mercoledì 18 gennaio 2017

I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio: Carta XX IL GIUDIZIO



ARCANI MAGGIORI  - IL GIUDIZIO





Un modo per comprendere come funzionano i Tarocchi è di vederli come simboli di Archetipi Universali che esistono nella mente inconscia di tutti e quindi nell’inconscio collettivo. Le carte pongono i riflettori su alcuni archetipi piuttosto che su altri, poiché essi sono particolarmente attivi nella psiche e nella vita di chi consulta le carte in quel momento o periodo.



Non si tratta, quindi, di leggere nelle carte un destino ineluttabile, bensì di scegliere con più saggezza e capire ed esplorare sé stessi in profondità.


IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO è CREARSELO!



Comprendendo meglio la nostra situazione attuale, potremo in teoria dirigere al meglio gli eventi futuri che risultano dalle nostre decisioni più sagge che possiamo prendere oggi con riflessività e con l’aiuto delle carte. La prevedibilità delle nostre azioni e reazioni è solo direttamente proporzionale alla nostra mancanza di consapevolezza, di autoanalisi e di riflessione. 



I Tarocchi,  essendo la voce del nostro Inconscio e Superconscio, non servono tanto a predire il futuro, quanto ad aiutarci a capire noi stessi e il libro da cui sono tratti gli articoli che pubblicherò per i prossimi post (link sotto) ne illustra usi e funzioni.



Ma prima di procedere, è opportuno esplorare una lecita domanda.


Quando è opportuno usare i Tarocchi per sé stessi? Per trovare una risposta a domande dirette e non troppo emotive, per comprendere aspetti di una situazione che ci sfuggono, per crescere o imparare a considerare altri punti di vista o altri percorsi e modi di agire.


Chiarito ciò, procediamo con la conoscenza degli Arcani Maggiori, in questo post conoscendo la carta numero 20, la carta del Giudizio, ventesima tappa del nostro eroe/viandante che affronta gli archetipi in questione, intraprendendo il suo viaggio coraggioso attraverso tutte le tappe dei 22 Arcani Maggiori e quindi illustrando le sue fasi di crescita.


Carta 20: Il Giudizio. Ora che è stato risvegliato dalla luce del Sole, il Matto è in grado di sentire con chiarezza la tromba del Giudizio e della Rinascita suonata dall’arcangelo per richiamare tutti non solo alla propria rinascita spirituale, ma anche alla guarigione della propria psiche in modo da garantirne la resurrezione. Visto il tema della rinascita così enfatizzato, questa carta è ovviamente associata al pianeta Plutone, al re dell’oltretomba.



L'illustrazione che introduce la carta qui di seguito deriva dal mazzo più popolare, venduto e diffuso di tutti i tempi, cioè il mazzo Rider Waite Smith. Link per visionare ed eventualmente acquistare questo ed altri mazzi di Tarocchi si trovano alla pagina preposta di questo stesso blog a questo link: 






CARTA XX - IL GIUDIZIO







Questa è una fase di grandi cambiamenti e di decisioni che altereranno la propria vita. Una fase sta finendo e occorre prepararsi ad una nuova fase di crescita. Tutto andrà bene e migliorerà. Se si sta prendendo in considerazione di cambiare carriera, si arriverà al successo. Per questioni legate alla salute, in questa fase si troveranno guarigione e riposo. 



Questioni legali si svolgeranno in nostro favore. Se chi consulta le carte studia ancora, i suoi esami andranno bene. In questa fase si è in grado di vedere le cose con più chiarezza, salvo carte ostili di fianco al Giudizio.



Qui il Viandante/il Matto scopre con sorpresa che il suo progresso verrà giudicato. In realtà questa carta e questa tappa ci ricordano che la vita è un continuo apprendimento e che ad un certo punto è saggio fare il punto della situazione e capire cosa abbiamo imparato e cosa ancora resta da imparare. Occorre anche capire come abbiamo seminato e se abbiamo agito bene o dobbiamo fare ammenda e correggere alcuni nostri comportamenti.



