facilitare l’esperienza diretta delle energie, dando indicazioni su come usarle al meglio, ma sono inutili se ciò che si apprende non viene applicato ed integrato in modo pratico nella vita di tutti i giorni. Si tratta di un impegno personale verso sé stessi e nulla di più. La mente conscia e quella inconscia, in altre parole, imparano a collaborare in modo molto più attivo e consapevole.
I fondamentali principi ermetici che influenzano la Psicoenergetica Ermetica sono due:
1) Come in Cielo, così in Terra (imparare ad osservare fino a che punto il macrocosmo viene riflesso nel microcosmo della propria vita e della propria coscienza)
2) Come Dentro, così Fuori (imparare ad osservare fino a che punto la propria vita può cambiare quando si impara a dirigere meglio il proprio pensiero, gli atteggiamenti verso sé stessi e gli altri e le emozioni, per scoprire fino a che punto siamo davvero “agenti liberi” e non vittime o pedine né del Fato, né degli altri).

Se continuiamo ad ignorare l’antica saggezza e il potenziale umano, nonché le ricerche già esistenti in questi campi, il risultato sarà che:

1) coloro che legiferano avranno a disposizione molte meno informazioni di quante in realtà siano disponibili; da queste informazioni (e dalla loro incompletezza) dipendono decisioni che hanno un effetto su tutti noi
2) le forme olistiche di istruzione saranno perennemente confinate e limitate a scuole private molto costose
3) la scelta educativa di genitori, educatori e studenti saranno di conseguenza seriamente limitate. L’ortodossia e i tentativi disperati di mantenere lo status quo in un sistema che non funziona forzano un tipo di conformismo che le Nuove Generazioni non digeriscono e non tollerano; la loro sofferenza e frustrazione degenera in comportamenti distruttivi ed auto-distruttivi, che portano a diagnosi superficiali di ADD/ADHD (deficit di attenzione e/o iperattività) e allontanano genitori e studenti dall’esistente, ma inedeguato, sistema educativo pubblico.
Occorre l’integrazione di nuove forme di conoscenza multimodale e multisensoriale, più personalizzata e focalizzata sul dare risposte anche alle domande esistenziali (le ricerche multi-disciplinari in campi alternativi esistono per esplorare chi siamo e da dove veniamo; se non altro, esiste molto materiale su cui discutere ed incoraggiare un dialogo! Queste includono l’archeologia, la parapsicologia, la paleontologia, la geologia, la neonata psicologia positiva e quella transpersonale).
I miei due studi hanno chiaramente indicato che è molto importante che i giovani vengano assistiti nel trovare quale possa essere lo scopo della loro esistenza e a cosa dedicare le loro attenzioni. I giovani sono affascinati dal mistero di sé stessi e meritano delle risposte. Gli individui che soffrono perché ipersensibili hanno diritto a qualche spiegazione e ad essere incanalati verso campi che essi possano esplorare per trovare le loro risposte.
Tutti hanno bisogno di sentirsi ed essere accettati per la loro individualità ed unicità. A nessuno dovrebbe essere chiesto o imposto di conformarsi ad un sistema che soffoca lo spirito, devasta la natura ed è basato su inenarrabili ed incredibili diseguaglianze che ancora tolleriamo dopo secoli e millenni.
I nostri giovani meritano molto di più di una lista infinita di diagnosi e sindromi ed etichette con relative prescrizioni mediche. Essi meritano di poter contare anche su adulti da poter rispettare ed emulare; meritano anche un sistema educativo che veramente aiuti il loro sviluppo, che insegni loro a riguadagnare un senso di mistero e rispetto verso un creato che è misterioso e magico sotto tutti i punti di vista, checché ne pensi una scienza che studia il tutto attraverso le parti, senza vedere il quadro globale, e che non è nemmeno in grado di rispondere alle domande più elementari su ciò che motiva gli esseri umani.  L’intelligenza logica e razionale va unita alla cosiddetta intelligenza del cuore (ved. ricerche dell’HeartMath Institute, per esempio).
L’integrazione della saggezza già acquisita in secoli e millenni passati abilita la connessione tra le diverse forme di intelligenza (Gardner ne ha individuate molteplici, tra cui quella esistenziale); la modalità multi-modale e multi-sensoriale che la nostra coscienza usa per esplorare la realtà e il mondo restituisce un senso di connessione, completezza, potere e responsabilità all’individuo.  La dignità e validità delle proprie percezioni soggettive (l’ipersensibilità alle energie ed alle emozioni altrui, per esempio) non può continuare ad essere negata per doversi conformare, se non a rischio di cadere in patologie schizofreniche. Eppure è questo che un certo ramo della scienza si aspetta.
Come se la cavano gli ipersensibili e gli intuitivi in un mondo come il nostro? Per quanto ancora dovranno essere emarginati, etichettati, drogati o puniti per la loro neurodiversità mentre le varie istituzioni conformiste stanno a guardare?


*     *     *


Una serie di libri dell'autrice (tra quelli di molteplici altri autori, alcuni dei quali  già segnalati in precedenti post) che aiutano ad integrare la Psicoenergetica nel proprio percorso di sviluppo sono in fase di preparazione. Due sono già stati pubblicati, mentre altri due usciranno presto. 

Ecco informazioni utili:









DI ALTRI AUTORI MA DECISAMENTE DEGNI DI NOTA
















































Di prossima uscita della stessa autrice:




               



martedì 20 settembre 2016

L'EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA COLLETTIVA


I GIOVANI E LA COSCIENZA COLLETTIVA





L’aspetto interessante delle Nuove Generazioni è che probabilmente stanno svolgendo la funzione di Prometeo, rendendo evidente agli adulti che tutti gli esseri umani dovrebbero attualizzare e sviluppare il loro potenziale, anche attraverso modi autentici ed empatici di interagire col mondo, incarnando così un archetipo e un tipo di coscienza che rappresentano la prossima fase di evoluzione collettiva e cosmica. Non si può difatti sottovalutare il fatto che l’irrequietezza delle Nuove Generazioni potrebbe stare ad indicare che esse stiano manifestando sintomi di trascendenza dell’ego (transcendent actualization) – l’espressione di un campo di coscienza molto più espanso, attraverso il quale percepiscono una diversa relazione tra sé, gli altri e tutte le forme di vita (Trotta, 2012).

Forse è meglio sottolineare la differenza tra le ultime due fasi identificate da Maslow, cioè l’autorealizzazione (self-actualization) e i bisogni di trascendenza . Mentre la prima descrive un desiderio di realizzazione del proprio potenziale, la seconda cerca di promuovere una causa che va oltre l’ego e il sé, che includa per esempio il bisogno di assistere altre persone o servire cause collettive, la devozione quindi ad un ideale o a una causa (maggiore equità e giustizia sociale, ambientalismo, ecc.), allo scopo di vivere una vera comunione con il tutto che si spinga oltre i confini del sé e dei propri interessi personali (Krippner, 1972, Maslow, 1970, 1971).

Se vogliamo assistere davvero le Nuove Generazioni, come sottolineano anche gli esperti Sisk & Torrance (2001), nuovi modi di apprendere e di educare vanno introdotti ed integrati ai curricula di scuole tradizionali e olistiche e la tendenza ad isolare ed etichettare le neurodiversità va rivista con urgenza.

E’ il sistema educativo nella sua totalità a fallire, non le Nuove Generazioni! Vanno educati diversamente anche gli educatori e i genitori. Una volta ci si rivolgeva a consulenti vari per far integrare i figli “neurodiversi” nei sistemi tradizionali. Oggi ai consulenti i genitori dei neurodiversi ed ipersensibili chiedono per quali scuole optare che offrano garanzie di saper accettare ed educare i loro figli! Non ci si conforma più e non si accetta più tanto passivamente un destino educativo che soffoca i propri figli, determinato da un Ministero dell’Istruzione centralizzato, invece di essere locale.  Sempre di più, sia in America che in molti altri Paesi, si ricorre a istruire i figli in casa o privatamente attraverso scuole speciali e innovative. Ma non tutti se lo possono permettere, quindi interviene l’esperto di turno con prescrizioni mediche sempre crescenti. Come detto, non può essere questa la soluzione. E nemmeno ci si può aspettare che siano solo le scuole a fornire una educazione integrale per i propri figli! “Che anche i genitori si prendano maggiori responsabilità!” – tuonavano gli educatori intervistati nella mia prima ricerca. Una cosa è certa – occorrono nuove forme di educazione, una nuova Educazione Integrale per una Coscienza Integrale che sta emergendo a livello globale (Gidley, 2007). 