Il Giudizio è la penultima fase del viaggio del Matto. Un Angelo appare dalle nuvole con una tromba e alcune figure nude sembrano emergere libere dalle loro tombe. Esse sono evidentemente passate attraverso una fase di rinascita spirituale, essendo morte per trovare sé stesse ed essendo ora pronte ad acquisire una nuova vita a cui le sta richiamando la tromba dell’Arcangelo Gabriele nel giorno del Giudizio. O forse la carta rappresenta San Michele, uno dei sette arcangeli a capo dei pianeti, il cui pianeta speciale era Mercurio. 



E questo ci conduce dritti ad Ermete, conosciuto ai Romani come Mercurio, la guida delle anime (lo psicopompo), che il Matto incontrò all’inizio del suo viaggio nella veste del Mago. Fu il Mago stesso ad iniziare il Matto al suo viaggio, lo accompagnò senza essere visto nel suo percorso, persino nella sua discesa nell’oscurità, ma ora lo porta trionfante verso la luce, verso la sua meta. Mercurio è un dio dalle mille facce – è il messaggero degli dei, specialmente di Zeus/Giove e organizza e gestisce affari e scambi tra dei e umani. Guida gli esseri umani nei loro viaggi e sa abbindolare e fuorviare, aiutare ma anche bloccare. 



Nel suo ruolo di psicopompo, Mercurio è una divinità che svolge la funzione di accompagnare le anime dei defunti nell’oltretomba, nel regno di Ade, ma è anche in grado di richiamare i morti alla vita. Egli liberò diversi eroi come Teseo ed Eracle (Ercole), che erano rimasti intrappolati nell’oltretomba, ed anche Orfeo che era nell’Ade alla ricerca della moglie Euridice.









Come la sua immagine suggerisce, la carta del Giudizio è una carta che mostra un riequilibrio dei conti ed è attraverso questa carta che il progresso del Matto viene stabilito e misurato. Questa carta può simboleggiare il concetto orientale di Karma, secondo il quale le azioni umane devono trovare un equilibrio e un sistema di ridistribuzione delle conseguenze delle proprie azioni, coerenti o distruttive che siano state. Da noi in Occidente si dice che uno raccoglie ciò che semina. 



Il Giudizio riflette un processo di auto-valutazione, un tentativo sincero e onesto di scendere a patti con sé stessi e le risoluzioni che ciascuno ha adottato per i propri conflitti interiori. Ciò implica rimuovere i veli attraverso cui si percepisce sé stessi, sopravvalutando o sottovalutando i propri sforzi.



L’eccesso di modestia è tanto distruttivo quanto l’eccesso di egocentrismo. Il Giudizio sottolinea la necessità di valutare sé stessi e le proprie conquiste per ciò che veramente valgono, senza né eccesso di ego, né di modestia. Questa carta segnala il completamento di un ciclo karmico, nel quale premi o punizioni vengono distribuiti secondo il vero valore del proprio operato.



Quando appare questa carta, dà indicazioni di una soluzione finale ad una questione annosa, un ripagare vecchi debiti ed equilibrare i conti, preparandosi per un nuovo inizio. Ricompense per sforzi passati sono imminenti. E’ il momento giusto per compiacersi e rallegrarsi in una fase di rinascita.




Parole chiave: Guarigione. Valutazione. Fare il Punto della 

Situazione. Passato e Futuro. Domande. Lezioni. Auto-conoscenza.

 Saggezza. Rinascita. Riappacificarsi coi Nemici. Capacità di 

Giudizio. Sistemare un Errore o una Incomprensione. 

Completamento. Espiazione. Evitare Menzogne. Crescere. Una 

Promozione o Cambio di Carriera. Momento di Azione. 

Rinnovamento. Crisi di Identità. Transizione. Risveglio. 

Metamorfosi.







Tratto dal libro I Tarocchi - La Voce dell'Inconscio disponibile su Amazon per kindle  al link di seguito:









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