UNA NUOVA COSCIENZA INTEGRALE E AUTENTICA

Il ricercatore Ken Wilber è un eminente transpersonalista. Il suo modello postmoderno e Integrale studia e descrive l’evoluzione della coscienza collettiva attraverso i secoli; esso descrive le varie fasi progressive attraverso le quali la coscienza evolve ed ascende verso una identificazione con livelli sempre più sottili e spirituali del creato. Secondo la sua visione, è dalla pura coscienza che tutto viene creato (inclusa materia, mente, anima e spirito) e verso cui tutto evolve in tre fasi principali – dalla fase subconscia e pre-personale, alla individualizzazione e consapevolezza di sé, verso una coscienza transpersonale. Si va, infine, verso la realizzazione di realtà sottili, fino a fondere il tutto in una speciale relazione con Dio/Pura Coscienza.

Filosoficamente parlando, questa evoluzione della coscienza può essere compresa in termini Neoplatonici forse. In pratica, si tratta di un tipo di evoluzione che procede da unità archetipica – l’Universo viene visto come uno Spirito Dormiente che gradualmente si risveglia a sé stesso attraverso la creazione e la consapevolezza progressiva, in un viaggio di  ritorno verso il totale risveglio.

E’ però interessante notare che le varie fasi delineate da Wilber (tranne le ultime basate sui Veda indiani) sono in realtà basate sul lavoro del filosofo Jean Gebser, le cui strutture e modalità (storiche evoluzioni della coscienza collettiva) non descrivono la realtà come effettivamente era attraverso le varie epoche, ma indicano come e attraverso quali filtri gli esseri umani in diverse culture e fasi storiche percepivano la cosiddetta realtà e il mondo. Nessuno può definire in modo esaustivo cosa sia esattamente la realtà – per chi vede oltre i raggi ultravioletti (per esempio gli animali) o è affetto da sinestesia, la “realtà” sarà molto diversa da quella percepita più comunemente (o attraverso filtri più comuni), per così dire.

Ciascuno di noi vede un mondo diverso, colorato anche dalla propria consapevolezza.  Ad ogni buon conto, il modello storico di *Gebser (non tradotto in italiano) descrive le caratteristiche dell’evoluzione graduale della coscienza collettiva e le raggruppa in 5 stadi e strutture principali:

a) Arcaica – caratterizzata da saggezza originale, evoluzione spirituale, totale connessione con natura e cosmo, prevalenza di archetipi femminili

b) Magica – caratterizzata da totale interconnessione e fusione telepatica e shamanica con la natura, sviluppo dell’arte, di forme musicali, artistiche e pittografiche

c) Mitica – definita da una mistura tra magico e logico, con orientamento sempre più mentale, aumento di capacità sociali, scambi di oggetti e idee, diffusione di scritture pittografiche, costruzione di templi, consapevolezza dell’anima come mediatrice tra corpo e spirito

d) Mentale – corrente fase storica caratterizzata dal pensiero astratto, da individualismo ed ego sempre più indipendente, dall’operare in modo razionale, da lingue e alfabeti astratti e non pittografici e da misurazioni matematiche e analisi come mezzi attraverso i quali comprendere il mondo e la realtà

e) Integrale – emergente fase caratterizzata da un modus operandi sempre più spirituale, che evolve verso una fusione tra “conoscenza di testa” e “conoscenza di cuore”, tra razionalità e intuizione e tra fusione tra conscio e inconscio, con funzionamento ottimale di entrambi gli emisferi del cervello.

* Gebser, J. (1949-1986). The ever-present origin. OH: Ohio University Press.



E’ interessante notare che l’emergente Coscienza Integrale teoricamente prevede un modo di funzionare multi-modale, che comprende e reintegra tutte le modalità precedenti, senza esclusioni o preclusioni, secondo le circostanze ed i bisogni del momento. In altre parole, essa ripristina e sviluppa multi-sensorialità ed abilità immaginative innate nell’emergente Coscienza, nonché modi e filtri molteplici attraverso cui interpretare la realtà, non confinandosi ad un approccio solo mentale. Razionalità ed intuizione possono e devono essere attivamente integrate per trovare insieme soluzioni alla crisi mondiale in molti settori, soprattutto l’ambiente e la sostenibilità delle risorse.

Non possiamo, come molti fanno, contare solo sui giovani affinché con la loro creatività possano risolvere i problemi creati dalla scarsa lungimiranza di chi li ha preceduti. Tutti noi siamo coinvolti, a qualsiasi età, essendo tutti co-creatori e custodi di questo meraviglioso pianeta. La Coscienza Integrale è anche caratterizzata da una percezione temporale molto più fluida. Oggi siamo schiavi del tempo e ne siamo ossessionati – usiamo espressioni come “investire” del tempo (in quale banca?), “ammazzare” il tempo (con quale arma?), non avere tempo “da perdere”, e così via. In realtà non è così automatico misurare il tempo, né forse necessario.

Avendo libera espressione di tutte le modalità che hanno preceduto la Coscienza Integrale, ci si libera anche da limiti e percezioni strettamente legate al tempo o allo spazio. Steiner, Assagioli e molti altri hanno molto enfatizzato la necessità dell’uso di intuizione e immaginazione per espandere la nostra coscienza. Steiner ha persino lasciato degli scritti in cui esortava le persone ad allenare la mente a funzionare in molte modalità. In particolare in uno stato che possiamo definire ipnagogico, chi è interessato può esplorare ed apprendere anche dai cosiddetti archivi akashici – una specie di serbatoio eterico che “registra” la storia dell’umanità e anche, se vogliamo, un precursore del concetto junghiano di inconscio collettivo. Tornando al modello di Wilber, lo stadio di consapevolezza che porta ai reami trascendenti è definito livello Centauro.

Questo stadio rappresenta l’attualizzazione di sé e rappresenta il sè integrato e totale, che si eleva al di sopra di corpo, mente, persona e “Shadow” (Ombra – cioè ciò che ci caratterizza, ma che non gradiamo, che ignoriamo e quindi tendiamo a proiettare su altre persone), pur integrandole. Questo livello di coscienza si connette alla visione di Maslow di una nuova psicologia e di una nuova consapevolezza nell’umanità, che egli descrisse negli ultimi anni della sua vita.

Gli ultimi due stadi del suo modello di gerarchie dei bisogni umani, come già specificato, Maslow definì autorealizzazione (self-actualization o attualizzazione di sé e del proprio potenziale) e self-transcendence (bisogno di trascendenza). Il primo di questi due stadi era caratterizzato da episodi sporadici di esperienze trascendenti di connessione con il Cosmo chiamate “peak experiences” (che Ferrucci nel suo libro ha tradotto come “esperienza delle vette”).

Queste tipologie di esperienze sono state anche descritte dallo psichiatra Richard Bucke oltre un secolo fa e ripubblicate in italiano nel 1998 – egli le definiva episodi di Coscienza Cosmica.

L’attualizzazione del trascendente (transcendent actualization o self-transcendence), ultimo gradino nella scala di Maslow, invece, è facilmente individuabile, in quanto è uno stato molto più permanente (chiamato “plateau”) degli episodi di coscienza cosmica descritti sopra. Questo stato è caratterizzato da un bisogno di trascendenza che va oltre la semplice acquisizione di benefici personali e include il desiderio di servire una causa più globale, unione con un potere più elevato, qualche forma di servizio alla vita e al prossimo e l’identificazione non più con il semplice ego, ma con il proprio Sé Superiore.

Come già indicato, recenti ricerche indicano che i membri delle Nuove Generazioni manifestano sempre più frequentemente un bisogno di fondersi con livelli più elevati di coscienza e ciò implica che, per il benessere dei giovani, meno giovani e del pianeta, l’emergente Coscienza Integrale collettiva e gli archetipi e nuovi bisogni emergenti non possono più essere né ignorati, né sottovalutati.

Per finire, espongo una breve descrizione del modello di evoluzione di coscienza della ricercatrice transpersonale Jenny Wade (1996), emerso da una combinazione di psicologia ortodossa, di quella esoterica e di quella transpersonale. Il suo modello paragona lo stadio di coscienza che lei chiama Autentica con il concetto di Maslow già discusso sopra, cioè quello dell’attualizzazione di sé e del proprio potenziale (autorealizzazione), visto però non come uno stadio o livello fisso di coscienza, bensì come uno stato progressivo in mutamento costante verso l’attualizzazione del trascendente (self-transcendence), nonché verso la cosiddetta illuminazione.

La Coscienza Autentica è chiamata così poiché descrive il primo livello in cui le proprie percezioni non sono distorte dall’ego e dai suoi bisogni; questo stadio è caratterizzato da grandi cambiamenti interiori che portano ad una integrazione psicologica delle proprie dimensioni interiori, inconscio compreso. Maslow definiva stadi di coscienza precedenti a quello Autentico “nevrotici” e sbagliati, nel senso di  cognitivamente errati. Il livello precedente di coscienza, quello predominante ai giorni nostri, è definito la Coscienza Conformista nel modello di Wade, la quale spiega che tutte le scuole di psicologia lo ritengono idoneo all’ottenimento di una accurata percezione della realtà, tranne la Psicologia Transpersonale.

Roberto Assagioli, padre della Psicosintesi, difatti, considera la Coscienza Conformista come una forma di consapevolezza dettata da un ego ingigantito e costruita su illusioni e false sicurezze; in altre parole, per lui questo è uno stadio da trascendere se si vuole davvero attualizzare il proprio potenziale e allinearsi col proprio Superconscio e Sé Superiore. In altre parole, saranno gli stadi successivi all’attuale Coscienza Conformista, cioè i livelli di coscienza non più dettati dal solo ego, secondo Assagioli, a portare l’umanità a percezioni della realtà molto più accurate e complete.

Anche Wilber ha detto la sua sull’emergente Coscienza Autentica identificata dalla ricerca di Wade e l’ha descritta come un mutamento di consapevolezza che ridà potere all’essere umano, muovendosi dalla frammentazione all’integrazione, da controllo e autorità proiettati all’esterno all’auto-determinazione derivanti dalla propria interiorità.

La Coscienza Autentica equivale allo stadio Centauro di Wilber, cioè all’emergente Coscienza Integrale descritta sia da Wilber che da Gebser. Questo stadio Centauro simboleggia la riunificazione tra mente e corpo, dopo aver superato la coscienza egocentrica. In questa fase, tutte le esperienze multi-modali, soprattutto quelle sensoriali a qualsiasi livello, vengono enfatizzate e finalmente pienamente apprezzate.

In sintesi, Wilber, Gebser e Wade dicono la stessa cosa e descrivono un tipo di coscienza collettiva emergente come Integrale/Autentica. Per concludere, ecco come identificarla attraverso le seguenti caratteristiche (tradotto e adattato dal testo di Wade, 1996, pp. 159-174):

1) L’accettazione di sé, degli altri e del mondo;

2) La capacità di scegliere tra molteplici modalità di comportamento, fino a sfiorare l’androginia;

3) La capacità di usare logica e intuizione, pensiero lineare e non lineare, contemporaneamente, senza escludere una modalità in favore dell’altra;

4) La tendenza ad agire per manifestare i propri desideri, ma non a spese degli altri

5) La capacità di offrire aiuto senza bisogno di “aggiustare”, risolvere gli altrui problemi, modificare o cambiare gli altri

6) La tendenza a pensare “fuori dagli schemi” senza bisogno dell’approvazione sociale

7) La propensione ad assumersi tutte le responsabilità connesse alle proprie scelte

8) Il bisogno di coltivare la propria crescita personale e psico-spirituale a proprio beneficio e per sé stessi e non allo scopo di impressionare e “colpire” favorevolmente gli altri o di ribellarsi all’autorità di figure che teoricamente tentano di impedirlo.



FONTI:

Bucke, R. M. (1901-2009). Cosmic consciousness: A study in the evolution of the
human mind. NY: Dover Publications.

Gebser, J. (1949-1986). The ever-present origin. OH: Ohio University Press.

Gidley, J. (2007a). The evolution of consciousness as a planetary imperative: An
integration of integral views. Integral Review: A Transdisciplinary and Transcultural
Journal for New Thought, Research and Praxis, Issue 5, pp.4–226.

Gidley, J. (2007b). Educational imperatives of the evolution of consciousness: The
Integral visions of Rudolf Steiner and Ken Wilber. International Journal of Children’s
Spirituality, Vol. 12, No 2, August 2007, pp. 117–135.

Krippner, S., ed. (1972). The Plateau experience: A. H. Maslow and others. The
Journal of Transpersonal Psychology, Vol. 4, No. 1, pp.107–120.

Maslow, A.H. (1970). Motivation and personality. NY: Harper and Row

Maslow, A.H. (1971). The farther reaches of human nature. NY: Viking Press.

Sisk, D., Torrance, P. (2001). Spiritual intelligence: Developing higher consciousness.
MA: Creative Education Foundation.

Trotta, P. (2012). The Indigo phenomenon and the New Generations: Are they symbolic
of an emerging consciousness and paradigm? The International Journal of Arts and
Sciences, Vol. 5, Issue 3, pp.127–154.

Wade, J. (1996). Changes of mind: A holonomic theory of the evolution of
consciousness. NY: SUNY.

Wilber, K. (2000). Integral psychology: Consciousness, spirit, psychology, therapy.
MA: Shambhala.

Wilber, K. (2007). The integral vision: A very short introduction to the revolutionary
approach to life, God, the universe and everything. MA: Shambhala.




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